di luca100 martedì 20 ottobre 2009, 6:54
Sviluppo Genova, siluro sul nuovo stadio
20 ottobre 2009 | Vincenzo Galiano
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STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 0 commenti Il presidente: «Vanno spostate le carceri e va salvato il Ferraris»
Lo stadio all’ex Colisa di Campi? «Una collocazione per nulla scontata», dice Tullio Russo, ex Provveditore alle Opere pubbliche e attuale presidente di Sviluppo Genova, la società pubblico-privata che ha realizzato lo studio di fattibilità sul nuovo stadio nell’ex sito petrolifero. Di più: «La vera priorità - aggiunge Tullo, nominato nel Cda su indicazione della Regione - è il trasferimento delle carceri di Marassi. Per quanto mi riguarda, il Ferraris può essere benissimo ristrutturato e messo a norma».
Sulla società a controllo pubblico che si occupa della valorizzazione delle aree industriali dismesse, in passato già scossa da vicende giudiziarie, la questione stadio potrebbe avere l’effetto di un nuovo terremoto. Gli scossoni, per ora, sono tutti interni al consiglio d’amministrazione. Ma già si profila un “disimpegno” dei due principali soci pubblici, Regione e Provincia, che - per motivi diversi - entro fine anno potrebbero cedere ad altri le rispettive quote lasciando la regia della società solo nelle mani del Comune.
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Stadio a Campi costi a +10mln
E i “Children” dicono no
19 ottobre 2009 | Vincenzo Galiano
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STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 70 commenti Parte dell’area è a rischio idrogeologico e va consolidata. Si parla di dieci milioni
«Per ribadire ancora una volta la propria voglia di essere partecipi e di non essere solo futuro ma sopratutto presente, i giovanissimi di Genoa Club For Children hanno voluto votare a proposito della questione stadio. Il voto, eseguito al Settore 5 prima della partita Genoa - Inter, con più di 660 presenti su 880 iscritti e per alzata di mano è stato unanime: il Ferraris non si tocca!».
Così anche i giovanissimi tifosi del Genoa, del progetto nato anni fa con le iniziative sociali di Marco “Naso” Barnieri e premiato lo scorso anno a livello europeo, dicono no alla cancellazione del Ferraris.
«I Children vogliono crescere ed invecchiare nello stesso stadio dove sono cresciuti ed invecchiati i loro genitori, nonni e bisnonni. Nei prossimi giorni il Club valuterà le iniziative da sostenere a proposito insieme alla preparazione del terzo compleanno (3 novembre) del club più giovane e numeroso».
CAMPI, COSTI INIZIALI A PIU’ 10 MILIONI
L’area ex Colisa, dove il Comune vorrebbe collocare il nuovo stadio in sostituzione del Ferraris e che sarà acquistata entro fine anno da Sviluppo Genova, è a rischio idrogeologico. L’instabilità della collina di Campi sulla quale sorgevano i depositi petroliferi della Colisa è nota da tempo, non solo agli addetti ai lavori.
Qualche anno fa, quando gli ampi terrazzamenti a mezza costa che sovrastano corso Perrone e Ansaldo Energia sembravano certamente destinati ad accogliere l’autoparco per i mezzi pesanti del porto, fu eseguito uno studio approfondito sull’area. Ingegneri e geologi definirono gli interventi necessari per consolidare i piazzali che, attraverso una nuova strada sul fianco della collina, avrebbero dovuto accogliere i Tir in entrata e in uscita dallo scalo portuale. Il costo stimato delle opere di consolidamento sarebbe di qualche milione di euro (c’è chi sussurra 10 milioni di euro), compreso il rifacimento dei muraglioni di cemento armato che furono a suo tempo costruiti per mettere in sicurezza il sito petrolifero.
«Sì - confermano a Palazzo Tursi - una parte del terreno è instabile, ma l’area può essere messa in sicurezza senza particolari problemi». Nessuno si sbilancia sui costi dell’intervento. E non è detto che la cifra sia inclusa nell’investimento complessivo ipotizzato dai progettisti: 190 milioni di euro, comprese le infrastrutture (tra cui un tunnel di collegamento diretto con l’autostrada) che sono il presupposto indispensabile per tradurre in realtà il sogno del presidente della Samp, Riccardo Garrone, e del sindaco Marta Vincenzi (il patron del Genoa, Enrico Preziosi, si è riservato una risposta a breve).
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La scoperta: il Ferraris è a norma per l’Uefa
19 ottobre 2009 | Giuliano Gnecco
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STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 17 commenti L’ultima scoperta è una rivoluzione: «Il Ferraris è a norma, del resto altrimenti non ci si potrebbe giocare». La rivela una fonte della Federcalcio, che preferisce mantenere la riservatezza come se avesse svelato il terzo segreto di Fatima. Eppure, tutto vero: lo stadio di Marassi rispetta i parametri Uefa. «Per metterlo a norma dovremmo buttare giù le carceri e i palazzi perimetrali - insiste a Radio19 Stefano Anzalone, assessore allo sport - Lo ha detto Michele Uva, project manager della Federcalcio».
Precisazione: esistono due piani distinti. Per l’Europeo del 2016, ammesso che venga assegnato all’Italia, il Ferraris non è recuperabile; per campionato e competizioni europee, compresa eventualmente la Champions League, non c’è invece problema. Uva si occupa della candidatura italiana a Euro 2016. Intanto, un chiarimento: la Uefa non assegna le licenze; fornisce solo parametri, poi sono le Federazioni calcistiche dei singoli Paesi che danno l’omologazione. Né sarebbe immaginabile che la Uefa controllasse gli impianti di tutte le 53 Federazioni aderenti. La Federcalcio propone una classificazione, l’organismo europeo si limita a ratificare. Senza controllare.
La Federcalcio italiana ha proposto per il Ferraris la fascia 3, quella che permette di partecipare alle competizioni europee. È la fascia che comprende tutti gli stadi italiani dove si disputano incontri internazionali. Certo, ci sono delle “tolleranze” rispetto ai rigidi parametri Uefa, come “tolleranze” sono garantite a numerosi impianti in Italia e all’estero: se non fossero concesse, l’80% degli impianti europei sarebbe da prepensionare.
Le “tolleranze” del Ferraris sono note: i servizi igienici sono la metà di quelli richiesti, e alcuni sono alla turca, che la Uefa aborrisce; mancano i seggiolini con schienale di 30 centimetri, spazi sufficienti all’esterno e non è rispettata la distanza fra le panchine e il rettangolo di gioco, che dev’essere di 5 metri. Però, per la Figc, e per l’Uefa che non fa altro che ratificare, è tutto a posto. Almeno allo stato attuale, perché poi le regole possono cambiare; «Saranno inasprite», avverte Anzalone. Ma per ora non si sa se sì e come.
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19 ottobre 2009
Oggi nel Foglio un inserto speciale sul Genoa: "Lanterne rosse e blu"
Perché a Genova i tifosi non vogliono lo stadio nuovo
Il sindaco Vincenzi tra gli Europei del 2016 e il no dei genoani
Se è vero che quanto Obama faccia o dica provochi emulazione immediata tra i protagonisti/presenzialisti della res publica italica, per i comuni mortali la replicabilità delle sue gesta non è altrettanto certa. Vincere un Nobel non è così facile ma POTUS (president of the United States) fa anche cose più normali. Nonostante il suo fallito endorsement all’amata Chicago come città ospite delle Olimpiadi del 2016, l’effetto Obama non ha tardato a farsi sentire tra le nostre amministrazioni locali e, in men che non si dica, sono fioccate le candidature di Roma, Venezia, Palermo e Bari per i Giochi del 2020. In ballo l’immediato risalto mediatico e una pioggia di denaro per la realizzazione di impianti ed infrastrutture.
Non tutti i sindaci hanno però l’ambizione di vedere i tedofori scorazzare per la propria città, c’è anche chi si accontenta di meno. Marta Vincenzi, primo cittadino di Genova, è impegnata da due settimane nel febbrile tentativo di convincere Enrico Preziosi e Riccardo Garrone, rispettivamente proprietari di Genoa e Sampdoria, ad accollarsi la spesa di 189 milioni di euro necessari a costruire uno stadio in grado di ospitare qualche incontro dei futuri, e non ancora assegnati, Campionati Europei di calcio 2016 per i quali l’Italia ha avanzato la sua candidatura come paese ospite. A stupire, oltre l’improvvisa folgorazione sportiva della Vincenzi e il vero e proprio ultimatum imposto alle due società calcistiche, 15 giorni per dare una risposta “altrimenti non se ne fa niente”, sono le motivazioni presentate: l’impossibilità di omologare l’attuale impianto genovese, considerato uno dei più belli e suggestivi d’Italia, alle normative UEFA per ospitare incontri dei campionati Europei. Tutto ciò, per quanto vero, è altrettanto irrilevante in quanto il massimo organismo calcistico europeo impone parametri differenti a seconda del torneo che si dovrà svolgere in un determinato stadio.
Genoa e Sampdoria sono club, non rappresentative nazionali, quindi interessate ad avere un impianto abilitato agli incontri di Europa o Champions League e il “vecchio” Luigi Ferraris, costruito in occasione dei Mondiali del 1990, potrebbe soddisfare le loro esigenze con pochi interventi mirati. Se Garrone si è detto interessato alla proposta della Vincenzi, nel 2005 aveva già presentato un suo progetto per la realizzazione di un nuovo impianto da costruirsi in un’area attigua all’aerostazione genovese, Preziosi ha espresso parecchie riserve, dovendo anche tenere conto delle accese proteste da parte della tifoseria rossoblu, storicamente più calda e legata alle tradizioni rispetto ai “cugini” blucerchiati. Scesi in piazza a manifestare il loro netto rifiuto a vedere l’amato Grifone giocare in altra sede che non sia quella occupata da 98 anni dal Ferraris, sono arrivati ad assediare il sindaco mentre assisteva ad uno spettacolo all’interno del teatro Carlo Felice.
Sul carro degli oppositori, in un curioso caso d’intesa bipartisan, è salita anche la maggioranza degli esponenti della politica genovese. Le ragioni sono le più disparate, lo scarso interesse di Genova ad ospitare gli Europei, l’inadeguatezza logistica dell’area individuata per il nuovo impianto ma, soprattutto, la poca chiarezza delle ragioni che spingono Marta Vincenzi a sostenere questo progetto. Una cosa è certa, senza il nuovo stadio la FIGC molto difficilmente potrà vedersi assegnare gli Europei, Genova è considerata strategica dall’UEFA, e quindi addio fondi per la riqualificazione dell’area che lo dovrebbe ospitare, quella Val Polcevera che da sempre è il polmone elettorale dell’attuale primo cittadino genovese.
© 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
di Andrea Carraro
Categorie articolo: Calcio / Sport /
