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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza domenica 15 maggio 2016, 16:11

LUNCHBOX
In India, è possibile per un impiegato farsi recapitare al lavoro un pasto cucinato da un ristorante con cui si è preso accordi ma si può anche farsi portare in ufficio il pranzo che la propria moglie (o un’altra casalinga) ha preparato a casa. Esistono delle organizzazioni straordinariamente efficienti che quotidianamente prelevano nelle case e consegnano negli uffici un gran numero di pasti e a quanto pare raramente commettono errori nella distribuzione. Nel film di cui parlo oggi naturalmente l’errore avviene.
Una casalinga ci mette un particolare impegno per preparare il pranzo al marito che appare distaccato sperando così di ravvivare il matrimonio ma il cibo viene consegnato a un solitario e attempato impiegato prossimo alla pensione che non si capacita di come il ristorante che gli fa da mangiare abbia improvvisamente elevato la qualità della cucina. L’impiegato va addirittura a complimentarsi con tale ristorante raccomandandosi di continuare così.
Invece alla casalinga, di sera, viene il sospetto che il marito non abbia mangiato quello che lei ha preparato e il giorno dopo, per verificare la sua ipotesi, mette un biglietto nel portavivande, dando così il via a una corrispondenza tra lei e l’impiegato. Come proseguirà la storia? I due si incontreranno di persona?

Il film, una volta in più mostra come sia più facile aprirsi con un estraneo, soprattutto se non di persona; l’assenza del giudizio esterno permette di abbassare dei muri e osservare se stessi e la propria vita da un’altra angolazione. Inoltre esiste un certo fascino nell’attendere un particolare momento della giornata in cui si compie una sorta di rituale: buon cibo accompagnato da una lettera cartacea scritta a mano e che fisicamente proviene da qualche posto che si può solo immaginare. Sebbene io pensi che un libro cartaceo abbia il suo fascino, mi piace anche leggere un e-book ma devo ammettere che la piacevolezza di una lettera di carta è qualcosa di ineguagliabile.
Un’altra riflessione che ho fatto guardando il film è di come la felicità e l’infelicità siano, nella gran parte dei casi, non solo dovute a reali situazioni ma anche ad un atteggiamento. Tempo fa leggevo di uno studio che era stato fatto per stabilire quali potessero essere le situazioni che più condizionavano l’umore degli individui. Era stato preso un vasto campione di persone: uomini, donne, giovani, vecchi, single, sposati, disoccupati, persone con un impiego solido...ebbene, il risultato dell’indagine era che quello che influenzava maggiormente lo stato d’animo era la qualità del sonno. Magari il risultato di questo studio va preso con le pinze (e magari chi lo ha commissionato era un’azienda di materassi) ma sicuramente l’infelicità è appannaggio di tutti. Nel film lo è sia la giovane donna sposata e con una figlia, che il vedovo più anziano e senza figli. Nella vita di tutti noi c’è qualcosa che ci infastidisce, che ci fa imprecare, lamentarci, soffrire. D’altronde è giusto che ci siano questi sentimenti, chiamiamoli “negativi”, l’importante è non farne il centro della propria esistenza e usarli per capire che cosa è possibile cambiare allo scopo di migliorare la propria condizione. Anche la felicità può essere più alla portata di quello che si pensa; certo, bisogna anche avere il coraggio di andarsela a prendere.

“Lunchbox” è in programmazione (oltre che in questo momento mentre scrivo e su on demand) su Sky Cinema Cult il 24 e il 25 maggio.
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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza giovedì 19 maggio 2016, 16:48

LA CRUNA DELL'AGO
Oggi consiglio un film il cui protagonista è interpretato da Donald Sutherland, attore che dovrebbe essere conosciuto da diverse generazioni, anche da quelle più giovani dal momento che ha recitato in moltissimi film dagli anni ‘60 in poi, tra cui quelli della serie Hunger Games (che ammetto di aver accuratamente evitato, dopo aver visto qualche spezzone del primo). Penso che Sutherland sia uno di quegli attori che si possono tranquillamente definire tramite la abusata espressione: con la “A” maiuscola. Non si capisce però perché tale espressione venga molto usata per lo più dopo che uno è morto.
In questo film, Sutherland è una spietata spia tedesca in missione in Inghilterra, dove ha fatto delle foto che permettono di capire dove veramente gli americani hanno intenzione di attaccare l’Asse. Deve però portare le foto nientemeno che al Führer in persona e per tornare in patria deve raggiungere al più presto una sperduta isola scozzese nei pressi della quale un U-Boot lo aspetta per una settimana. Per raggiungere l’isola a momenti ci lascia la pelle perché sorpreso da una tempesta ma viene per sua fortuna soccorso dall’unica famiglia che vive sul posto. La famiglia non è molto felice: la moglie subisce il pessimo carattere del marito, ex militare la cui occupazione principale è bere per dimenticare la sua invalidità causata da un incidente il giorno delle nozze. Non c’è molto da stupirsi, quindi, se tra la donna e la spia nasce una relazione.

Il titolo del film si deve al soprannome della spia - “Ago” - perché uccide quasi sempre con uno stiletto. Gli omicidi sono spesso improvvisi, non c’è enfasi o preparazione per lo spettatore che ne è colto di sorpresa, quasi fosse lui stesso una vittima e questo anche per merito dell’abilità di Sutherland nel sembrare un tranquillo gentiluomo inglese amante della campagna. Sebbene ci siano pochi personaggi e la trama sia molto lineare, il film è permeato da una certa tensione, che cresce man mano che la storia procede, e il ritmo non ha cedimenti. Notevole l’ambientazione in cui si svolge gran parte della storia; la bellezza e potenza della natura a volte paiono sottolineare l’angoscia dei personaggi mentre altre volte paiono indifferenti, come a volersi ergere al di sopra della pochezza delle tragedie umane.
Brava anche l’attrice che interpreta la moglie; vedo una filmografia molto corposa ma ammetto di non ricordarmela in nessun film ma questo è un mio problema.
Ho molto apprezzato il finale, soprattutto ripensandoci a film finito, più complesso di quanto non appaia a prima vista.

“La cruna dell’ago” è su on demand.
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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza lunedì 26 settembre 2016, 21:13

L'APOSTOLO
Un predicatore texano riduce in fin di vita, dandogli una mazzata in testa, l'uomo per cui sua moglie lo ha lasciato. Per evitare il carcere, fugge in Louisiana dove ristruttura un edificio abbandonato e lo trasforma in una chiesa, diventando figura religiosa di riferimento per la comunità del luogo.

Film interessante per la figura di questo predicatore. Personaggio dalla non molto palese spiritualità, non gli dispiace andare a prostitute o ricorrere alla violenza. Direi che la caratteristica principale del personaggio è l'egocentrismo, la voglia di stare al centro dell'attenzione. Le sue prediche hanno lo stesso piglio dei piazzisti motivatori; i suoi discorsi sono incentrati per lo più su frasi generiche: “sia lodato Dio” oppure “Dio è sulla tua strada”, senza particolari approfondimenti e nemmeno un particolare interesse per chi ha di fronte. Nonostante questo, o forse proprio per questo, il predicatore ha un grande successo tra la gente, egli evidentemente riesce a infondere una certa speranza in coloro che sono in difficoltà e che forse non si pongono domande teologiche. Inoltre, la sua energia e iniziativa fungono da stimolo; egli infatti lavora a tempo pieno e dopo il lavoro, a sue spese, ristruttura il vecchio edificio per farlo diventare chiesa e trova perfino il tempo di fare radio-prediche. Il suo zelo è anche dovuto a una ricerca di redenzione, dopo aver causato prima il coma e poi la morte di un uomo, comunque la sua fede è genuina.
Quindi ricapitolando quelle che sono secondo me le caratteristiche del personaggio del predicatore:
1)egocentrico
2)carismatico
3)motivatore
4)credente
5)violento
6)frequentatore di peripatetiche (telenovela piemontese docet)
7)particolarmente dedito all'evangelizzazione (tanto che perfino la moglie gli fa notare il suo zelo eccessivo nella cosa)
Insomma, persolmente non ritengo il personaggio particolarmente illuminato e nel film il predicatore non dice cose che per me sono spiritualmente elevanti; inoltre non penso che potrei avere un dialogo soddisfacente con questo predicatore troppo egocentrico. Comunque questa è solo una opinione; ho letto diversi commenti di persone che non si ritengono religiose ma che sono rimaste molto colpite dal fervore del predicatore; una persona ha addirittura ripreso ad andare in chiesa dopo aver visto il film. E nemmeno Robert Duvall, regista, sceneggiatore e anche parzialmente finanziatore del film aveva una intenzione critica nei confronti del personaggio del predicatore.

Nella prossima recensione scriverò le parole pronunciate da un prete alla fine del film per far vedere in quale altro modo si può essere religiosi.

“L'apostolo” è su on demand.
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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza sabato 8 ottobre 2016, 22:25

L’INGORGO

Su una autostrada nei pressi di Roma,  il traffico si blocca per parecchie ore. Viene mostrato il comportamento e il carattere di vari personaggi costretti ad aspettare sotto un sole cocente.

Questo film è del 1979 ma non è invecchiato di un minuto. Allora come oggi si possono vedere gli stessi personaggi: il semi-pezzo grosso che pensa che perché ha il grano può fare qualsiasi cosa, i traditori, quelli che cercano la raccomandazione, quelli per cui la facciata è tutto, quelli per cui i soldi sono tutto; i violenti, i criminali gli omertosi, i morbosi, gli approfittatori, i disperati.

La natura umana in 40 anni non è cambiata per niente ma penso che se il cinema fosse esistito duemila anni fa, i personaggi avrebbero potuto essere tranquillamente gli stessi. Me lo vedo, sull'Appia Antica, un ingorgo di bighe e lettighe. Alberto Sordi nei panni di un semi console con la borsa piena di sesterzi e Mastroianni nei panni dell'istrione che recita commedie di Plauto; anche se mentre nell'antica Roma gli attori non erano ben considerati, oggigiorno sono dei divi.

Spesso si sente dire che "una volta era meglio". Forse sì per certe cose, tipo l'inquinamento, ma non per altre. In generale, la qualità della vita è migliorata. Il problema è che la stupidità e la bassezza umana sono sempre quelle e con i mezzi tecnologici di oggi i danni vengono amplificati esponenzialmente. Si pensi all'amarissima scena dello stupro. Oggi i guardoni, come minimo, filmerebbero il tutto per metterlo su Youtube.

Magari una quarantina d'anni fa c'era forse maggior educazione e rispetto. I ragazzi oggi, e questa è proprio una frase da vecchia, non hanno la stessa deferenza di una volta. Una volta, però, ho letto che su un documento dell'antico Egitto lo scrivente si lamentava di come la gioventù di quella generazione non avesse rispetto per gli anziani. Quindi, in definitiva, se 4000 anni fa si diceva la stessa cosa di oggi, il carattere umano non è molto cambiato.

In grado di far riflettere le parole dette da un prete, alla fine del film, di fronte al cadavere di un disperato.

Salvaci o Signore,
salvaci dalla plastica
salvaci dalle scorie radioattive
salvaci dalla politica di potere
salvaci dalle multinazionali
salvaci dalla ragione di stato
salvaci dalle parate, dalle uniformi e dalle marce militari
salvaci dal disprezzo per il più debole
salvaci dal mito dell'efficienza e della produttività
salvaci dai falsi moralismi
salvaci dalle menzogne della propaganda
Rispettate la natura,
amate la vita
congiungetevi carnalmente nel rispetto del prossimo
fornicare non è peccato soprattutto l'amore
Amen

L'ingorgo è su on demand e se non sbaglio su Classic il 15 ottobre anche se non so a che ora.
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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza martedì 11 ottobre 2016, 19:09

Questa volta la segnalazione la faccio con una sorta di "mixed feeling", non saprei esattamente dare un valore al film per cui faccio una cosa diversa. il film in questione è:
I GUERRIERI DELLA NOTTE

Questo film che è considerato un capolavoro, una pietra miliare della storia del cinema. Mi aspettavo di vedere un film crudo, violento e amaro sulla vita di questi giovani che si uniscono alle gang della giungla metropolitana di New York.

Ora, probabilmente mi sono persa io lo spirito di questo film perché a me sembra un film d’azione per teenager, un film un po’ fumettoso. Non che con i fumetti non sia possibile raccontare storie di un certo peso ma non mi sembra questo il caso. Inoltre, secondo me, ci sono diversi momenti di ridicolo involontario.

Mi permetto quindi di raccontare la trama del film evidenziando le cose mi che hanno fatto sbaccanare e sarò quindi un po’ irriverente; se c’è qualche fan in lettura, spero non se ne abbia a male.

Attenzione! Racconterò tutta la storia, quindi spoiler a manetta: lettori avvisati!

Trama
Siamo a New York nel 1979. Sulle immagini compaiono i titoli di testa. Il carattere usato è di colore rosso e le lettere hanno l’effetto del sangue che gronda. Già da questo particolare dovevo capire che questo non è un film serio, non più di Freddy vs Jason, comunque.

Procediamo. Nel Bronx è stato organizzato un mega raduno di tutte le gang della città. Ogni gang partecipa con una delegazione di 9 componenti.

Come vi immaginate voi che dei membri di una gang prendano la metropolitana? Nel mio immaginario, e anche in base a quello che si vede di solito, questi personaggi scavalcano i tornelli e pigliano la metro gratis. Bene, in questo film no. I membri delle gang pagano il biglietto e ordinatamente passano in fila attraverso i tornelli! Evidentemente queste gang sono molto dotate di senso civico.

Andiamo avanti. Al raduno, mentre il capo della gang più potente della città sta facendo un discorso di fronte a tutti quanti, il leader pazzoide della band dei Rogues lo uccide sparandogli, addossando poi la colpa alla gang dei Warriors.

Succede un putiferio, volano *, coltelli, proiettili, arriva anche la polizia. I Warriors, che non hanno capito di essere accusati dell’omicidio, tentano in ogni caso la fuga ma nel parapiglia generale, il loro capo ci lascia la pelle.

I Warriors decidono che la cosa migliore è prendere la metropolitana e tornare di filato a Coney Island, il loro territorio. Solo lì saranno al sicuro. E in effetti, dopo essere sfuggiti a una banda rivale che gira in pullmino, i nostri Guerrieri riescono a raggiungere la stazione e a salire su un vagone (stavolta, essendo inseguiti, non hanno tempo di fare il biglietto!).

I Warriors pensano di essere al sicuro ma la fortuna non è dalla loro. Alla stazione successiva c’è un incendio e la metro non può proseguire. Ai nostri tocca quindi scendere, uscire dalla stazione e andare a piedi a quella successiva ma devono fare attenzione perché entrare nel territorio di una banda avversaria è molto pericoloso, soprattutto poi se tutti ce l’hanno con loro.

Infatti, dopo pochi passi entrano nel territorio dei temibili Orphans. Così temibili che i grandi boss della città si sono dimenticati di invitarli al raduno (e quindi ‘sti Orfani non sanno neanche del casino che è successo).

Ora, ogni banda ha un abbigliamento particolare che permette di distinguere un membro di una banda da quello di un’altra. I Warriors hanno un gilet con sulla schiena una immagine e il loro nome, i cattivi Rogues hanno berretti e giacche in pelle con teschio sul retro, c’è chi ha delle casacche asiatiche, chi è tutto vestito di nero. No, gli Orfani no. Essi indossano jeans e t-shirt verde con il loro nome appiccicato sulla schiena alla bell’e meglio. Peggio di così c’era solo scrivere il nome col pennarello. Più che una gang di quartiere sembrano un gruppo di nerd. Gli mancano solo gli occhiali con lo scotch sul naso e sono a posto.

Sulle prime gli Orfani fanno un po’ gli scontrosi e mostrano ai Warriors addirittura dei ritagli di giornale dove si narrano le loro gesta. In pratica questi per essere presi sul serio e dimostrare di essere forti tirano fuori il curriculum! Mica pizza e fichi.

I Warriors dicono che loro devono solo andare alla metro, non vogliono rogne e i magnanimi Orfani rispondono:”beh, dai, allora passate pure”. Ma da un edificio esce una ragazza, forse la ragazza del capo. Ella dice in pratica agli Orfani che sono proprio degli sfigati se lasciano passare i Warriors così impunemente, senza neanche una scazzottata.

Feriti nell’orgoglio gli Orfani dicono che i Guerrieri potranno passare solo se si toglieranno il loro gilet d’ordinanza. I Guerrieri rispondono picche e partono a passo di marcia verso la stazione. Vengono inseguiti dagli Orfani che però non fanno nemmeno in tempo a tirare fuori un rasoio da barbiere e a dire:”Vi pisciamo in testa!” che i Warriors gli lanciano addosso una bottiglia esplosiva che fa saltare in aria una macchina e i poveri Orfani assieme ad essa.

Sgominati quindi gli Orfani in due minuti, i Warriors entrano in stazione dove però trovano dei poliziotti, da loro affettuosamente chiamati “elmetti”. Nel casino generale, uno della gang, lottando con un poliziotto, finisce sotto un treno in corsa mentre gli altri si ritrovano divisi in due gruppi: quattro di loro fuggono fuori dalla stazione mentre gli altri tre riescono a prendere una carrozza e a fuggire.

Il gruppo dei 4, appena messo piede fuori dalla stazione, si ritrova nel territorio degli spaventosi Baseball Furies. Questi sì che fanno paura, vanno in giro vestiti con una divisa da baseball, mazza compresa, e le loro facce sono pitturate di bianco, nero, rosso. Incontrarli di notte non deve essere molto simpatico; a dire il vero, neanche di giorno dev’essere molto simpatico incontrarli.

Le Furie subito iniziano a inseguire i quattro Warriors; arrivati in un parco la fuga ha termine e s’impone un combattimento. Nota: le Furie sono almeno in sei.

Secondo voi, chi vince tra i sei armati e i quattro disarmati? I quattro disarmati, è ovvio. E nel giro di pochi minuti, poi. Evidentemente le Furie puntano tutto sul look minaccioso. Se gli avversari si spaventano, bene; se bisogna anche combattere, le Furie hanno qualche problemino. La lotta non è il loro forte, diciamo.

Terminata la lotta, i fantastici quattro proseguono il cammino e vedono una ragazza tutta sola seduta su una panchina (la ragazza è interpretata da Mercedes Ruehl – bravissima ne “La leggenda del re pescatore”). Il sessuomane del gruppo non capisce più niente. I suoi ormoni impazziti gli impediscono di notare che la situazione è un po’ sospetta; dice agli altri di andarsene e abborda la ragazza.

Incredibilmente lei ci sta! E siccome lui deve far vedere che è un vero uomo, le sue avances sono un tantinello violente. Ma la ragazza non è una semplice ragazza, è una poliziotta in borghese e non ci mette molto ad ammanettare alla panchina il nostro maschione arrapato e a chiamare rinforzi. Se le Baseball Furies non fossero state ancora agonizzanti dopo la batosta, avrebbero potuto vedere come sarebbe stato assai facile avere la meglio su almeno uno dei Warriors.

Nel frattempo, i tre Warriors che avevano preso la metro arrivano a Union Square. Si guardano attorno e vedono un gruppo di ragazze che fanno loro gli occhi dolci. Non solo, le ragazze li invitano addirittura nel loro appartamento. Ai tre non sembra vero, con l’ormone già a palla seguono le ragazze nel loro covo. Due Warriors iniziano ad amoreggiare mentre il terzo si guarda attorno intimidito. E menomale! Perché le ragazze sono in realtà componenti della banda The Lizzies! E quando pensano che gli uomini siano abbastanza distratti, chiudono la porta col chiavistello e tirano fuori coltelli e pistole. I Warriors pensano bene di darsi alla fuga.

Ora, in un film normale, magari uno dei tre rimarrebbe a terra perlomeno ferito ma siccome siamo ne:”I guerrieri della notte”, i tre disarmati riescono a scappare illesi dal covo di una masnada di donne inferocite e armate fino ai denti. Anzi, a dire il vero non del tutto illesi: uno si fa un graffio all’avambraccio. Forse un gatto gli avrebbe fatto più male.

Dopo queste svariate disavventure, i Warriors riescono finalmente a riunirsi tutti a Union Square. E qui incontrano la gang dei Punks. Non bisogna lasciarsi ingannare dal nome, i Punk non indossano giubbotti borchiati né hanno i capelli colorati con taglio alla mohicana. No, i Punk indossano una maglia colorata, salopette in jeans e pattini a rotelle. Ripeto: maglia colorata, salopette, pattini. Se si guarda solo il capetto, che ha pure una faccia truce, la cosa non sembra strana; ma se si guarda la gang nel suo insieme sembra di trovarsi a un raduno di idraulici. Se avessero anche il berretto rosso potrebbero essere scambiati per i nipoti di SuperMario.

Appare comunque subito chiaro che i Punk vogliono menare le mani. I Warriors però sono astuti e attirano i Punk nelle toilette degli uomini. E qui la banda della salopette dimostra di essere un po’ ingenua. Se entrando nella toilette non si vede nessuno, è abbastanza ovvio che i Warriors si sono nascosti dentro i gabinetti. E allora quando i Guerrieri escono all’improvviso dai cessi, perché i Punk sono così sorpresi? Che candidi.

Comunque, tra un lavandino e un orinatoio, le due bande se le danno di santa ragione e se non altro stavolta i Warriors sono finalmente armati. Giù mazzate, coltellate, *, porte di gabinetto, insomma una rissa in piena regola. Se solo però non si vedesse così smaccatamente che la faccenda è fasulla. Mi aspettavo da un momento all’altro che apparissero in sovraimpressione scritte del tipo: POW! BAM! SBENG! come nei telefilm ani ‘60 di Batman. Il realismo era all’incirca lo stesso.
I nostri Warriors hanno la meglio nello scontro, ci avrei quasi scommesso.

Dopo aver metaforicamente fatto calare le braghe (anzi la salopette) ai Punk, i Warriors prendono la metro e finalmente raggiungono Coney Island, famosa per il luna park e la spiaggia. E proprio tra le giostre qualcuno li attende. Proprio loro: i famigerati Rogues! Sono venuti apposta con la macchina - sì perché loro la macchina ce l’hanno; macchina... in realtà è un carro funebre graffitato ma almeno i Rogues non hanno problemi di metro.

Il leader dei Rogues, tal Luther, è un pazzoide attaccabrighe e inizia a far tintinnare tre bottiglie cantando ripetutamente e in tono sempre più stridulo:”Guerrieeeeeri, giochiamo alla gueeeerrraaaa?” (in originale: “Waaaaarrioors, come out to plaaaaaay”). Lo dice almeno una decina di volte con un effetto sempre più urtante, sia in italiano che in inglese. Già alla quinta volta gli avrei fatto tintinnare le bottiglie in testa purchè stesse zitto. Anche i Warriors ne sono infastiditi, anche se non lo danno tanto a vedere (Michael Beck, l’attore che fa il capo dei Warriors ha la stessa espressione dall’inizio alla fine del film, inutile dire che la sua interpretazione non mi ha particolarmente colpito).

Si impone una sfida sulla spiaggia. Il leader dei Warriors propone al capo dei Rogues un duello tra loro due. Quest'ultimo non è un tipo molto sportivo: senza neanche acconsentire, tira fuori una pistola e spara ma il capo dei Warriors è più svelto: gli tira un coltello sul polso facendo sbagliare così il tiro al malvagio Luther.

Improvvisamente arriva la numerosa gang dei Gramercy Riffs, proprio quella il cui leader era stato ucciso all'inizio. I Warriors, sempre senza darlo a vedere, temono il peggio. Invece i Riffs hanno saputo di come sono andate veramente le cose, lodano i Warriors e accerchiano i Rogues per giustiziarli.


THE END
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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza mercoledì 26 luglio 2017, 14:36

NEBRASKA

Cosa fareste se riceveste una lettera che vi annuncia la vincita di un milione di dollari? Direste: "è solo pubblicità" o andreste a vedere se veramente c'è del dindero sonante che vi aspetta? Il protagonista del film sceglie la seconda opzione e non lo spaventa minimamente che il luogo dove dovrebbero dargli i soldi sia distante più di mille km da casa sua. E ha tutta l'intenzione di farsela a piedi. Va detto che il protagonista in questione ha una certa età e soffre purtroppo di una certa confusione senile che non gli fa ben valutare la cosa.

Siccome il vecchio insiste, uno dei suoi figli decide di accompagnarlo in Nebraska, da dove appunto proviene la lettera. Lungo la strada, i due si fermeranno a trovare dei parenti che quando vengono a sapere della faccenda dei soldi tirano fuori il peggio di sè.

Come andrà la storia? Ci sarà o no una vincita?

Il regista Alexander Payne usa uno stile molto realistico per raccontare la storia di questi personaggi, i loro traumi e miserie. Niente ammiccamenti cinematografici o patinature, ma nemmeno stile documentaristico o trasandato. La realtà emerge così com'è ed è difficile non farsi coinvolgere o empatizzare con i personaggi principali. Sicuramente qualche pezzo della loro realtà si interseca con qualche pezzo della nostra. Inoltre NON è un film pesante.

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Re: Consigli film per la settimana

Messaggiodi kukuviza venerdì 4 agosto 2017, 14:55

ENEMY

Immaginate di star guardando La La Land e arrivate alla scena in cui tutti danzano allegri sopra le macchine. Improvvisamente vi accorgete che un ballerino è uguale a voi, ma proprio uguale uguale. Cosa fareste? Non cerchereste di scoprire chi è quel misterioso attore che circola a piede libero con la vostra faccia?

E' proprio quello che fa il protagonista del film Enemy, un professore di storia che per caso guarda un film e fa la sconcertante scoperta. Inizia così la sua avventura alla ricerca del suo doppio: chi è, cosa fa, perché è uguale a lui?

In una Toronto semideserta e sui toni del giallo ocra, tra ragni di stazza varia, l'angosciato protagonista si aggira alla ricerca di una spiegazione.

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