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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 lunedì 2 novembre 2009, 14:02

ESCLUSIVA PIANETAGENOA1893.NET – INCHIESTA: I ricavi degli stadi di proprietà in Europa? Derivano dai biglietti
E' questo il risultato dell'esame dei bilanci di 11 grandi società calcistiche: se è vero che i diritti tv sono bilanciati dalle altre voci, le somme derivanti dalle attività commerciali sono però inferiori a quelle da botteghino
02.11.2009 11.03 di Marco Liguori articolo letto 329 volte
Fonte: pianetagenoa1893.net
Costruire nuovi stadi per aumentare i ricavi sembra essere la nuova parola d’ordine del calcio italiano. Aumentare i ricavi da stadio non sarà un’impresa semplice. Ci sono diversi ordini di problematiche da affrontare. Pianetagenoa1893.net in questa sua esclusiva inchiesta ne cita solo tre, limitiandoci a quelle strutturali, finanziarie e socio-culturali, che richiedono l’applicazione di strategie a lungo termine per essere risolte.
Le problematiche strutturali che vanno dalla progettazione alla realizzazione dell’impianto, passando attraverso i vari piani regolatori ed opere di urbanizzazione, richiedono certamente più di qualche anno per essere risolti. Si pensi al progetto dello stadio della Juventus, sono passati circa dieci anni dal suo avvio.
Le problematiche finanziarie non sono da meno. Da quali fonti di finanziamento attingere i soldi per costruire? Facendo aumenti di capitale ad hoc? Contraendo dei mutui, aumentando l’indebitamento delle società? Rendendo edificabili terreni agricoli e vendendo gli appartamenti che si potranno costruire? E chi paga gli oneri di urbanizzazione di queste nuove zone (se non addirittura nuove piccole città) ubicate molto spesso al di fuori del centro urbano senza strade? I ricavi generati dall’investimento saranno in grado di ripagarlo?
Le problematiche socio-culturali, presuppongono che si inneschi nella mentalità del tifoso un nuovo modo di vivere lo stadio, come luogo di ritrovo e di socializzazione e non come luogo di scontro. Stadi nuovi, soprattutto più accoglienti e dotati di diverse attrazioni devono essere in grado di schiodare dalla poltrona il tifoso televisivo abbonato alla pay-TV.
Risolte positivamente tali problematiche non è escluso che le presenze negli stadi possano aumentare, generando “nuovi” ricavi, da intendersi sia come di utilizzo a pieno della “capacità produttiva” dello stadio, che di nuove forme di proventi derivanti da attività accessorie (ristoranti, alberghi, negozi).
Possiamo semplicemente definire come “ricavi da stadio” quei componenti positivi di reddito derivanti dalle attività che si svolgono nello stadio o nelle sue adiacenze. Per dare una definizione corretta di “ricavo da stadio” si dovrebbe a priori definire “lo stadio” in funzione dell’attività che esso è destinato a svolgere, anche in considerazione di chi è il proprietario. Definendo lo stadio come un bene immobile strumentale destinato ad ospitare eventi sportivi e di altro genere, come ad esempio concerti musicali, dovremmo dedurre che la principale fonte di ricavo che uno stadio può produrre è la vendita dei biglietti per assistere a tali eventi. Per generare ulteriori ricavi tali strutture immobiliari, che insistono su aree molte estese, dovrebbero garantire la presenza di ristoranti, bar, negozi, del museo della squadra che vi gioca e se vi fossero ulteriori aree edificabili a disposizione, dovrebbero essere presenti anche centri commerciali e alberghi, dati per lo più in gestione a terzi (da cui ricavare affitti) o a società appositamente costituite.
La presenza di centri commerciali, ristoranti, musei e negozi serve a creare delle presenze e flussi di ricavi anche in giorni senza eventi sportivi. Tuttavia, è innegabile, che il grosso dei proventi deriva dalla vendita dei biglietti. Bisogna garantire quindi stadi moderni, confortevoli e sicuri.
Il tentativo di cercare di aumentare la “capacità produttiva” dello stadio deve essere visto in chiave di diversificazione delle fonti di entrata, in modo tale da non dipendere esclusivamente dai diritti TV.
Di seguito si espone una rassegna dei fatturati di alcuni club europei. Per le società che redigono il bilancio in sterline si è considerato il cambio a 0,90 sterline per 1 euro.

Borussia Dortmund
Il club tedesco del Borussia Dortmund fa parte di un gruppo controllato da Borussia Dortmund GmbH & Co. KGaA. Il Borussia Dortmund è stato il primo club di calcio tedesco ad essere quotato alla Borsa di Francoforte il 31 ottobre 2000. Il gruppo è proprietario dello stadio denominato: “Signal Iduna Park”. Tale nome è stato adottato dal 1° dicembre 2005, precedentemente si chiamava: “Westfalenstadion”. Lo stadio ha assunto il nome della società “Signal-Iduna” operante nel campo assicurativo-finanziario. Dal 2003 tale stadio è capace di ospitare 81.264 spettatori.
Il Fatturato consolidato per l’esercizio 2008/2009 è stato di 114.730 migliaia di euro contro 112.984 migliaia di euro del 2007/2008.Nel dettaglio il fatturato è così suddiviso:
- Ricavi da Biglietteria 22,2 milioni di euro (anno precedente: 22,6 milioni di euro);
- Ricavi da Sponsorizzazioni 39,1 milioni di euro (anno precedente EUR 39,3 milioni);
- diritti tv 22,4 milioni di euro (anno precedente: 26,0 milioni di euro);
- i trasferimenti 11,2 milioni di euro (5,3 milioni nel 2007/2008)
- Merchandising, ristorazione, licenze 17,5 milioni di euro (17,7 milioni di euro nel 2007/2008);
- Altri ricavi 2,1 milioni di euro (1,9 milioni di euro nel 2007/2008)
Escludendo i ricavi da trasferimenti il fatturato scenderebbe a 103.478 migliaia di euro, l’incidenza dei ricavi da biglietteria sarebbe del 21,43%, l’incidenza dei ricavi da sponsor sarebbe del 37,89%, l’incidenza dei ricavi da diritti TV sarebbe del 21,67%, l’incidenza dei ricavi da Merchandising, ristorazione, licenze sarebbe del 16,95%, mentre l’incidenza degli altri ricavi sarebbe del 2,06%.
In Germania la negoziazione dei diritti TV è centralizzata.

Osasuna
L’Osasuna gioca a Pamplona nello stadio denominato: “Reyno de Navarra” capace di ospitare 19,800 spettatori. Tale stadio fino al 2006 era denominato “El Sadar”.
Il cambiamento del nome rappresenta un’operazione di “marketing territoriale”, in quanto frutto di un accordo di sponsorizzazione col Governo della Navarra, in base al quale rinominando lo stadio il club ricevere 1,5 milioni di euro in tre anni, con la finalità di promuovere il turismo in Navarra.
Per quanto riguarda l’esercizio 2007/2008 il fatturato caratteristico è stato pari a 25.280.802,50, mentre il valore della produzione netta è stato di 28.881.199,68 euro.
La composizione del fatturato caratteristico nell’esercizio 2007/2008 è stata la seguente:
-Diritti TV pari a 12.948.965,44 euro contro i 10.782.634,42 euro del 2006/2007; con un’incidenza del 51,22%;
-Pubblicità pari a 5.498.509,45 euro contro i 5.169.323,00 euro del 2006/2007; con un’incidenza del 21,75%;
-Gare sportive pari a 817.259,00 euro contro i 4.206.417,02 euro del 2006/2007; con un’incidenza del 3,23%;
-Abbonati e soci pari a 6.016.068,61 euro contro i 5.859.171,93 euro del 2006/2007; con un’incidenza del 23,80%;
In considerazione della piccola capacità dello stadio, possiamo considerare elevato il tasso di fidelizzazione del tifoso, che contribuisce oltre che con la quota sociale annuale anche con l’abbonamento.
Tra gli altri componenti positivi nel bilancio al 30 giugno 2008 sono esposti gli “incrementi di immobilizzazioni per lavori interni” ossia il lavoro svolto dalla società per le sue proprietà pari a 2.400.000.00 euro.
Tra gli “Altri proventi di gestione” sono esposti:
Altri ricavi per euro 1.160.397,18 contro i 2.238.431,43 euro del 2006/2007;
contributi per euro 40.000,00 contro i 42.499,77 euro del 2006/2007.


Real Madrid
Il Real Madrid gioca a Madrid nello stadio denominato: “Santiago Bernabeu” capace di ospitare 87.000 spettatori. Per il gruppo che controlla il Real Madrid, il totale dei ricavi per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, ammonta a 365,8 milioni mentre al 30 giugno 2007 ammontavano a 350,9 milioni, l’incremento è stato del 4,25%.
I ricavi operativi sono composti da:
-ricavi da stadio e soci per 115,9 milioni di euro (94,4 nel 2007), con un’incidenza percentuale del 31,7%;
-ricavi da amichevoli e competizioni internazionali per 17,2 milioni di euro (17,5 nel 2007), incidono sul totale dei ricavi per il 4,7%;
-diritti tv per 118,5 milioni di euro (114,8 nel 2007) con un’incidenza del 32,4%;
-Ricavi da attività di marketing per 114,2 milioni di euro (124,2 milioni nel 2007), con un’incidenza del 31,2%.


Barcellona
Il Barcellona gioca nello stadio di proprietà denominato: “Camp Nou”, capace di ospitare 98.772 spettatori.
Il fatturato per l’esercizio 2007/2008 raggiunge la cifra di 308,8 milioni di euro con un incremento di 18,7 milioni di euro rispetto ai 290,1 milioni di euro dell’esercizio 2006/2007, ossia registra un aumento del 6,45%.
Le fonti che hanno generato il fatturato di 308,8 milioni di euro sono le seguenti:
-Proventi da Soci per 17,1 milioni di euro con un’incidenza del 5,54%;
-Ricavi da stadio per 87,6 milioni di euro con un’incidenza del 28,38%;
-Media-TV per 116,2 milioni di euro con un’incidenza del 37,64%;
-Marketing per 85,9 milioni di euro con un’incidenza del 27,83%;
-Altri ricavi per 1,9 milioni di euro con un’incidenza del 0,62%.
Se consideriamo unitamente i proventi derivanti dalle quote sociali e i proventi derivanti dagli abbonamenti pari a 32,2 milioni di euro, la loro incidenza sul totale del fatturato è pari al 16% circa, che testimonia l’elevato tasso di fidelizzazione dei sostenitori del club. Durante la stagione 2007/2008 il Fútbol Club Barcelona ha raggiunto la cifra record di 163.000 soci.
Nei ricavi da stadio sono compresi i proventi derivanti dalla gestione del museo e dei palchi.


West Ham United
West Ham United Plc è la società a capo del gruppo di cui fa parte il club di calcio professionistico del West Ham Untited, militante nella Premier League, attualmente allenato da Gianfranco Zola.
Il West Ham United gioca a Londra nello stadio di sua proprietà denominato: “Boleyn Ground”, capace di ospitare 35.595 spettatori.
Il Fatturato consolidato per l’esercizio chiuso al 28 maggio 2008 è stato di 81.543 migliaia di sterline (circa 90,6 milioni di euro); 57.302 migliaia di sterline (circa 63,7 milioni di euro) nell’esercizio chiuso al 31 maggio 2007
L'analisi del fatturato per classe di attività mostra quanto segue:
-Ricavi da gare e da attività connesse al calcio 18.337 migliaia di sterline (circa 20,4 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 28 maggio 2008; 16.967 migliaia di sterline (circa 18,8 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 31 maggio 2007. Nel 2008 l’incidenza percentuale di tali ricavi sul totale del fatturato è stata di circa il 22,5%.
-Diritti TV e sponsorizzazioni centralizzate 40.790 migliaia di sterline (circa 45,3 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 28 maggio 2008; 23.911 migliaia di sterline (circa 26,5 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 31 maggio 2007. Nel 2008 l’incidenza percentuale di tali ricavi sul totale del fatturato è stata di circa il 50%.
-Attività commerciali 12.504 migliaia di sterline (circa 13,9 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 28 maggio 2008; 8.549 migliaia di sterline (circa 9,5 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 31 maggio 2007. Nel 2008 l’incidenza percentuale di tali ricavi sul totale del fatturato è stata di circa il 15,3%.
-Vendite al dettaglio e merchandising 5.357 migliaia di sterline (circa 5,9 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 28 maggio 2008; 3.155 migliaia di sterline (circa 3,5 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 31 maggio 2007. Nel 2008 l’incidenza percentuale di tali ricavi sul totale del fatturato è stata di circa il 6,6%.
-Ristorazione e ospitalità 4.555 migliaia di sterline (circa 5 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 28 maggio 2008; 4.720 migliaia di sterline (circa 5,2 milioni di euro) per l’esercizio chiuso al 31 maggio 2007. Nel 2008 l’incidenza percentuale di tali ricavi sul totale del fatturato è stata di circa il 5,6%. La totalità del fatturato è prodotto nel Regno Unito. Nonostante questi ottimi risultati di fatturato West Ham United Plc ha chiuso il bilancio consolidato alla data del 28 maggio 2008 con una perdita di 37.373 migliaia di sterline (circa 41,5 milioni di euro), soprattutto a causa di poste straordinarie. Nell’esercizio precedente chiuso alla data del 31 maggio 2007 la perdita era stata di 19.614 migliaia di sterline (circa 21,8 milioni di euro). Tuttavia, il Patrimonio Netto risultava ancora positivo per 32.557 migliaia di sterline (circa 36,1 milioni di euro).


Manchester United
Il Manchester United fa parte di un gruppo controllato dalla società Red Fooftball Shareholder Limited. Lo stadio in cui gioca è di sua proprietà ed è denominato: “Old Trafford”, capace di ospitare 76.612 spettatori, nella città di Manchester.
Il conto economico consolidato al 30 giugno 2008 mostrava un fatturato (esclusa la joint venture) pari a 256.239 migliaia di sterline (284,7 milioni di euro), mentre al 30 giugno 2007 risultava un fatturato (esclusa la joint venture) pari a 210.081 migliaia di sterline (circa 233,4 milioni di euro) con un aumento del 21,97% rispetto all’esercizio precedente .
I 256,2 milioni di sterline, provengono da tre fonti di entrate:
- Gare 101,5 milioni di sterline (circa 112,7 milioni di euro) per l’esercizio al 30 giugno 2008 (92,5 milioni di sterline nel 2007), con un’incidenza del 39,62% sul totale (44,05% nel 2007)
- Media TV per 90,7 milioni di sterline (circa 100,7 milioni di euro) per l’esercizio al 30 giugno 2008, (61,5 milioni di sterline nel 2007) , con un’incidenza del 35,40 % sul totale (29,28% nel 2007)
- Attività commerciale per 64 milioni di sterline (circa 71,1 milioni di euro) per l’esercizio al 30 giugno 2008, (56 milioni di sterline nel 2007), con un’incidenza del 24,98% (26,67% nel 2007).


Everton
Il gruppo cui fa capo la squadra di calcio dell'Everton risulta composto da tre società: Everton Football Club Company Limited , capogruppo controllante ; Goodison Park Stadium Limited, controllata al 100%, che si occupa della gestione dello stadio; Everton Investments Limited, controllata al 100%, che si occupa dell'attività finanziaria.
L'Everton gioca a Liverpool nello stadio denominato: “Goodison Park”, inaugurato nel 1892, ed ha in progetto di costruire uno nuovo. Il Goodison Park può ospitare 40.157 spettatori.
Il fatturato per l'anno 2008 ammontava a 75,7 milioni di sterline (circa 84 milioni di euro, considerando un cambio a 0,90 euro), nel 2007 era di 51,4 milioni di sterline (circa 57 milioni di euro), pertanto si è verificato un incremento del 47,14%, dovuto essenzialmente all'aumento dei diritti radiotelevisivi; infatti, la composizione del fatturato è determinata dalle seguenti voci:
- Ricavi da biglietteria per 20.460 migliaia di sterline (circa 22,7 milioni di euro), con un aumento del 19,72% rispetto al 2007;
- Ricavi da diritti radiotelevisivi per 46.637 migliaia di sterline (circa 51,8 milioni di euro), con un aumento del 69,82% rispetto al 2007;
- Sponsorizzazioni, pubblicità e merchandising per 5.465 migliaia di sterline (circa 6 milioni di euro), con un aumento del 18,80% rispetto al 2007;
- Catering per 880 migliaia di sterline (circa 1 milione di euro), con un decremento del 18,67% rispetto al 2007;
- Altre attività commerciali per 2.208 migliaia di sterline (circa 2,4 milioni di euro), con un aumento dell'87,44% rispetto al 2007.
La maggiore incidenza percentuale sul totale del fatturato è detenuta dai diritti radiotelevisivi per il 61,65%, nel 2007 tale incidenza percentuale era inferiore e precisamente pari al 53,42%. L'incremento dei diritti radiotelevisivi è dovuto al nuovo contratto triennale con inizio dalla stagione 2007/08, al quinto posto conseguito in classifica e all'aumento del numero di partite trasmesse.


Tottenham Hotspurs
Il Tottenham gioca a Londra nello stadio denominato: “White Hart Lane” capace di ospitare 36.236 spettatori. Al 30 giugno 2008 il giro d'affari è stato pari a 114.788 migliaia di sterline (circa 127,5 milioni di euro) con un incremento di circa l'11% rispetto al 30 giugno 2007.
La composizione del fatturato, calcolata in migliaia di sterline, è la seguente:
-ricavi da Premier League 18.274 (circa 20,3 milioni di euro, incidenza del 15,92% sul totale)
-ricavi dalle Coppe 10.341 (circa 11,5 milioni di euro,incidenza del 9.01% sul totale)
-ricavi da sponsor 27.778 (circa 30,8 milioni di euro,incidenza del 24,20% sul totale)
-ricavi da TV e media 40.329 (circa 44,8 milioni di euro,incidenza del 35,13% sul totale)
-ricavi da merchandising 9.723 (circa 10,8 milioni di euro,incidenza del 8,47% sul totale)
-altri ricavi 8.343 (circa 9,2 milioni di euro,incidenza del 7,07% sul totale)
Rispetto al 2007, sono stati i ricavi relativi ai diritti TV che hanno registrato il maggiore incremento in valore assoluto, infatti, nella presentazione dei risultati finanziari si legge che si è verificato un aumento sostanziale dei ricavi da TV e radiodiffusione del 20% assestandosi a circa 40,3 milioni di sterline (nel 2007 erano 33,7 milioni). Da ricordare che in Inghilterra la vendita dei diritti TV è centralizzata. Se si considerassero tutti i componenti positivi di reddito, come proventi finanziari e straordinari tra cui le plusvalenze derivanti dalla cessione dei “cartellini”, l'incidenza dei proventi da diritti TV sui componenti positivi di reddito scenderebbe al 30,33%.


Arsenal
L’Arsenal disputa le sue gare a Londra nel nuovissimo stadio denominato: “Emirates Stadium” capace di ospitare 64.355 spettatori.
Il fatturato del Gruppo escludendo i ricavi della joint-venture Arsenal Broadband Limited e i ricavi derivanti dalla gestione dei contratti dei calciatori, ammonta a 222.498 migliaia di sterline (+11,08% rispetto al 2007) e corrisponde a circa 247,2 milioni di euro. La composizione del fatturato è la seguente:
-biglietti da gare 94.580 migliaia di sterline (pari a circa 105 milioni di euro), con un'incidenza percentuale del 42,51% sul totale;
-diritti TV 68.360 migliaia di sterline (pari a circa 75,9 milioni di euro), con un'incidenza percentuale del 30,72% sul totale;
-merchandisng 13.052 migliaia di sterline (pari a circa 14,5 milioni di euro), con un'incidenza percentuale del 5,87% sul totale;
-sponsor 31.259 migliaia di sterline (pari a circa 34,7 milioni di euro), con un'incidenza percentuale del 14,05% sul totale;
-ricavi da proprietà immobiliari 15.247 migliaia di sterline (pari a circa 16,9 milioni di euro) , con un'incidenza percentuale del 6,85% sul totale.
Per quanto riguarda i ricavi del settore immobiliare, bisogna dire che essi risentono del fatto che nell'esercizio precedente si era verificata un'importante vendita nel complesso residenziale di Drayton Park. L’Arsenal ha abbandonato il suo vecchio stadio “Highbury”, dove sono stati costruiti appartamenti. Nonostante la vendita di appartamenti l’Arsenal si è dovuta indebitare per far fronte alla costruzione del nuovo stadio.


Chelsea
La società Chelsea Limited è la controllante del gruppo nel cui perimetro di consolidamento rientra il club di calcio professionistico denominato Chelsea Football Club Limited. In ultima istanza il controllore di Chelsea Limited risulta essere Roman Abramovich.
Il Chelsea gioca a Londra nello stadio “Stamford Bridge”, nel quartiere Fulham, capace di ospitare 42.055 spettatori.
Il 13 febbraio 2009 il gruppo con un comunicato pubblicato sul stito Chelseafc.com, ha reso noto i risultati economico-finanziari relativi alla gestione 2007/2008. Al 30 giugno 2008 il fatturato del Gruppo registra un aumento dell’ 11,9%, assestandosi a 213,1 milioni di sterline (circa 237 milioni di euro) a fronte di 190,5 milioni di sterline della stagione 2006 / 07. Il fatturato legato all’attività calcistica sale a 189,8 milioni di sterline (circa 210,9 milioni di euro), con un aumento del 14,8% rispetto alla stagione precedente. Nel fatturato legato all’attività calcistica sono compresi i ricavi derivanti dal settore dei media che ammontano a 77,6 milioni di sterline (circa 86,22 milioni di euro), con un’incidenza del 36,33% e con una crescita del 30,2% rispetto al 2006/2007. Gli altri segmenti di fatturato riguardano: attività alberghiera e servizio catering; merchandising, servizi per il tempo libero, gestione immobiliare, parcheggi e altri eventi. Per quanto riguarda l’attività alberghiera e servizio catering registra ricavi per 8,9 milioni di sterline (circa 9,9 milioni di euro) con un’incidenza del 4,17%; l’attività di merchandising ottiene ricavi per 9,6 milioni di sterline (circa 10,6 milioni di euro) con un’incidenza del 4,49%, mentre le altre attività producono ricavi per 5,3 milioni di sterline (circa 5,9 milioni di euro) con un’incidenza del 2,48%.


Olympique Lyonnais
L’Olympique Lyonnais fa parte di un gruppo e gioca a Lione nello Stade Municipal de Gerland, capace di ospitare 41.044 spettatori. E’ prevista la costruzione di un nuovo stadio.
Al 30 giugno 2008 il conto economico consolidato evidenziava "entrate" per un importo complessivo di 211.642 migliaia di euro a fronte di 214.077 migliaia di euro dell'esercizio precedente. Escludendo le "entrate" derivanti dalle cessioni dei contratti dei calciatori, i ricavi operativi ammontano a 155.712 migliaia di euro (140.553 migliaia di euro nel 2007).
Ricavi da biglietti per manifestazioni sportive. La vendita dei biglietti per le partite, nel 2007/2008, ha raggiunto la cifra di 21,8 milioni di euro, che rappresenta il livello più alto nella storia del gruppo e il miglior risultato di tutti i club francesi. Tali ricavi rappresentano il 14% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.
Diritti TV. I ricavi da diritti televisivi sono costituiti dagli importi percepiti a titolo di ridistribuzione dei diritti audiovisivi a livello nazionale: dalla Ligue Football Professionnel per la Ligue 1 e la coppa di Lega; dalla Féderation Football Française per la Coppa di Francia; dalla Uefa per la Champion's League. I diritti televisivi percepiti dall' OL Groupe sono aumentati e hanno toccato i 75 milioni, di cui 27,5 da competizioni internazionali. Tali ricavi rappresentano il 48,2% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.
Sponsor e pubblicità. I ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e partnership provengono dalla vendita di spazi pubblicitari, sponsorizzazioni e servizi di "ospitalità". Più di 500 società sono partner del Gruppo. Nel 2007/2008, i proventi netti da questa attività hanno raggiunto la cifra di 20,4 milioni, con un aumento del 12,9%. Tali ricavi rappresentano il 13,1% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.
Ricavi da sfruttamento economico del marchio. I ricavi "da marchio", comprendono tra gli altri, la commercializzazione dei prodotti come magliette e gadgets vari, la produzione e la distribuzione di immagini, le licenze di esercizio, i viaggi, signing fees e altro. Tali ricavi si sono sviluppati positivamente (+ 7,5 M ) a 38,5 milioni, con un aumento del 24,1%. Tali ricavi rappresentano il 24,7% dei ricavi operativi con esclusione delle cessioni dei contratti dei calciatori.
La commercializzazione di prodotti sportivi e simili con i colori dell'Olympique Lyonnais ha prodotto 12,7 milioni di euro di ricavi. Nel settembre 2007, OL Group ha firmato per un periodo di 10 anni a partire dalla consegna del nuovo stadio, un contratto con Sportfive riguardante la concessione in esclusiva dei diritti di marketing, diritti di "ospitalità", la pubblicità all'interno dello stadio, i diritti media dello stesso e il nome dello stesso ("naming right"). A fronte di tale impegno contrattuale Sportive verserà a titolo di diritti ("Droit d'entrée" o "signing fee") la cifra di 28 milioni di euro, da ripartire in quattro rate annuali di 7 milioni, a partire da dicembre 2007 fino a dicembre 2010. Da notare che Sportfive è la stessa società che ha siglato l'accordo con la Juventus di Jean-Claude Blanc. Nel mese di giugno del 2008, si è concluso un contratto di ristorazione con Sodexo. Sodexo ha pagato 3,5 milioni di euro. I ricavi prodotti da "OL Images" sono pari a 4,6 milioni nel 2007/2008.Altri ricavi ammontano a 10,34 milioni di euro.
L'ESEMPIO DELLA LIGUE 1
Premesso che nella contabilità del calcio francese, lo scambio di giocatori è considerato rientrante nella gestione ordinaria e partecipa alla determinazione del risultato operativo.
Dal conto economico aggregato, esclusi i trasferimenti calciatori, per l’esercizio 2007/2008 dei club della “Ligue 1” di Francia, elaborato dalla Commission de Contrôle des Clubs Professionnels, su un totale di ricavi pari a 988.588.000 di euro, emerge che l’incidenza dei diritti audiovisivi è del 56% (556.737 migliaia di euro).
I ricavi da sponsor e pubblicità hanno un’incidenza del 20 % (191.832 migliaia di euro).
I ricavi da gare incidono per l’14% (136.971 migliaia di euro).
Gli Altri ricavi, comprensivi del Merchandising, hanno un’incidenza dell’ 8% (82.283 migliaia di euro, di cui 15.072 migliaia di euro per Merchandising).
Le sovvenzioni e i contributi da enti territoriali hanno un’incidenza del 2 % (20.765 migliaia di euro).
L’incidenza dei diritti TV sul totale dei ricavi scende al 50% per quei club che fatturano oltre 55 milioni di euro, mentre sale per gli altri. In particolare per i club che fatturano meno di 30,45 milioni di euro tale incidenza sale al 63,5%.


CONCLUSIONE
Da questa rassegna di dati di fatturato riguardanti alcuni club di calcio esteri, accomunati dal fatto che sono possessori dello stadio in cui giocano, si può desumere che uno stadio che funzioni, o con alto tasso di capacità produttiva riesce ad attenuare la dipendenza di tali club dai diritti televisivi.
Luca Marotta
jstargio@gmail.com

RIPRODUZIONE (ANCHE PARZIALE) DELL'ARTICOLO CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: http://WWW.PIANETAGENOA1893.NET

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Euro 2016, per Genova il nuovo stadio SI ALLONTANA! La Figc lancia l'ultimatum, Garrone: "Vediamo..."
La candidatura italiana per Euro 2016 impone la costruzioni di impianti d'avanguardia.
02/nov/2009 13.30.49
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Riccardo Garrone
Enrico Preziosi
La candidatura italiana per Euro 2016 potrebbe vedere l'esclusione di Genova dagli stadi partecipanti alla manifestazione. Si allontana sempre più, infatti, l'ipotesi della costruzione di un nuovo impianto nel capoluogo genovese in sostituzione del Ferraris.

L'intreccio della vicenda raccontata oggi dal Secolo XIX è abbastanza complesso: la Federazione avrebbe comunicato al Comune di Genova, ma anche a Genoa e Samp, di volere una risposta in tempi molto brevi -cioè giovedì- sul nuovo stadio.

Il progetto del nuovo impianto, che dovrebbe sorgere sui terreni della Colisa (dopo la bocciatura da parte dell'Enac dell'idea "Sestri Ponente") prevederebbe una spesa di 190 milioni di euro, e non è ancora chiaro se sia possibile costruire le infrastrutture necessarie alla realizzazione dello stadio. La decisione, ha detto Garrone, verrà presa "tra martedì e mercoledì, quando incontrerò i tecnici che stanno analizzando il progetto, poi vedremo". Fino ad allora la situazione sarà bloccata.

Così anche il sindaco Marta Vincenzi è in una situazione difficile, poichè non può rispondere a sua volta a Michele Uva, l'uomo della Federcalcio che sta seguendo le candidature per Euro 2016. Dunque, in alternativa al nuovo stadio, si profila la possibilità di una ristrutturazione del Ferraris, come per Italia '90, ma manca ancora il dossier della Federcalcio con tutte le modifiche necessarie alla modernizzazione del vecchio impianto. Senza contare che per la ristrutturazione, che comprenderebbe anche un terzo anello, il Comune di Genova è a corto di fondi.

Il "mistero" intorno allo stadio s'infittisce: l'assessore allo sport Anzalone, che aveva dichiarato giorni fa che per il Ferraris "non c'è speranza", ieri non ha parlato. E anche il presidente del Genoa Preziosi, dopo i "Marassi non si tocca" dei tifosi, ha preferito tacere sulla questione.
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 mercoledì 4 novembre 2009, 7:48

Dossier Euro 2016: bocciato il Ferraris
04 novembre 2009

HOME > GENOVA
STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 0 commenti «Alla luce di quanto sopra, emerge chiaramente che lo stadio Luigi Ferraris e gli spazi esterni di pertinenza non sono conformi ai requisiti previsti dalla Uefa per la candidatura a Euro 2016»: la sentenza porta la firma degli ispettori della Icon Venue Group, che martedì scorso hanno visitato l’impianto genovese. Se l’Italia si assicura i campionati Europei di calcio del 2016, Genova rischia di restare fuori dalla porta.

Il dossier è stato inviato al sindaco, Marta Vincenzi: «Una relazione tecnica che deve essere valutata», è stato il suo laconico commento.

Il Ferraris è stato catalogato stadio di categoria II, idoneo

_______________________________________________________________________________________________

***VITTORIO GREGOTTI: SALVATE LO STADIO FERRARIS***
04.11.2009 12.58 di Marco Liguori articolo letto 170 volte
Fonte: Radio Babboleo News
«Il Ferraris si può modificare per rispondere alle normative degli Europei»: ne parla in esclusiva a Radio Babboleo News l’architetto Vittorio Gregotti, che curò il rifacimento dello stadio genovese per i Mondiali di Italia 90. Ieri la Federcalcio ha bocciato la struttura, parlando di seggiolini troppo vicini, pochi posti per vip e giornalisti, area tecnica troppo piccola, solo il 90% dei posti riparato dalla pioggia. Tutti problemi risolvibili, secondo Gregotti. Resta la questione del parcheggio per i pullman: l’area attuale sarebbe troppo piccola. «Problema che si può aggirare certo più facilmente che non costruendo un nuovo stadio», dice Gregotti. Come? «Facendo come Valencia: individuando aree anche distanti ma ben collegate dove posteggiare i pullman, e organizzare un servizio navetta per recuperare i tifosi». «Più ragionevole, ma anche meno costoso che buttare giù lo stadio e farne uno nuovo», dice l'architetto.
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 mercoledì 11 novembre 2009, 7:37

Ferraris, si alza il sipario
10 novembre 2009 | Giuliano Gnecco
HOME > GENOVA
STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 109 commenti Giovedì sarà svelato il progetto della Fondazione Genoa per il Ferraris: campo ampliato (si toglieranno i posti più bassi) e sarà creato un nuovo corpo agganciato alla tribuna. Interpellato anche Vittorio Gregotti, papà del Ferraris rifatto per il Mondiale del ’90: «Gli uomini della Fondazione sono venuti da me un paio di volte. Mi hanno chiesto consigli e mi sono preso una settimana di tempo: più di così non posso dire. Certo è più rapido e meno costoso restaurare uno stadio esistente che farne uno nuovo».
L’elaborazione de il secolo xix sull’ipotesi redatta dalla Fondazione Genoa


Obiezione: stante la situazione idrogeologica della zona, la soletta potrà sostenere la nuova struttura? Risposta: sì. Perché è la prima cosa alla quale hanno pensato i professionisti che hanno avuto l’incarico dalla Fondazione: dopo le verifiche, il progetto si è potuto sviluppare. Inciso: la Fondazione Genoa si è avvalsa della collaborazione di architetti fra i più quotati, anche se sui nomi è sceso un rigoroso “top secret”: fino a giovedì c’è la consegna del silenzio, tanto che persino Vittorio Gregotti, papà del Ferraris rifatto per il Mondiale del ’90, fa catenaccio: «Gli uomini della Fondazione sono venuti da me un paio di volte. Mi hanno chiesto consigli e mi sono preso una settimana di tempo: più di così non posso dire. Certo è più rapido e meno costoso restaurare uno stadio esistente che farne uno nuovo».

Già, i costi: nota dolente. Ma la ristrutturazione del Ferraris costerebbe meno della metà dello stadio all’ex Colisa. Diciamo intorno ai settanta milioni, spicciolo più, spicciolo meno. Altra obiezione: a Campi - così come previsto prima per Sestri - l’impianto si manterrebbe con un centro commerciale; come potrebbe vivere questo? Anche per questo c’è una risposta: la nuova appendice della tribuna avrà al suo interno esercizi commerciali.
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 mercoledì 11 novembre 2009, 21:41

Ecco il progetto!

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link segnalato: http://www.youtube.com/watch?v=vHiNaDDZ_PU

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Stadio Ferraris, l’ipotesi Fondazione
I dubbi del Comune, l’ok dei commercianti
Garrone attacca: «bloccato dalle forze del male»
11 novembre 2009 | Giuliano Gnecco
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STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 77 commenti Entusiasmo e scetticismo: la proposta della Fondazione Genoa sulla ristrutturazione del Ferraris - che verrà presentata ufficialmente domani ma di cui Il Secolo XIX ha fornito una serie di anticipazioni - divide la città. Non poteva essere altrimenti, visto che sulla questione stadio è ormai da diverso tempo che si sono formati due schieramenti. Intanto, il Comune è estremamente cauto. «Non commento progetti architettonici - dice il sindaco Marta Vincenzi - Aspetto che il presidente Enrico Preziosi mi presenti un progetto, e come sostenerlo finanziariamente». Attendista anche l’atteggiamento di Stefano Anzalone, assessore allo sport: «Mi chiedo come facciano a recuperare i 30.000 posti minimi chiesti dalla Uefa nella stessa struttura, allargando il campo e quindi riducendo la capienza in tribuna e distinti. Fra l’altro la Federcalcio ci dice che la seduta deve essere di 80 centimetri, quella attuale è di 60. Significa che, anche adeguando, ogni tre file una scompare. Vale a dire che si scende a 25-26.000 posti: dove trovano gli altri 5.000?». Precisazione: attualmente la capienza è di 36.703 posti. Il progetto prevede che si scenda di qualcosa pur restando - anche se non di moltissimo - sopra quota 30.000. Insiste Anzalone: «La superfice esterna deve essere di 89.000 metri quadri, e con il nuovo corpo si toglierebbero spazi esterni. Gli skybox non possono essere esterni, poi servono 1.000 metri quadri di spogliatoi».

GARRONE: FORZE DEL MALE IN AZIONE
«Forze del male hanno impedito che il nuovo stadio di Genova potesse essere realizzato nella zona dell’aeroporto. E le forze del male sono certi imprenditori, non politici o altro». È il sibillino commento del presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, a margine della cerimonia per i dieci anni della fondazione culturale Mus-e Italia, da lui presieduta, questa mattina a bordo della nave Costa Europa. Sul progetto della Fondazione Genoa 1893 di ristrutturare l’attuale stadio Luigi Ferraris, Garrone ha commentato: «va esaminato nei dettagli». Al momento il Comune ha proposto la realizzazione del nuovo stadio in un’area ex industriale della Val Polcevera. Mentre Garrone si è pronunciato a favore della proposta, molto tiepidi sono stati i commenti del patron del Genoa, Enrico Preziosi; decisamente a favore della ristrutturazione dell’attuale Ferraris (giudicato dalla Figc non idoneo ad ospitare le partite le campionato europeo del 2016) i tifosi genoani.

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Eccoci, noi delle Forze del Male!

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link segnalato: http://www.youtube.com/watch?v=OW6mlSEt ... re=related
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 venerdì 13 novembre 2009, 8:04

Ecco il Ferraris del futuro
Adesso tocca a Genova
12 novembre 2009

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STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 138 commenti A Genova, continua il “balletto” sullo stadio: costruirne uno nuovo, o ristrutturare lo storico Luigi Ferraris?

l’architetto Burlano (A SIN) e Bricchietti



Come aveva annunciato, la Fondazione Genoa ha svelato questa mattina il suo progetto proprio per il rinnovamento dell’impianto di Marassi, che nei giorni scorsi è stato anticipato a grandi linee dal Secolo XIX.




Secondo quanto reso noto dalla stessa Fondazione (in fondo alla pagina, il link per scaricare il documento con tutti i dettagli), le principali caratteristiche del nuovo impianto sono:
26.000 metri quadrati di spazi esterni con una piastra sopraelevata che garantisce spazi coperti e terrazzamenti a parco al livello superiore;
39.000 metri quadrati di parcheggi complessivi;
soluzioni architettoniche «innovative» come due nuove torri e attività commerciali;
mantenimento della facciata storica e sua valorizzazione attraverso una struttura di vetro e acciaio;

D’angelo
28 nuovi skybox (salottini con tutti i confort per seguire le partite);
conformità alle normative Uefa;
adeguamenti per gli Europei 2016;
ampliamento e trasferimento della nuova area Stampa a livello della tribuna superiore;
ampliamento del terreno di gioco;
creazione di un parco urbano di 18.000 metri quadrati;
e riqualificazione urbanistica del quartiere di Marassi.




IL SINDACO VINCENZI
«Il Comune di Genova ha due obiettivi: far sì che siano le due società sportive Genoa e Sampdoria a gestire lo stadio e far in modo che Genova possa candidarsi ad ospitare gare degli Europei del 2016». È questa la posizione espressa dal sindaco di Genova Marta Vincenzi a fronte del progetto presentato oggi dalla Fondazione Genoa. Il sindaco si dice «lieta» del progetto: «attendo che Genoa e Sampdoria esaminino questa proposta e al più presto mi dicano se sono interessate».



«Le società - aggiunge - mi dicano come intendono gestire lo stadio. Se poi, insieme, mi diranno che quel progetto è qualcosa che vede un’economicità e un interesse, come doveroso l’amministrazione lo esaminerà per dire se rientra nei parametri urbanistici, nella possibilità che tutto ciò che dipende dal Comune possa trovare risposte».

Il sindaco sottolinea che l’amministrazione ha fatto finora il suo dovere per permettere che Genova possa candidarsi per il 2016, proponendo, a fronte di un’indicazione negativa da parte della federazione riguardo alla possibilità di ristrutturare Marassi, un’altra area sulla quale le due società devono ancora pronunciarsi.

«L’amministrazione attende con ansia e con una certa urgenza che queste questioni trovino una risposta da parte delle società Genoa e Sampdoria» ha aggiunto. Riguardo a quanto dichiarato ieri dal presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, secondo il quale «forze del male hanno impedito che il nuovo stadio di Genova potesse essere realizzato nella zona dell’aeroporto», Vincenzi, rispondendo ai giornalisti, ha precisato che lo stesso presidente della Sampdoria ha specificato che si riferiva a forze economiche e non politiche: «il Comune - ha concluso - può essere definito in tanti modi ma non una forza economica».

http://www.fondazionegenoa.com/news/ind ... 3&cont=773
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 sabato 14 novembre 2009, 9:54

Nuovo Ferraris, il Genoa dà il via libera
Garrone: «Vedremo il progetto»
14 novembre 2009

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Ufficialmente il Genoa non parla e resta in attesa: gli equilibri sono delicati, e sbilanciarsi mettendo il cappello su un progetto potrebbe farli saltare, anche perché già chi ha fornito lo studio di fattibilità sulla riqualificazione del Ferraris - la Fondazione Genoa - è schierato per sua stessa natura. Però a Villa Rostan, sede della società rossoblù, si guarda con grande attenzione al progetto per la risistemazione dell’impianto di Marassi, considerato plausibile. Perché oltre all’aspetto romantico della salvaguardia della tradizione, ce n’è uno un po’ più prosaico ma decisivo: l’investimento sarebbe decisamente meno oneroso rispetto ad altre proposte. Per dire: per una spesa di cinquanta milioni, calcolando un mutuo ventennale e la partecipazione di entrambi i club all’investimento, le rate si aggirerebbero intorno a 1,8 milioni, praticamente il doppio dell’attuale canone che le società corrispondono al Comune.

C’è un però: l’operazione perderebbe la sua economicità se si dovesse pagare un canone oltre al mutuo, in tal caso la situazione sarebbe insostenibile. Tradotto: a fronte dei lavori di adeguamento dei quali si farebbero carico le squadre, il Comune dovrebbe rinunciare all’affitto dando lo stadio in concessione ai club. Meglio ancora: i due club potrebbero comprare lo stadio. Soluzione gradita tanto a Tursi quanto alle società, almeno certamente al Genoa. Lo scontro è semmai sul prezzo: il sindaco Marta Vincenzi ha ribadito che vuole 25 milioni, e su quelle basi neppure inizierebbe una trattativa. Anche perché il costo dell’operazione schizzerebbe a 75 milioni.

Riccardo Garrone ha preso visione del progetto e si riserva di approfondirlo, in sede tecnica e finanziaria. «Siamo interessati a valutare il progetto di ristrutturazione del Ferraris, purché l’intervento tenga presente e soddisfi due condizioni - spiega il presidente della Sampdoria - Primo, che l’intervento sia conforme agli standard richiesti per presentare la candidatura di Genova e quindi dell’Italia per l’organizzazione degli Europei del 2016. Secondo, che l’impianto ristrutturato possa ottenere in via definitiva, senza più ricorrere a deroghe, la licenza Uefa per la disputa delle partite internazionali delle due squadre».

L’incontro decisivo è atteso nella prima metà della prossima settimana, comunque entro mercoledì (martedì è il giorno più probabile): a Tursi si incontreranno Marta Vincenzi con il suo capo di gabinetto Raffaele Gazzari, Enrico Preziosi e Riccardo Garrone

_______________________________________________________________________________________________

Repubblica.
«Lo stadio di Marassi può ospitare gli Europei del 2016. Servono solo parcheggi, per le auto, le moto e i pullman. Le soluzioni ci possono essere e certamente più economiche della costruzione di un nuovo impianto. Basta volerlo, però. Mi sembra però che al sindaco il mio stadio non piaccia e abbia tanta voglia di disfarsene». Vittorio Gregotti, uno dei più grandi architetti (e storici dell´architettura) contemporanei riprende in mano la sua opera genovese.
Lo ha consegnato alla città nel 1989, per i mondiali dell´anno successivo, dopo tre anni di lavori e gli è sempre stato «molto affezionato», ammette, infatti sulla homepage del sito di "Gregotti e associati" la prima, gigantesca, immagine che compare è proprio quella del Ferraris.
Architetto, cosa propone per "salvare" Marassi?
«Il Ferraris può essere anche un ferro vecchio, come mi sembra alcuni pensino. Ma credo si possa sistemare per gli Europei. La cosa importante da risolvere sono i parcheggi. E mi pare che la piastra sul Bisagno ci possa offrire la soluzione, il fiume è stato coperto in modo ampio, si potrebbe ricavare una doppia altezza per i parcheggi».
Sta lavorando con la Fondazione Genoa?
«Sono venuti nel mio studio di Milano la scorsa settimana. E´ stato un primo incontro, io sono disponibile per consigli. Torneranno nei prossimi giorni, c´è anche un architetto che lavora con loro, con cui abbiamo cominciato a ragionare sul da farsi».
Il problema, dunque, non è aumentare la capienza? Si farà il terzo anello?
«Per niente. Sto realizzando, proprio in questo momento, due progetti di stadi, in Marocco. Ad Agadir e a Marrakech. Ormai tutti gli stadi ospitano tra i 40.000 e i 45.000 posti, non di più. La tv fa concorrenza e le strutture devono sottostare anche alle norme, molto restrittive, dei campionati del mondo. A Marassi niente terzo anello, non è certo quello il problema».
Genova, dunque, non ha bisogno di un nuovo stadio?
«Non lo dico per l´affetto che ho per Marassi, ma nell´interesse del buon senso. In questo momento di crisi economica, mettersi a costruire un nuovo stadio mi pare una follia. Soprattutto perché il Ferraris può presentarsi agli Europei con le carte in regola, se questo è il motivo che spinge a rottamarlo. Poi, non mi metterò a piangere: a Firenze sta succedendo la stessa cosa allo stadio di Pierluigi Nervi, se trattano male una sua opera a maggior ragione possono trattare male anche una mia».
Nervi è stato un grandissimo ingegnere italiano, ma il suo stadio è stato costruito nel 1932.
«Sì il Ferraris compie vent´anni quest´anno. Ma mi lasci la consolazione».
Le piace ancora il suo Ferraris? Cosa cambierebbe?
«Quando torno su un mio lavoro, anche il giorno dopo la chiusura dei cantieri, vedo solo gli errori. Però penso con convinzione che sia una struttura che tiene, insomma vale ancora».
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 mercoledì 18 novembre 2009, 7:51

Ferraris, brusca frenata delle società
18 novembre 2009 | Vincenzo Galiano
HOME > GENOVA
STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 0 commenti Colpo di freno di Genoa e Sampdoria sulla ristrutturazione del Ferraris, come pure sul progetto del nuovo stadio alla Colisa. E addio agli Europei del 2016: i tempi sono troppo stretti per elaborare una proposta seria, condivisa e, soprattutto, economicamente sostenibile. Lo scenario, che scompagina come un turbine mesi e mesi di tira e molla tra Comune e società calcistiche, emerge da un incontro a sorpresa svoltosi ieri mattina tra Enrico Preziosi e Riccardo Garrone. Mezz’ora di colloquio, al museo della Fondazione Genoa in salita Di *, per fare il punto di una situazione sempre più intricata. Ma che i presidenti di Genoa e Samp avrebbero deciso di semplificare togliendo dal tavolo della trattativa l’elemento più critico: il fattore tempo.

Secondo indiscrezioni, infatti, Preziosi e Garrone avrebbero convenuto che, ormai, non ci sono più i tempi tecnici per poter comunicare alla Figc il progetto dello stadio con cui agganciare Genova al treno di Euro 2016.

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***DOCCIA FREDDA DI GARRONE SUL FERRARIS: «L'unica soluzione è vicino all'aeroporto»***
17.11.2009 18.48 di Marco Liguori articolo letto 742 volte
Fonte: Radio Babboleo News
Doccia fredda di Garrone sul progetto Ferraris della Fondazione Genoa: l'impanto vicino al Colombo è l'unica soluzione. Nuovo stadio a Genova, «L’unica soluzione è quella a fianco dell’aeroporto», così il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, intervistato in esclusiva da Radio Babboleo News, dopo gli incontri e le telefonate con il presidente del Genoa Enrico Preziosi e il sindaco Marta Vincenzi. «Aspetto ancora le motivazioni del “no” dell’Ente per l’aviazione civile», sottolinea il patron blucerchiato.
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 giovedì 19 novembre 2009, 18:41

Stadio, Genova rinuncia ai campionati europei 2016
19 novembre 2009

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STAMPA INVIA CONDIVIDI SU FACEBOOK 55 commenti - Marta Vincenzi: la tempistica impedisce la realizzazione di un sogno (ascolta) - Riccardo Garrone: senza un nuovo stadio le società chiudono (ascolta)

Genova rinuncia ai campionati europei 2016 nell’impossibilità di rispettare i tempi e i modelli di stadio previsti. L’annuncio è stato dato nel pomeriggio in una conferenza stampa dal sindaco Vincenzi, dal presidente della Sampdoria Garrone e da quello del Genoa Preziosi, assente, ma dopo aver concordato via telefono una dichiarazione comune. Le parti cercheranno ora altre soluzioni per dare alla città un impianto all’altezza.

Il Comune di Genova avrebbe dovuto partecipare domani a una riunione tecnica presso la Federazione calcio per illustrare la proposta riguardante l’impianto in cui ospitare le partite e le infrastrutture connesse. Poichè sul tavolo ci sono tre progetti (nuovo stadio a Sestri Ponente proposto dalla Sampdoria, nuovo stadio a Campi ideato dal Comune e ristrutturazione del Ferraris presentato dalla Fondazione Genoa), e non è stato possibile ancora stabilire quale realizzare, si è deciso di soprassedere, anche se la scadenza ufficiale per presentare le candidature è a gennaio 2010.

«Diremo alla Federazione - ha detto il sindaco Vincenzi - che continua comunque il lavoro per dotare la città di un impianto idoneo ad ospitare incontri internazionali». Il primo cittadino non esclude un ripensamento se la Federazione dovesse dare delle deroghe sui tempi, ma a domanda risponde: «Da oggi non parliamo più di Euro 2016».

A proposito dei tre progetti sul tappeto, il presidente blucerchiato Riccardo Garrone ha annunciato la possibilità di un ricorso contro il parere negativo dell’Enac sull’impianto ipotizzato accanto all’aeroporto, che blocca l’iniziativa: «Le motivazioni sono un po’ tirate» ha detto.

LEGGI L’ARTICOLO DI QUESTA MATTINA
DI VINCENZO GALIANO

Una settimana di tempo per dire l’ultima parola sulla candidatura di Genova agli Europei del 2016. Pochi giorni ancora per scegliere il progetto su cui puntare: la ristrutturazione del Ferraris o un nuovo stadio nell’area ex Colisa. Ricordando che, «anche se la città perdesse gli Europei, resta da risolvere il problema della gestione del Ferraris che, in futuro, dovrà essere interamente a carico delle due società». Inclusi gli oneri di manutenzione e quelli di adeguamento alle norme Uefa. Marta Vincenzi lancia l’ultimatum a Genoa e Sampdoria e ragiona sugli scenari futuri del grande calcio sotto la Lanterna. «I margini imposti dalla Fgci sono molto risicati», esordisce il sindaco: «Nei prossimi giorni i presidenti delle società calcistiche mi devono dire - come si sono impegnati a fare - su quale soluzione si orientano. Oppure saremo costretti a comunicare alla Federazione che rinunciamo alla candidatura per Euro 2016».

L’obiettivo, considerato ormai fallito dal patron rossoblù Enrico Preziosi, per Riccardo Garrone e la stessa Vincenzi potrebbe ancora essere agguantato in extremis. «Se tuttavia perdessimo il treno di Euro 2016 - aggiunge il primo cittadino - non sarà una tragedia. Però aspetto di avere risposte certe dai presidenti, non posso basare le mie decisioni sulle indiscrezioni apparse sui giornali».

Quelle più incandescenti riguardano il faccia a faccia tra Preziosi e Garrone, che si è svolto martedì nella sede del Museo del Genoa, in salita Di *. Preziosi avrebbe confessato al presidente della Samp di non essere disposto, al momento attuale, ad investire nulla né sul Ferraris né su nuovi stadi. Ma di voler ragionare a bocce ferme, accantonata la pratica degli Europei, su una serie di possibili soluzioni. Non è mistero, per contro, che Garrone non veda affatto di buon occhio la proposta della Fondazione Genoa per l’ampliamento del Ferraris con raddoppio della piastra sul Bisagno. Progetto sul quale, indirettamente, ha espresso perplessità anche il sindaco. E infatti tra Garrone e Vincenzi si profilerebbe un tacito accordo per rilanciare la proposta Colisa.
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi capamatt giovedì 19 novembre 2009, 23:55

no ragà non lo cambiate lo Stadio è bellissimo cosi!!! : Thumbup :
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi bine68 venerdì 20 novembre 2009, 10:36

capamatt ha scritto:no ragà non lo cambiate lo Stadio è bellissimo cosi!!! : Thumbup :


ciao Capa, che onore, vienici a trovare più spesso : Thumbup :

Vai tranquillo, che se provano a fare qualcosa mi ci incateno al Ferraris : Thumbup :
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 sabato 28 novembre 2009, 9:17

Bomba sui nuovi stadi: il disegno di legge è anticostituzionale
28.11.2009 00.00 di Marco Liguori articolo letto 988 volte
La parte del testo normativo riguardante i nuovi impianti approvato dalla Commissione cultura del Senato contrasterebbe con le disposizioni sul governo del territorio spettanti in esclusiva alle Regioni. E' invece positiva la semplice dichiarazione di inizio attività che faciliterebbe la ristrutturazione di quelli esistenti

Il disegno di legge sugli stadi è incostituzionale. Questo aspetto poco noto, ma incredibile è emerso durante i lavori del convegno "I bilanci delle società di calcio quotate: governance, tutela dei risparmiatori e degli stakeholders" tenutosi ieri a Roma, organizzato da Federprofessional e Criteria ricerche. Secondo l'avvocato Massimo Rossetti la parte della nuova normativa, approvata lo scorso 7 ottobre dalla Commissione cultura del Senato in sede deliberante, riguarda quella del governo del territorio dove dovrebbero essere costruiti i nuovi impianti insieme ai "complessi multifunzionali" ossia insediamenti residenziali o direzionali. «Questa materia – ribadisce a "il pallone in confusione" l'avvocato Rossetti – spetta secondo la Costituzione alle Regioni: è previsto all'articolo 117, salvo che per la determinazione di principi fondamentali riservata alla legislazione statale. Nel momento in cui le associazioni ambientaliste portassero la questione in tribunale, sollevandone la sua incostituzionalità, la Corte Costituzionale impiegherebbe pochi minuti a rilevarla». La stessa Consulta ha chiaramente spiegato in una sentenza del giugno 2004 cosa si intende per governo del territorio: «tutto ciò che attiene all'uso del territorio e alla localizzazione di impianti ed attività». In questo concetto rientra anche la costruzione dei nuovi impianti e del corollario dei tanto auspicati ed agognati centri commerciali. Per disinnescare il potenziale rischio "bomba" di incostituzionalità del testo di legge, la Camera sembrerebbe orientata a una modifica sostanziale della parte relativa ai nuovi impianti. «Credo che molto probabilmente ci sarà una resipiscenza da parte dei deputati» afferma Rossetti.

Invece, c'è una parte poco conosciuta del ddl riguardante la ristrutturazione e la privatizzazione degli stadi esistenti. «Una parte importante del provvedimento di legge – prosegue Rossetti a "il pallone in confusione" – è incentrata sulla possibilità per i Comuni di cedere alle società calcistiche i diritti reali di proprietà e di superficie degli impianti: questi ultimi per un periodo non inferiore a 50 anni. La procedura prevede l'affidamento diretto e sulla base di un'apposita perizia di stima svolta dall'Agenzia del Territorio competente». Il testo prevede un'importante semplificazione: la ristrutturazione o la trasformazione dei vecchi stadi in complessi polifunzionali sarebbe sottoposta alla Dia (Dichiarazione di inizio attività) senza preventivo permesso di costruire da parte dei Comuni. In più, le società interessate potranno accedere ai contributi a interessi agevolati del Credito sportivo. In questo modo si potrebbero salvare e ristrutturare impianti storici per il calcio italiano come ad esempio l'"Olimpico" e il "Flaminio" di Roma, il "San Paolo" di Napoli, l'"Artemio Franchi" di Firenze e il "Luigi Ferraris" di Genova. Per quest'ultimo è pronto il progetto della Fondazione Genoa e aspetta solo di essere approvato dalle autorità competenti: se alla Camera passasse il testo di legge nella parte riguardante la Dia, potrebbe costituire una valida facilitazione per gli sforzi profusi dal reggente Andrea D'Angelo alla salvaguardia del "tempio". Nell'impianto ligure bisognerà vedere se sarà il Genoa da solo a impegnarsi nella ristrutturazione oppure assieme alla Sampdoria: il presidente blucerchiato Riccardo Garrone, nonostante la individuazione di un'area presso l'e Colisa, ha per ora ribadito la sua convinzione di costruire un nuovo complesso nelle vicinanze dell'aeroporto del capoluogo. Ci ripenserà ancora?
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi gruppocinghialone giovedì 24 dicembre 2009, 14:48

mi piacerebbe che anche il genoa avesse un bello stadio tutto suo... il più bello è quello che vuole fare lotito.
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi bine68 giovedì 24 dicembre 2009, 15:24

gruppocinghialone ha scritto:mi piacerebbe che anche il genoa avesse un bello stadio tutto suo...


anche a me, e che sia a Marassi, e che si chiami Luigi Ferraris : Thumbup :
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi lucho65 mercoledì 30 dicembre 2009, 11:44

bine68 ha scritto:
gruppocinghialone ha scritto:mi piacerebbe che anche il genoa avesse un bello stadio tutto suo...


anche a me, e che sia a Marassi, e che si chiami Luigi Ferraris : Thumbup :


: Clap : : Clap : perfetto Bine.... : Thumbup : : Thumbup :
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Re: STADIO SI' STADIO NO...

Messaggiodi luca100 venerdì 22 gennaio 2010, 7:32

Accadde oggi
A cura di Luca Marianantoni

22 gennaio 1911

Viene inaugurato a Genova, nel quartiere Marassi, lo stadio che nel 1933 sarà intitolato a Luigi Ferraris, storico capitano della squadra del Genoa. Lo stadio Luigi Ferraris è uno dei più antichi ancora in uso in Italia. Il record di spettatori per una gara di campionato si è avuto il 28 novembre 1982 quando per il derby si contarono 57.815 paganti. Dopo la ristrutturazione per i Mondiali del 1990, lo stadio ha ridotto la capienza che ora è di 37.091 spettatori.

link segnalato: http://www.gazzetta.it/Rubriche/Accadde ... oggi.shtml

: Clap :
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