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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 martedì 5 settembre 2017, 15:58

Genoa, Fattore Juric
Di
Lino Marmorato -
05 Set 2017 11:18
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Venerdì e sabato abbiamo scritto come avevamo visto la campagna acquisti e vendite estiva 2017 con un giudizio che poteva apparire non oggettivo e prontamente smentito dal prato verde. Un giudizio che non voleva senz’altro inficiare il campionato del Genoa.

Va detto che, avendo seguito il Genoa e il lavoro di Juric da vicino sin dal 13 luglio, si può riflettere sul come il Metodo o Sistema Juric, se svolto con carattere e organizzazione, possa dare dei risultati al netto di imponderabili segni, non solo del destino. Il campionato futuro del Vecchio Balordo dovrà ruotare intorno ad alcuni fattori. Ne abbiamo individuati dieci.

1 – Il Genoa 2017/2018 non è stato toccato tatticamente, anche se qualche innovazione prudente e ragionata si è vista nelle prime due gare di campionato;

2 – Il Sistema Juric è una cura per i nuovi arrivati che hanno mostrato buoni frutti nelle prime due gare di campionato;

3 – La preparazione estiva, senza scossoni muscolari, visto il 90% degli allenamenti, farà correre la squadra di più e meglio;

4 – Juric ha un anno di esperienza in più e ha sopportato e fatto sopportare alla truppa i mesi dei probabili passaggi di proprietà. Juric ha lavorato bene col materiale a disposizione malgrado fossero molti i calciatori;

5 – Dal primo allenamento il tecnico croato ha abbandonato le mediane muscolari dando spazio a gente che sapesse trattare bene il pallone. Juric pondererà nelle gare giocate, anche nelle amichevoli estive vinte con squadre importanti, che quando la squadra fatica a tenere il pallone e le linee strette rischia di lasciare il cuore del gioco agli avversari, motivo per cui potrebbe dover utilizzare un centrocampista di più spostando un mediano davanti alla difesa, anche in corso di gara, per non lasciare i difensori nell’uno contro uno in spazi aperti. In tal senso, l’ingaggio di un Ricci che non dovrebbe fare fatica ad entrare nei meccanismi, se dovesse ripetere in fase di non possesso il lavoro fatto nel Crotone nell’anno della promozione andando a marcare il play avversario, potrebbe aiutare la fase difensiva: questione di organizzazione perché tutti devono avere le idee chiare su cosa fare;

6 – La difesa protetta con l’ingresso di Izzo, che si potrebbe vedere in campo già ad Udine, si spera possa tornare ai fasti della difesa vista all’inizio dello scorso campionato;

7 – C’è poi il fattore mentale, probabilmente il più importante dopo il girone di ritorno dello scorso anno. La squadra rossoblu. quantomeno la maggior parte, a mente sgombra, ha fatto capire di saper giocare. Se saranno bravi ad eliminare il difetto visto lo scorso anno per cui al primo problema scomparivano – problema che non si è capito vista la rassicurante classifica o altro – ci si potrebbe giocare un jolly, specialmente in trasferta dove sono mancati importanti risultati. Sarà questione di carattere e non è un caso che sia arrivata la prestazione alla prima di campionato anche lontano dal Ferraris;

8 – Juric ripartirà dalle certezze (Lazovic, Laxalt, Izzo): il tecnico si è battuto per tenerle;

9 – La buona sorte, un fattore su cui Juric non può fare nulla, ma che spesso fa girare i campionati, giocherà un ruolo importante in questo campionato;

10 – La fine della telenovela della vendita della società, in un modo o nell’altro. Ma su questo tema ci riaggiorneremo nel pomeriggio.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 venerdì 8 settembre 2017, 14:52

Serie A, i numeri del campionato: da domani si comincia a fare sul serio
Di
Alessio Semino -
08 Set 2017 11:02
Foto TanoPress

In queste due settimane di pausa del campionato, col Genoa al centro dell’attenzione per la vicenda della trattativa per cessione societaria, abbiamo chiesto a diversi volti noti del panorama calcistico italiano cosa ne pensassero delle prime due giornate. Ci hanno risposto, a vario titolo, che il campionato inizierà da domani, a calciomercato chiuso, con il primo tour de force tra Serie A e Coppe.

C’è stato chi ci ha risposto che fare pronostici è utile solamente perché vengano smentiti e chi ci ha raccontato invece che il Napoli è la migliore indiziata per la vittoria finale, ma che la Juventus resta, per logica, la favorita. Si ripartirà dall’equilibrio in testa al campionato con Inter, Napoli e Juventus, che cercheranno di infliggere subito qualche punto di distacco alle dirette concorrenti. Ma diamo qualche numero di questo campionato, che già incominciato entra davvero nel vivo dopo il rodaggio delle prime due giornate.

Quel che balza subito agli occhi, almeno con l’avvento del nuovo millennio, è che fatta eccezione per il tricolore della Roma nella stagione 2000/2001 sono sempre state Juventus, Inter e Milan negli ultimi campionati a spartirsi lo scudetto. Uno scudetto che da sei anni resta all’ombra della Mole e che non si muove dal Nord Italia, macro regione da cui proviene il maggior numero delle squadre del massimo campionato italiano, capace di primeggiare sul Centro-Sud ininterrottamente per numero dalla stagione 2010/2011. Anche alla luce di questi dati, oltre al biennio romano 1999-2001, si metta in evidenza come città quali Napoli non festeggiano la vittoria del campionato da quasi trent’anni (1989/90, ndr).

Qual è però il dettaglio statistico relativo agli scudetti vinti da quando esiste il campionato italiano? Su 113 titoli assegnati, solamente dieci non sono finiti al Nord, dove la classifica si attesta come segue, col binomio Milano-Torino che acquisisce più del 60% dei trofei totali:

Juventus 33
Inter, Milan 18
Genoa 9
Torino, Bologna e Pro Vercelli 7
Sampdoria, Verona, Novese e Casale 1

I restanti dieci tricolori sono stati cuciti per tre volte sul petto della Roma, per due volte su quelli di Fiorentina, Lazio e Napoli. Una volta sola infine sulla maglia del Cagliari.

Scudetti a parte, quella cui si andrà incontro sembra una stagione più equilibrata delle altre. Lo ha raccontato anche il mercato estivo: la Serie A, come riportato anche da Milano Finanza, è stato il terzo settore industriale per attività di M&A, ovvero sia per attività di fusione e acquisizione, in questo caso specifico inerenti alla compravendita di calciatori. Per capire meglio quel che si sta dicendo, si pensi che per la prima volta si è superato il miliardo di euro di movimentazioni (1 miliardo e 37 milioni, ndr) e che “solo le acquisizioni di enti governativi e quelli di istituzioni finanziarie hanno superato il controvalore di quello delle società di calcio nei mesi di luglio e agosto scorsi“. Insomma, si parla di un campionato da record, quantomeno in Italia.

Di numeri quasi da guinness comunque ve ne sono ancora altri. Per esempio quello che evidenzia come negli ultimi 14 anni in più di un terzo delle occasioni si è presentata nel massimo campionato almeno una squadra al debutto assoluto: nell’ordine è accaduto con Treviso (2005/2006), Sassuolo (2013/2014), Carpi e Frosinone (2015/2016). Troviamo poi le storie recenti di Crotone e Benevento. Si tratta sempre di promozioni storiche che raccontano, nella larga parte dei casi, di esordi assoluti anche da parte dei tecnici alla guida delle squadre neo promosse, sebbene vada considerato che di “battesimi” veri e propri quest’anno si può parlare solo nei casi di Pecchia e Semplici. Marco Baroni, allenatore del Benevento, allenò infatti per quattro gare il Siena della stagione 2009/10 subentrando all’attuale tecnico della Sampdoria, Marco Giampaolo.

In casa rossoblu, Juric era già debuttante l’anno scorso; Montella, Sarri, Di Francesco e Allegri lo sono stati alcune stagioni fa. Con loro recentemente anche Stellone e Castori. Anche in questo caso siamo rimasti incuriosti dalla crescita che il calcio italiano permette agli allenatori e abbiamo voluto guardare le prime 32 partite in Serie A dal debutto. Abbiamo scelto questo numero, 32, perché Juric, complice l’esonero, tante ne ha guidate dalla panchina nel corso della passata stagione. Fatta questa premessa, abbiamo calcolato la percentuale di gare a punti di 6/7 allenatori a loro tempo esordienti:

Sarri (stagione 2014/15, Empoli): 32 gare (6 vittorie, 17 pari, 9 sconfitte) e 23 gare a punti (72%). Si noti il dettaglio sui pareggi, in quanto il Sarri di Empoli è stato, tra gli ultimi esordienti, quello ad aver raccolto il minor numero di successi pur avendo salvato la formazione toscana dalla retrocessione senza troppi patemi. È altresì quello con meno sconfitte;
Allegri (stagione 2008/09, Cagliari): 32 gare (14 vittorie, 6 pari, 12 sconfitte) e 20 gare a punti (62,5%). Iniziò malissimo con cinque KO di fila, poi inanellò 14 successi e di conseguenza anche il Cagliari si riprese chiudendo al nono posto in classifica. Oggi sappiamo tutti quale serie di successi personali abbia raggiunto il tecnico livornese;
Montella (stagione 2011/2012, Catania): 32 gare (10 vittorie, 10 pareggi, 12 sconfitte) e 20 gare a punti (62,5%). Nel breve quadro che vi stiamo fornendo, sicuramente il tecnico che durante la sua prima esperienza da allenatore in Serie A ha mantenuto il trend più equilibrato (non valutata l’esperienza di Roma, dove fu affiancato da Andreazzoli non disponendo del patentino per allenare in prima, ndr);
Di Francesco (stagione 2013/14, Sassuolo): 32 gare (9 vittorie, 7 pari, 16 sconfitte) e 16 gare a punti (50%). Utile sottolineare come dal computo sia esclusa l’ultima gara del campionato contro il Milan, che portò alla sconfitta dei neroverdi: per Di Francesco era infatti la 33esima conduzione tecnica in Serie A, complice l’esonero che lo allontanò per circa un mese e mezzo dalla panchina neroverde (gli subentrò Malesani, ndr);
Juric (stagione 2016/17, Genoa): 32 gare (8 vittorie, 8 pareggi, 16 sconfitte) e 16 gare a punti (50%). Anche in questo caso si è vissuta una vicenda simile a quella di Di Francesco col Sassuolo, che negli anni successivi si è ripreso con la sua idea di gioco tutto quanto avesse lasciato per strada;
Castori (stagione 2015/16, Carpi): 32 gare (6 vittorie, 10 pari, 16 sconfitte) e 16 gare a punti (50%);
Stellone (stagione 2015/16, Frosinone): 32 gare (7 vittorie, 6 pari, 19 sconfitte) e 13 gare a punti (40,6%). Per numero di insuccessi il peggiore di questa breve lista: la sua rincorsa alla salvezza sarebbe stata condizionata da una partenza in salita.

Ritornando ai numeri del campionato e avviandoci alla conclusione, si tenga conto ancora di alcune curiosità: saranno infatti 156 le cosiddette “classiche” in programma nel prossimo campionato. Sarà così perché nel massimo campionato ritornano anche squadre con grande storia come SPAL (17° campionato in A, ndr) e Verona (38° presenza).
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 sabato 9 settembre 2017, 16:08

Genoa, 124 anni da tiramisù
Di
Lino Marmorato -
09 Set 2017 09:01
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Riparte il campionato, riparte dalla consapevolezza che averlo giocato con il calciomercato in corso è stata una “terribile cagata” alla Fantozzi. La Premier League ha già deciso che prossimamente niente calciomercato estivo con il campionato in corso. Si vedrà per quello invernale.

L’Italia si adeguerà il prossimo anno. Gli agenti di calcio e procuratori faranno la loro richiesta: chiusura a fine luglio, ripresa una settimana a novembre durante la sosta della nazionale, vendita dei calciatori fuori Italia fino al penultimo giorno prima dell’inizio stagione.

Si riparte anche dalla Lega Calcio nuovamente unita in nome e nel segno dei diritti Tv da programmare e firmare entro l’autunno: “senza il bancomat delle Tv , il calcio italiano non spegne solamente il tubo catodico”. In tutto questo, Genoa in partenza per Udine con la filosofia di Juric: l’importanza del valore del lavoro e la consapevolezza che il Vecchio Balordo potrebbe non essere più di Preziosi nel mese di ottobre.

A proposito della trattativa tra Fingiochi e SRI Group, girano cifre sulla vendita che potrebbero non avere né capo e né coda. Tutti esperti di finanza senza distinguere la differenza tra capitale e patrimonio.

Juric si è concentrato sul campo e questa sosta ha fatto lavorare molto la squadra, ha continuato con gli allenamenti chiarendo le sue idee di gioco. Poche parole in tutte le conferenze stampa, ad oggi, sullo spirito di squadra e di gruppo. Il Pirata è convinto che quello si creerà dopo.

Il Genoa, allenamento dopo allenamento, oltre migliorare sul piano dinamico e atletico, ha fatto vedere che tutti sono pronti a leggere il gioco e fare quello che devono fare. Contro i friulani Juric avrà peraltro a disposizione due nuovi elementi, Lapadula e Ricci, che potrebbero dare un contributo in più al gioco visto nelle prime due gare del campionato. Per Izzo manca l’ufficialità per vederlo in campo a Udine.

Ad ogni modo, la squadra in tutti gli allenamenti ha quasi esasperato il possesso pallone e il pressing per imparare a muoversi in spazi ridotti. Un Genoa stretto sarà utile pure in fase di non possesso e quando si perde il pallone. Come Il Grifo dello scorso anno nel girone di andata, illuminato dallo stare molto larghi e molto corti, operazione che lo portava a correre meno ma più veloce.

Con l’ingaggio di Ricci – peccato il non ritorno di Izzo già da Udine – ritorneranno i quadrilateri sulle corsie laterali. Ricci, se giocherà contro l’Udinese che gioca a tre a centrocampo, in fase di non possesso si occuperà di un mediano avversario, generalmente il play, e questo potrebbe permettere ai due centrocampisti centrali di occuparsi d’altro.

Il Grifone come sempre porterà tanti calciatori oltre la linea del pallone ma rispetto al passato, come visto contro Sassuolo e Juventus, cercherà di non svuotare il centrocampo perché ogni errore in fase di impostazione e transizione della manovra lo potrebbe esporre alle ripartenze avversarie. Tra dire e il fare c’è di mezzo il campo, la speranzella è di intravedere quello visto in allenamento anche al Dacia Stadium.

La probabile formazione del Grifone la rimandiamo come di consueto a dopo la conferenza di Juric.

CAPITOLO UDINESE – I friulani dopo due giornate di campionato sono in crisi: zero punti, 5 gol incassati contro squadre che dovrebbero essere state alla loro portata, ovvero sia Chievo in casa e Spal in trasferta.

Contro il Chievo tutte le colpe sono ricadute sul giovane portiere Scuffet mentre contro la Spal la difesa ha ballato sulle corsie laterali e il solo olandese Nuytinck è sembrato a suo agio, pur essendo l’ultimo arrivato. Angella ha fatto vedere di non gradire il ruolo di terzino e Samir è sembrato fuori condizione.

Del Neri è sulla graticola, qualcuno dice già sull’orlo del licenziamento. I Pozzo hanno dimostrato in passato di avere poca pazienza specialmente se non arrivavano risultati in autunno. In questa sosta si è trascinata la solita discussione di tutte le squadre, con la domanda se non funzioni la fase difensiva o la difesa.

La squadra friulana nelle prime due gare di campionato, vista l’ultima registrata in tv, ha sofferto la mancanza di un costruttore di gioco e tutta l’iniziativa è stata lasciata nei piedi di De Paul, mossa che non ha dato risultati. Anche Fofana, che lo scorso anno rompeva le linee avversarie con le sue cavalcate coast to coast, dopo l’infortunio non si è ripreso.

Del Neri è accusato di non aver dato un’anima, una precisa identità. Il tecnico di Aquileia si difende dicendo che sono “leggerezze mentali”. Dopo la sconfitta con gli estensi ha detto che non le tollererà più. Fra l’altro in questa sosta per le partite di qualificazione al Mondiale russo ha dovuto lavorare a ranghi ridotti .

Ad Udine sono arrivati dal calcio mercato: Riad, Bajic, Pezzella, Nuytinck. Ingelsson, Bizzarri, Mallè, Behrami, Sierralta, Lasagna, Maxi Lopez. Sono usciti: Bruno fernandes, Gabriel Silva , Felipe, Badu, Faraoni, Heurtaux, Gnoukouri, Kums, Zapata e Thereau. L’uscita di quest’ultimo all’ultimo giro di orologio del calcio mercato ha lasciato interdetta la tifoseria.

Delneri anche per questo rischia la panchina. Al contrario, le scelte dei Pozzo come sempre non rischiano nulla. Per il tecnico friulano occorrerà tempo per costruire un gioco oltre che una identità tattica.

L’udinese contro il Chievo, Spal e la gara precedente in Coppa Italia ha giocato con il 4-3-3 nel quale l’impostazione è avvenuta dal basso e senza regista: la mansione sarebbe stata affidata affidata al mediano Hallfredsson.

Ma il pressing alto del Chievo e della Spal, disturbando la prima costruzione, faceva abbassare Fofana sulla linea di Hallfredsson, una sorta di 4-2-3-1 dove Thereau, che non c’è più, si accentrava alle spalle della p’rima punta con Jankto che si alzava e allargava a sinistra.

Il Genoa potrebbe tornare al 4-4 2 con tante incongnite nella probabile formazione che sarà annunciata solamente dallo Dacia Stadium con Widmer e Perica ai box e altri giocatori rientrati tra giovedì e venerdì in Friuli.

Udinese Genoa sarà diretta da Maresca di Napoli. Diamo solamente i numeri con l’avvento del VAR per ricordare il suo passato con il fischietto in bocca.

L’ARBITRO – Prossimamente bisognerà fare il conteggio anche delle decisioni dell’uomo VAR. Maresca Fabio, napoletano del 1981, Vigile del Fuoco. Arbitro di calcio dal 1997.

L’ultima giornata del campionato maggio 2017 esordisce in Serie A. Passa alla Can A il primo luglio 2016. 22 gare dirette in carriera nel massimo campionato m. Il pompiere napoletano ha il rigore facile 11 fischiati e il cartellino rosso 10 sventolati.

Sei le gare dirette lo scorso anno, tre dell’Udinese (Udinese-Empoli, Atalanta- Udinese , Udinese- Palermo, ndr) e tre del Genoa (Bologna Genoa, Torino- Genoa e Genoa-Lazio, giornata di campionato che portò un punto decisivo per la salvezza del Vecchio Balordo). In carriera con l’Udinese 3 gare e 3 vittorie; con il Grifone 4 gare (1 vittoria, 2 pareggi e una sconfitta).

Prenna di Molfetta e Marrazzo di Tivoli gli assistenti. Quarto uomo Ros di Pordenone. Var: Banti. Avar: Chiffi.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 domenica 10 settembre 2017, 9:15

Udinese-Genoa, parla Delneri: “I rossoblu sono una buona squadra, ma soffrono in difesa”
Di
Redazione -
09 Set 2017 13:35
Foto tratta da Internet

Intervenuto nell’ora di pranzo dopo la rifinitura mattutina, Luigi Delneri ha così commentato agli organi di stampa friulani la prossima sfida contro il Genoa. Proponiamo le prime battute della conferenza stampa, rimandandovi poi a quanto raccolto dai colleghi di TuttoUdinese.it e diffuso sulla loro piattaforma online.

“Il Genoa ha un punto ma gioca bene. Giocano sempre palla bassa da dietro, sono una bella squadra in attacco, ma dietro soffrono, cercheremo di sfruttare quello. Bertolacci? Con lui c’è anche Veloso: in generale hanno una struttura di centrocampo diversa rispetto alla SPAL, devi andare a marcare alto uno e abbiamo dei punti di riferimento. Ci dev’essere intensità e dobbiamo giocare da squadra. Cosa che ancora non abbiamo fatto”.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 lunedì 11 settembre 2017, 15:01

Perde il Genoa, perde Genova
Di
Lino Marmorato -
11 Set 2017 11:59
Foto TanoPress

Partiamo dal secondo titolo: perde Genova. Pioggia caduta incessantemente su Udine per 15 ore, terreno in ottime condizioni ad inizio partita. Teloni tolti prima dell’inizio del riscaldamento delle squadre. Teloni automatici senza fatica di uomini incassati dietro una porta.

Gli allarmi rossi a Genova in una stagione non dovrebbero essere molti: allarmi giusti, per carità, perché se il Dacia Arena è una cattedrale nel deserto, al Ferraris passa vicino il Bisagno, che basterebbe anche ripulire di erbacce e altro per dare meno ansie agli amministratori politici della città in occasione di altre piogge. A Marassi ad ogni modo occorrono i teloni. D’obbligo informarsi sull’opportunità di una nuova tecnologia veloce per metterli e levarli.

Udinese-Genoa già ad inizio gara non prometteva molto. L’Udinese non vinceva in casa dal 22 aprile scorso, alla 14° giornata, contro il Cagliari, mentre il Genoa in trasferta aveva vinto una sola gara delle ultime 17 gare (marzo scorso ad Empoli, ndr), il tutto completato da tre pareggi e 13 sconfitte.
Nella foto, i tifosi rossoblu presenti alla Dacia Arena

Preoccupazione nel mondo Genoa con ritorno allo scorso campionato con poco gioco, tattica e scelte che faranno scattare un processo a Juric. Un processo che, per adesso, non sarà da parte della società.

Dal risultato finale bisogna estrapolare anche la sfiga per l’incidente a Lapadula, il VAR, il primo rosso televisivo per Bertolacci, la botta a Biraschi, l’impossibilità di un adeguato utilizzo dei cambi da parte del tecnico genoano.

Gioco mancato anche con Bertolacci in campo 11 contro 11. Solo 10’ di Genoa ad inizio gara a controbattere ai friulani. Delneri cambia subito strategia tattica, passa al 4-4-2 abbassando De Paul e lasciando Maxi Lopez a combattere con Rossettini che non ha fatto ripartire una volta l’azione da dietro. Occupa, si prende le corsie laterali e dà scacco matto al 3-4-3 di Juric nel cuore del gioco. Genoa in apnea anche se le zebre dell’est non impensierivano Perin, autore di un solo decisivo intervento.

Tattica non giusta per affrontare il centrocampo muscolare friulano. Problema affrontato da Juric in conferenza stampa al sabato precedente dichiarando: “L’Udinese ha tanta forza fisica e velocità, è incisiva sui calci piazzati” . In questa ottica si potrebbe spiegare la tattica di Juric con il centrocampo di palleggiatori?

La speranza che si confermassero le gare con Sassuolo e Juventus è svanita dopo 10’ di gioco: la mentalità delle prime due gare era rimasta dentro gli spogliatoi.

_______________________________________________________________________________________________

Anche senza Thereau, nessun dramma a Udine. A domanda sulla strategia tattica dell’Udinese senza il fantasista, Delneri da saggio ha risposto: “non contano i moduli ma i calciatori giusti al posto giusto”. Il friulano ha anche asserito: “Maxi Lopez potrebbe essere più utile di Thereau per il gioco di squadra e non può dipendere solamente dalla prima punta il gioco ma anche da chi gli giocherà vicino”. Tutto confermato da Lasagna, spina veloce nella statica difesa genoana. Scelte non azzeccate da parte di Juric, con Pandev dal primo minuto spremuto dalla Macedonia con più di 180’ di gioco e anche Laxalt ancora con il fuso orario nella testa e nelle gambe. Non azzeccata neppure la scelta di Bertolacci ai box infermeria fino a giovedì scorso.

Juric ha capito la giornata no di Pandev e Bertolacci, probabilmente avrebbe cambiato ad inizio ripresa senza gli avvenimenti di Lapadula e Bertolacci: tutto confermato nella conferenza stampa finale.

In 10 contro 11 il Genoa ha incominciato a giocare . Il 4-4-1 con Omeonga, senza Bertolacci e Pandev, ha messo alle corde il 4-4-2 di Delneri che se prima aveva azzeccato le mosse non è stato in grado di controbattere inserendo un esterno per un difensore in modo tale da allargare il gioco. Solo un brivido per Perin, nessuno per Scuffet. Sfiga nella sfiga l’incidente a Biraschi: Juric stava per fare entrare Centurion, invece ha dovuto rimediare con Rosi al posto del difensore.

Tutto ha mostrato un altro Taarabt in 10 contro 10, più mobile e pronto a giocare davanti ai 16 metri avversari per cercare il gol con gli unici tiri genoani verso la porta avversaria, non spremendosi con rincorse a vuoto.

Juric in conferenza stampa è stato amaro affermando che in tutte le sconfitte del Genoa con il centrocampo a due ci saranno polemiche per il mancato utilizzo di un mediano con più mentalità e “*”. Juric farà riflessioni L’idea del 3-4-3 è intrigante ed è accolta con piacere quando la squadra gioca e fa risultati. Ma non può giocare un 3-4-3 quando è composto da belle statuine. Contro l’Udinese solo muscolare non poteva permetterselo. Contro i friulani la squadra in alcuni frangenti appariva spezzata in due, anzi in tre. Difesa isolata e in difficoltà in campo largo, due mediani aggrediti e sempre in inferiorità e con i tre davanti che, seppur non troppo mobili, apparivano sempre pronti a muoversi negli spazi e tra le linee senza mai essere serviti in profondità e con precisione. Genoa nervoso e spaventato: il fallo gratuito di Bertolacci ne è stata la conseguenza.
Foto TanoPress

Dispiace commentare in tal modo la prestazione del Genoa, piacerebbe sempre esprimersi in altro modo dicendo “belin che Genoa” . Facendo i cronisti non possiamo che riportare – può darsi sbagliando – quello vediamo dall’alto della Tribuna e non davanti a una televisione. Ad ogni modo peccato per la sconfitta. Il Vecchio Balordo in parità numerica (10 contro 10, ndr) ha dimostrato di saper reagire e per gli ultimi 10’ più recupero avrebbe meritato il pareggio. Troppo poco comunque dopo 99’ di gioco.

Il VAR piace a tutti: a me no! Non giusto il rosso dato a Bertolacci con 4’ di ritardo. Se il direttore di gara avesse visto il fallo davanti a lui a velocità di gara oltre il calcio di punizione diretto avrebbe tirato fuori il giallo. Alla moviola rallentato è da rosso. Il VAR non è equo, decide solo in area di rigore e sulle massime punizioni.

Maresca difforme nell’applicare il regolamento, motivo per cui se e deduce che il VAR non è uniforme. Non può, ad esempio, dare il fallo di mano e la punizione da cui nasce il gol dell’Udinese. Il napoletano ha dato il fallo e le belle statuine rossoblu hanno permesso a due calciatori friulani di battere a rete per ben due volte al volo indisturbati dentro i 16 metri.

Perché il VAR, perché Banti non hanno segnalato che il fallo di mano di Veloso dopo il ping pong da vicino con De Paul, col pallone schizzato su una gamba e dopo sul braccio, era involontario?

Maresca, il pompiere di Napoli, insufficiente disciplinarmente. Non punire con un altro giallo Behrami per “vigoria sproporzionata” su Biraschi, come dice il regolamento, oltretutto con il 4° uomo a due passi, non lo qualifica da giudice di qualsiasi natura, non solo di una partita di calcio, così come non etichetta il VAR come strumento giusto anche senza il controllo della sceneggiata TV, rammentando via auricolare l’errore.

Il Genoa giocando non 10’ minuti ma 25’ minuti in parità numerica avrebbe potuto anche rimediare il risultato e dopo leccarsi le ferite davanti ai video del Pio Signorini, non facendo vedere nero il futuro prossimo non solo ai 517 presenti al Dacia Stadium, * e bagnati sulla via del ritorno.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi skyid_1564697 martedì 12 settembre 2017, 15:19

La terza giornata conferma poco. Per gli statistici l’Inter è prima in classifica con la Juventus, un evento che non si vedeva ormai da prima di Calciopoli. Juventus, Inter e Napoli a punteggio pieno dopo tre giornate, tutte giocando male. Questa potrebbe essere una notizia in grado di far inquietare la Juventus, soprattutto se il Napoli, pur giocando male, vince. Per gli azzurri e anche per l’Inter in passato bisognava fare prestazioni al 100% con quelle della parte destra della classifica per portare a casa tre punti.

L’Inter fatica ma vince contro la coriacea Spal la cui icona è il Capitano Mora, cuore e grinta anche per gli altri della squadra. Attenti a quei due: Icardi-Perisic è la coppia più assortita ad oggi del campionato per confezionare gol.

Il nubifragio della terza di campionato è il Milan di Montella. Era in preventivo che ogni passo storto del Diavolo venisse messo a confronto con la sua campagna acquisti da 230 milioni di euro. Chi pensava che bastassero Bonucci e Biglia per riportare il Diavolo nel Paradiso della A si è sbagliato. Non sono gli euro di cartellino e ingaggio che giocano e fanno vincere le gare. Per Montella è giunta l’ora delle scelte tattiche, di modulo e di uomini. Come tanti allenatori deve capire che non sono i fondamentalismi tattici a far vincere le gare ma i giocatori utilizzati al modo giusto nel posto giusto.

Bomba di gol di Immobile al Diavolo di Bonucci che a fine gara lo ha rimproverato perché tirava da tutte le parti. Lazio semplice, precisa, chirurgica come il suo allenatore, unico mister poco farfallone della Serie A dal punto di vista tattico. Milinkovic annienta l’ex Biglia e Luis Alberto è il ricordo di Keita.

Di Lazio e Milan si è detto parecchio, mentre sugli avversari di Inter (Spal), Napoli (Bologna) e Juve (Chievo) bisogna aggiungere che come in tante altre sfide del campionato gli scontri di quelli della parte destra con quelli della parte sinistra alta della classifica hanno sempre la stessa fine, una sola: si corre, ci si mette il cuore perché ci sono motivazioni e si viene puniti con l’unica che differenza che bisogna fare gol e non sprecarli.

Le altre gare mettono in risalto la “manita” della Fiorentina, il primo gol viola di Simeone Jr contro il Verona di Pecchia, che pur non essendo ultimo in classifica è ad oggi la peggior squadra sul piano del gioco.

L’ultimo in classifica a zero punti è il Benevento, beffato nei tempi di recupero prima dal VAR contro Samp e Bologna e domenica da Falque del Torino. Benevento che ha sprecato in contropiede tante occasione ghiotte per matare un Toro avulso nel trovare un gioco per far coesistere Falque, Ljajic, Belotti e Niang. Il Cagliari inaugura il nuovo Stadio con un gol del sardo Sau e piega il Crotone che in zona gol fa più fatica che Nicola in bicicletta da Crotone a Torino.

L’Atalanta di Gasperini centra la prima vittoria contro il Sassuolo tra le mura amiche. Dea salvata prima dell’atteso esordio in Europa League dalle parate di Berisha e dai due centravanti Cornelius e Petagna. Ogni rete bergamasca contestata dagli emiliani che invocavano il VAR .

Udinese batte il Genoa ma non convince. Grazie al VAR che caccia Bertolacci con 5’ minuti di ritardo, non corregge il fallo di mano di Veloso involontario da cui nasce l’unica rete e non consiglia il secondo giallo a Behrami.

Capitolo Genoa. Passi da gambero con dispiacere rivedendo fantasmi della scorsa stagione. Fantasmi non giustificati dopo aver visto tutti gli allenamenti di grande intensità e corsa, anche se il calcio quando funziona non è solo allenamento e pallone.

Copio e incollo dall’editoriale di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera alcune considerazioni del Maestro dette per altre squadre che collimano anche con il futuro del Vecchio Balordo: “Tutto sta nel risultato. Perdere aiuta a perdere, non esiste una squadra che giochi bene e perda sempre. Se vinci fai bene il tuo lavoro, vai oltre il concetto di bene e male. Buoni risultati significano inoltre anche buono spettacolo, buon calcio, buon clima nello spogliatoio. Sono due i riferimenti irrinunciabili: velocità e geometria euclidea, cioè il senso delle rette su un piano. Nessuno vince seriamente giocando in modo lento. Giocar bene a calcio è disegnare in fretta itinerari corretti per il pallone”.

In Italia c’è il VAR. In Bundesliga debutta intanto la prima donna arbitro. Ancellotti dal Bayern Monaco in Cina a gennaio.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 mercoledì 13 settembre 2017, 15:41

Genoa, analisi senza raggi X
Di
Lino Marmorato -
13 Set 2017 10:00

Il Genoa ha ripreso a lavorare ma non è in piena Apocalisse, come a suo tempo disse il Presidente Federale dopo la sconfitta dell’Italia con la Spagna. La sconfitta di Udine non è stata giusta e umiliante, solo preoccupante perché film già visto: per questo non è stata digerita dalla tifoseria, oltre che dalla vecchia e dalla probabile, nuova proprietà.

Nello spogliatoio del Grifone devono chiarirsi, anche se nessuno per adesso dice “abbiamo fatto quello che il tecnico ci chiede”. Nessuno dopo la prestazione di Udine, eccetto il trainer in conferenza stampa, ha ancora offerto una rosa di scuse come fanno i politici quando perdono le elezioni. Nessuno pretende da Juric che la squadra “giochi” all’italiana, ma vorrebbe capire alcune scelte e se ci sono possibilità di cambiare strategia con quello che passa il convento.

Noi riteniamo che ogni giorno al sistema di gioco venga attribuito un esagerato valore tattico, addirittura determinante ai fini del risultato. Gli allenatori importanti del passato facevano risultati perché in squadra avevano giocatori che decidevano le gare da soli, hanno sempre spiegato che un peculiare gioco di squadra non può essere nient’altro che una particolare distribuzione degli uomini sul terreno di gioco. Tutto ciò è molto importante, a condizione ovviamente che corrisponda alle caratteristiche generali e tecnico-tattiche dei calciatori a disposizione.

I libri di Coverciano dicono che il 3-4-3 è un sistema prevalentemente offensivo che consente di sfruttare al meglio il fronte di attacco ma che non assicura adeguata copertura in difesa. Richiede giocatori di grande personalità in difesa e a centrocampo, compattezza tra i reparti (squadra corta) e applicazione del pressing e del fuorigioco soprattutto in attacco. Quando al Vecchio Balordo, riesce tutti si divertono.

Il Genoa di Juric è un altro mistero glorioso del calcio italiano. Contro le cosiddette grandi, nel fortino di Marassi, non sfigura con nessuno, in mezzo al campo non si concede nessuna superiorità numerica agli avversari. In trasferta gli avversari, tra lo scorso anno e domenica scorsa a Udine, hanno fatto girare la testa al tandem Veloso e Bertolacci, perdendo anche le corsie laterali dove dovrebbero almeno numericamente essere in superiorità. Perché?

Juric da navigato calciatore nel cuore del gioco avrà capito che al Genoa specialmente fuori casa manca un “buttafuori” davanti alla sua difesa pronto a proporsi in tutti i disimpegni, il naturale appoggio se un compagno di quelli dietro non trova sbocchi offensivi chiudendo le diagonali e i triangoli che partono da Perin. Veloso non sarà Busquets nel Barcellona e nella Spagna ma potrebbe – anzi dovrebbe – essere il calciatore giusto in quel ruolo pronto a prendersi la responsabilità di tenere uniti di reparti tra difesa, centrocampo e attacco, in modo di non concedere spazi agli avversari di incunearsi.

Ad ogni modo, che vi sia Veloso o un altro davanti alla difesa rossoblu, occorre qualcuno che giochi semplice a due tocchi, come nelle tante partitelle a tema disputate negli allenamenti, che non butti via il pallone e che, pur non lanciando mai, preferisca sempre avanzare col pallone mantenendone il possesso.

Juric si sarà * per le trasferte dei rossoblu vedendo la squadra che, allungandosi e allargandosi come un elastico, fa andare a rotoli il lavoro settimanale curato maniacalmente e con organizzazione. Qualcosa cambierà. Gli assenti tra i convocati – a questo punto ogni domenica dovrà essercene qualcuno vista la rosa ampia a disposizione e non solo con due giocatori per ruolo – avranno sempre ragione se non arriveranno i risultati.

Il tecnico rossoblu spiegherà, vista la sua sincerità, come è successo per Rigoni nella conferenza stampa prima della gara con la Juventus, le motivazioni delle sue scelte. Sicuramente il ritorno di Izzo, se Tavecchio firmerà una grazia data per certa giovedì scorso nel Palazzo della FIGC, potrebbe risolvere qualche problema al Pirata.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi skyid_1564697 mercoledì 13 settembre 2017, 17:40

luca100 ha scritto:Genoa, analisi senza raggi X
Di
Lino Marmorato -
13 Set 2017 10:00

Il Genoa ha ripreso a lavorare ma non è in piena Apocalisse, come a suo tempo disse il Presidente Federale dopo la sconfitta dell’Italia con la Spagna. La sconfitta di Udine non è stata giusta e umiliante, solo preoccupante perché film già visto: per questo non è stata digerita dalla tifoseria, oltre che dalla vecchia e dalla probabile, nuova proprietà.

A) 1a BELINATA : DEFINIRE LA SCONFITTA " UN FLIM GIÀ VISTO " E ' FARE DEMAGOGIA......SE NELLA SECONDA PARTE DELLO SCORSO CAMPIONATO , AVESSIMO GIOCATO ANCGE SOLO 1 MINUTO CINE I 25 FINALE DI UDINE,CI SAREMMO SALVATI A 7 GIORNATE DALLA FINE,VORREI RICORDARE LA SCOPPOLA AD UDINE DELLO SCORSO ANNO W


Nello spogliatoio del Grifone devono chiarirsi, anche se nessuno per adesso dice “abbiamo fatto quello che il tecnico ci chiede”. Nessuno dopo la prestazione di Udine, eccetto il trainer in conferenza stampa, ha ancora offerto una rosa di scuse come fanno i politici quando perdono le elezioni. Nessuno pretende da Juric che la squadra “giochi” all’italiana, ma vorrebbe capire alcune scelte e se ci sono possibilità di cambiare strategia con quello che passa il convento.


B) SECONDA BELINATA: : IL TECNICO HA AMPIAMENTE DETTO CHE SI RITIENE SODDISFATTO E DI AVERE UNA ROSA COMPETIVA.QUINDI NON DEVE CERTAMENTE PIEGARSI AI VOLERI DI VOI SCRIBACCHINI E GIUSTIFICARE ALCUNCHE

Noi riteniamo che ogni giorno al sistema di gioco venga attribuito un esagerato valore tattico, addirittura determinante ai fini del risultato. Gli allenatori importanti del passato facevano risultati perché in squadra avevano giocatori che decidevano le gare da soli, hanno sempre spiegato che un peculiare gioco di squadra non può essere nient’altro che una particolare distribuzione degli uomini sul terreno di gioco. Tutto ciò è molto importante, a condizione ovviamente che corrisponda alle caratteristiche generali e tecnico-tattiche dei calciatori a disposizione.

I libri di Coverciano dicono che il 3-4-3 è un sistema prevalentemente offensivo che consente di sfruttare al meglio il fronte di attacco ma che non assicura adeguata copertura in difesa. Richiede giocatori di grande personalità in difesa e a centrocampo, compattezza tra i reparti (squadra corta) e applicazione del pressing e del fuorigioco soprattutto in attacco. Quando al Vecchio Balordo, riesce tutti si divertono.

C) TERZA BELINATA : IL 3-4-3 ASSICURA UNA ANCOR MAGGIORE COPERTURA IN FASE DIFENSIVA RISPETTO AD UNA DIFESA A 4 ,DATO CHE IN FASE DI NON POSSESSO DIVENTA UN 5-3-2 CON I 2 ESTERNI DI CENTROCAMPO CHE SCALANO SULLA LINEA DIFENSIVA,UNO DEI DUE ESTERNI ALTI CHE SCALA SULLA MEDIANA ,E PER CAPIRLO NON SERVONO LIBRI DI COVERCIANO MA IL 90% DEI TECNICI CHE LO ADOTTANO.SE POI ABBIAMO DUE ESTERNI COME LAZOVIC CHE DORME,LAXALT STANCO E QUANDO SCALA FA BELINATE COME NEL GOL DI CUADRADO....ALLORA È UN ALTRO DISCORSO.RICORDEREI IL 3-4-3 QQUANDO GLI ESTERNI DI CENTROCAMPO SI CHIAMAVANO MESTO E ROSSI....ERAVAMO UNA DELLE DIFESE MENO BATTUTE


Il Genoa di Juric è un altro mistero glorioso del calcio italiano. Contro le cosiddette grandi, nel fortino di Marassi, non sfigura con nessuno, in mezzo al campo non si concede nessuna superiorità numerica agli avversari. In trasferta gli avversari, tra lo scorso anno e domenica scorsa a Udine, hanno fatto girare la testa al tandem Veloso e Bertolacci, perdendo anche le corsie laterali dove dovrebbero almeno numericamente essere in superiorità. Perché?

Juric da navigato calciatore nel cuore del gioco avrà capito che al Genoa specialmente fuori casa manca un “buttafuori” davanti alla sua difesa pronto a proporsi in tutti i disimpegni, il naturale appoggio se un compagno di quelli dietro non trova sbocchi offensivi chiudendo le diagonali e i triangoli che partono da Perin. Veloso non sarà Busquets nel Barcellona e nella Spagna ma potrebbe – anzi dovrebbe – essere il calciatore giusto in quel ruolo pronto a prendersi la responsabilità di tenere uniti di reparti tra difesa, centrocampo e attacco, in modo di non concedere spazi agli avversari di incunearsi.

Ad ogni modo, che vi sia Veloso o un altro davanti alla difesa rossoblu, occorre qualcuno che giochi semplice a due tocchi, come nelle tante partitelle a tema disputate negli allenamenti, che non butti via il pallone e che, pur non lanciando mai, preferisca sempre avanzare col pallone mantenendone il possesso.

Juric si sarà * per le trasferte dei rossoblu vedendo la squadra che, allungandosi e allargandosi come un elastico, fa andare a rotoli il lavoro settimanale curato maniacalmente e con organizzazione. Qualcosa cambierà. Gli assenti tra i convocati – a questo punto ogni domenica dovrà essercene qualcuno vista la rosa ampia a disposizione e non solo con due giocatori per ruolo – avranno sempre ragione se non arriveranno i risultati.

Il tecnico rossoblu spiegherà, vista la sua sincerità, come è successo per Rigoni nella conferenza stampa prima della gara con la Juventus, le motivazioni delle sue scelte. Sicuramente il ritorno di Izzo, se Tavecchio firmerà una grazia data per certa giovedì scorso nel Palazzo della FIGC, potrebbe risolvere qualche problema al Pirata.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 mercoledì 13 settembre 2017, 18:46

skyid_1564697 ha scritto:
luca100 ha scritto:Genoa, analisi senza raggi X
Di


A) 1a BELINATA : DEFINIRE LA SCONFITTA " UN FLIM GIÀ VISTO " E ' FARE DEMAGOGIA......SE NELLA SECONDA PARTE DELLO SCORSO CAMPIONATO , AVESSIMO GIOCATO ANCGE SOLO 1 MINUTO CINE I 25 FINALE DI UDINE,CI SAREMMO SALVATI A 7 GIORNATE DALLA FINE,VORREI RICORDARE LA SCOPPOLA AD UDINE DELLO SCORSO ANNO W


.


Quindi il passo avanti dalla scorsa stagione è aver perso solo 1-0 dall'Udinese?
Sinceramente mi aspetto di più da Juric, un allenatore che arriva da una stagione grigissima come la scorsa e per quest'anno ci ha fatto vedere una gran faticata col Cesena e poca roba con Sassuolo e Udinese. Il tutto dopo aver dichiarato di avere una rosa completa e che lo soddisfa.
A oggi dubito che mangi il panettone e spero che Ballardini sia libero perchè non vedo molto in giro...
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi skyid_1564697 mercoledì 13 settembre 2017, 19:24

luca100 ha scritto:
skyid_1564697 ha scritto:
luca100 ha scritto:Genoa, analisi senza raggi X
Di


A) 1a BELINATA : DEFINIRE LA SCONFITTA " UN FLIM GIÀ VISTO " E ' FARE DEMAGOGIA......SE NELLA SECONDA PARTE DELLO SCORSO CAMPIONATO , AVESSIMO GIOCATO ANCGE SOLO 1 MINUTO CINE I 25 FINALE DI UDINE,CI SAREMMO SALVATI A 7 GIORNATE DALLA FINE,VORREI RICORDARE LA SCOPPOLA AD UDINE DELLO SCORSO ANNO W


.


Quindi il passo avanti dalla scorsa stagione è aver perso solo 1-0 dall'Udinese?
Sinceramente mi aspetto di più da Juric, un allenatore che arriva da una stagione grigissima come la scorsa e per quest'anno ci ha fatto vedere una gran faticata col Cesena e poca roba con Sassuolo e Udinese. Il tutto dopo aver dichiarato di avere una rosa completa e che lo soddisfa.
A oggi dubito che mangi il panettone e spero che Ballardini sia libero perchè non vedo molto in giro...

Guarda...puoi pensarla come vuoi,puoi tranquillamente pensare e dubitare sul panettone che non mangiera Juric,puoi pensare anche non arrivi neppure ai " dolcetto- scherzetto " della notte del 31 Ottobre.Io giudico per quello che vedo ed in alcune settimane anche quasi quotidianamente.Poi se permetti io giudico un articolo nell' interezza e tu invece estrapoli solo 1 parte.Io analizzo quell' articolo e mi son fermato solo a 3 BELINATE e ho dato un mio giudizio dato che tu sei sempre il primo a cercar di screditare un tifoso da strada come me e le sue opinioni,ma ti guli tutto ciò che viene scritto.Ti ho in altro post scritto chiaramente che ne ho i ballons pieni di gularmi tutte le scemenze che i ns. scribacchini ci vogliono far credere ed il fatto che siano pagati( anche ) per farlo non giustifica il fatto che ogni giorno se ne escano o con sviolinate o con critiche feroci contro allenatore o squadra...SOLO DOPO 3 GIORNATE DI CAMPIONATO.Aggiungi poi il fatto che tutte Ste menti illuminate,dopo Sassuolo " Juric ha mandato in campo una squadra equilibrata ed ha azzeccato le mosse dei cambi,sfiorando il colpaccio " con la Juventus hanno timidamente mosso qualche critica sulla possibilità di rinforzare la mediana per " proteggere " il 2 a 0 .....già qui mi viene da pensare che siano,loro e chi ha pensato questo,dei cultori del curling dato che ...pensare di rinforzare la mediana per tenere il risultato per 84 minuti contro una Juventus è' da cranio lesi e questo se lo avesse fatto anche dopo il 2 a 2 ( Cagliari e Chievo ci hanno provato a schierare una linea maginit in mezzo al campo...3 pere e presi a pallonate ) noi si che ne abbiamo prese 4 di pere ma non mi ricordo di essere stato preso a pallonate.Ora alla terza giornata venite tutti a fare paragoni di questa sconfitta con la seconda parte dello scorso Campionato :shock: Lo scorso Campionato non solo si presero 3 pere.....e non concentro la differenza tra le 2 partite sul soli gol preso quest' anno,ma sull' interi 90 minuti ad Udine dello scorso anno e di quest' anno.Lo scorso anno ..IO PROVAI VERGOGNA NON A TIFARE QUESTA MAGLIA...MA A TIFARE 14 SENZA PALLE SCESI IN CAMPO.....quest' anno non ho provato vergogna.Tutti pronti a sputare su mister e squadra quando nelle 2 precedenti partite...NON SON STATO PRESO A PALLONATE e me la sono giocata con Sassuolo ed Juve...ed ho visto sbagliare L' approccio mentale solo Domenica nei primi 70 minuti.Leggo critiche feroci sul fatto " atleticamente sembrano scoppiati " :shock: azzo...sino a Domenica leggevi " A Sassuolo si è vista una squadra in salute che è' diventata padrona del campo uscendo alla lunga negli ultimi 30 minuti " ho letto " pesa certo la sconfitta 4 a 2 con la Juve ma,buone risposte vengono dalla condizione atletica e fisica vista dopo il 3 a 2 in quei 15-20 minuti dove hai messo pressione alla Juve"
Trovate un equilibrio se volete giudicare

_______________________________________________________________________________________________

Aggiungo proprio perché me le " strappi dai polpastrelli " .....Ho sempre giudicato i dopo partita sia positivi che negativi,qui dentro,analizzando giocatore per giocatore o reparto per reparto,le loro prestazioni,nella mia vita avrò forse 4-5 volte scritto o detto ( col senno di poi avrei fatto giocare X al posto di Y ) e se L' ho fatto ,perché per curiosità mi è' stato chiesto.Questo solo per un semplice motivo....IO PENSO A FARE IL TIFOSO .... se avessi preparazioni tattiche e tecniche,sarei seduto su qualche panchina e non a far altro.Capisco,cosa non da tutti capita,che chi siede su quella panchina,vede per 5-7 ore al giorno dal Martedì alla Domenica i giocatori che ha a disposizione e ne conosce ogni singola " virgola " è condizione sia essa fisica piuttosto che mentale è solo se passassi almeno la metà delle ore che passa lui ad osservarli,potrei forse giudicare delle scelte
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