Il Forum per chi è Grifone dentro

Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 martedì 29 agosto 2017, 17:41

Campionato Cassouela
Di
Lino Marmorato -
29 Ago 2017 10:31
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Seconda giornata di campionato: i punti persi e guadagnati per adesso non contano nulla, a fine campionato invece creeranno recriminazioni per aver giocato con il calciomercato ancora in corso.

In testa alla classifica, nel delirio di Marassi gode solo la Juventus, incerottata nel fisico e guardinga porta via i tre punti. Il vecchio Balordo si leccherà le ferite dopo aver giocato bene e porta a Pegli solo un punto in due gare. Juric penserà al futuro, oltre la prestazione contro la Signora terrà conto – dopo la gran mole di lavoro – che Buffon ha fatto solamente una parata su tiro di Palladino, mentre Perin ha salvato il risultato almeno 4 volte. Il Grifone ha raccolto poco in queste prime due partite, che si spera abbiano rafforzato lo spirito.

Oltre la Juventus e il Napoli, che non sono più soprese, il campionato è cucinato come una Cassouela, piatto della cucina milanese con ingredienti non uguali per Milan ed Inter.

I rossoneri dopo aver speso 300 milioni di euro di cui 60 per André Silva e Nikola Kalinic deve ringraziare Cutrone e Suso se rimane a galla e in testa alla classifica. Il Cagliari meritava il pareggio; l’utilizzo dei Top tutti insieme sarà un problema per Montella.

Senza Champions League il Milan per pagare i debiti dovrà vendere un Top player, lo ha detto anche l’amministratore delegato Fassone al Guardian: “Se il prossimo ottobre non ci saranno le possibilità di saldare il debito il Diavolo dai cinesi passerà agli americani del fondo Elliot”.

La Roma di Di Francesco prende i pali, Spalletti prende i fischi dei “tottiani”, l’Inter sbanca l’Olimpico con un Icardi incontenibile. Spalletti sembra che abbia dato al biscione carattere e organizzazione.

Napoli-Atalanta 3 a 1: Sbagliano i preti sull’altare, sbaglia anche Gasperini. Fa uscire Petagna solo con il fisico spaventava la difesa partenopea, cambia modulo dopo un primo tempo suntuoso di tattica e pressing e accende i fuochi di artificio dei piccoletti di Sarri. Scelta tecnica di Gasperini già vista che quando va contro il suo dna arretrando perde non solo la bussola ma anche la gara. Maurizio Sarri batte l’incubo Dea con le riserve.

Aggiungi un posto a tavola in testa alla classifica: è quello di Giampaolo e della Sampdoria, la sorpresa dopo 180’ e più di campionato, affondano la Fiorentina con la qualità e il gioco. Al tecnico della viola Pioli, oltre la barba bianca cresceranno anche molti pensieri sul gioco da fare: per il Cholito Simeone neanche un tiro in porta. Se sono euro sonanti o quasi i 40 milioni di euro per Schick potrebbero risolvere problemi blucerchiati non solo nel campionato.

Torino-Sassuolo: Il Gallo non canta solo all’alba ma anche alla sera. Gran gol di Belotti, il Sassuolo di Bucchi invece è già in crisi, non solo di risultati. Entrambe le difese ballano e Mihajlovic per rinforzarla pensa a Burdisso, altro * al Vecchio Balordo. Prima la sostituzione di Rincon, che non era gradita alla Juventus e figurarsi al Torino.

La Spal dopo 50 anni assapora la gioia dei tre punti al Mazza di Ferrara contro un Udinese al palo in crisi di gioco e di idee: Delneri contro il Genoa rischia la panchina. I Pozzo hanno poca pazienza: ne sanno qualcosa Mazzarri e Iachini, licenziati ai primi di ottobre nei passati campionati. Marco Borriello “Top Gol” realizza una rete nella dodicesima squadra in cui ha giocato.

Ancora K.O. la neopromossa Benevento, che perde al Vigorito contro il Bologna. Brutta e scialba partita decisa da un coast to coast di Donsah e dal V.A.R..

Crotone e Verona non hanno offerto un gran spettacolo giusto il risultato ad occhiali.

Chievo sconfitto in casa contro la Lazio. Boccone amaro per i veneti, che pur giocando alla pari hanno perso per un’uscita sbagliata di Sorrentino, che ha permesso a Immobile di tornare alla rete, e da un euro gol di Milinkovic-Savic.
Immagine tratta da Twitter

Speriamo che la seconda giornata di campionato sia di buon auspicio per Ventura e la Nazionale. In gol i probabili titolari.

Adesso tre giorni di calciomercato dopo due mesi con tutti i tecnici della Serie A con una sola idea in testa: “Sul mercato proveremo a completarci” .

Cose da V.A.R.? Già commentate ieri. In molti continuano a godere perché sono stati corretti errori dei direttori di gara dalla tecnologia. Speriamo che l’onda di bellezza per il V.A.R. in questi primi 180’ di campionato – molti di più se si considerano solamente i recuperi di 8’ di Benevento e i 7’ in Torino Sassuolo – continui e non si trasformi in uno tsunami per il calcio italiano.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi skyid_1564697 mercoledì 30 agosto 2017, 13:05

Nessun giorno di vacanza in più per i calciatori rossoblu, anche se la prossima gara sarà in programma domenica 10 settembre al Dacia di Udine. Juric insegna, cerca di far capire che il calcio è uno sport collettivo non solo con due porte e un pallone e consiste sempre nel tenere presente l’organizzazione difensiva e offensiva. Così semplice così complicato.

Juric è due mesi che lavora con più di 35 calciatori, se questo andava bene ad inizio preparazione a 36 ore della fine del calciomercato lascia perplessità. Ieri in campo 25 giocatori, 5 nazionali in giro per il mondo e gli esodati che si sono allenati nel pomeriggio.
Dalle analisi delle prime due gare di campionato, inserendo anche le amichevoli europee, non sembra che il Pirata abbia cambiato la sua strategia di gioco.

In queste ultime 36 ore di calciomercato Juric si aspetta, oltre al centrocampista di peso, anche Ricci, suo pupillo a Crotone per non cambiare nulla dell’idea di gioco pitagorico: muoversi dal basso, solidità difensiva ordine e organizzazione tattica, massimo sacrificio e solidarietà, pressing alto.

L’idea è quella giusta se i tre difensori in attesa del ritorno di Izzo cresceranno e accetteranno dei rischi. Entrambi devono dare un contributo importante cercando di cavarsela in qualche occasione da soli e non perdere per gli avversari alle spalle anche i duelli uno contro uno. Contro la Juventus c’è stato qualcosa di nuovo, Lazovic è quello che ha fatto più diagonali difensive.

Indipendentemente dagli attuali difensori di cui si conoscono le quasi uguali caratteristiche, la squadra di Juric quando è stata posizionata in modo aggressivo, pronta a fare un pronto riciclo del pallone con gli intercetti di Veloso e Bertolacci, è andata bene. Il problema che dovrà risolvere il tecnico? Se V&B potranno da soli intercettare e costruire e difendere in mezzo al campo contro avversari che metteranno in campo centrocampisti in più per chiudere tutte le linee di passaggio.

La Juventus sabato sera ha insegnato la terza alternativa sostituendo Khedira con Matuidi, non cambiando o cambiando modulo mettendo in campo (per ottimizzare il risultato) un mediano esplosivo in grado di coprire le due fasi di gioco per riassorbire meglio le ripartenze avversarie coprendo i difensori.

Vedremo perchè queste 36 ore di calciomercato saranno importanti, non solo per Juric ma per tutti i genoani. Non tanto per le entrate quanto piuttosto per le uscite – e non solo degli esodati o di quelli che radiomercato dà con le valigie in mano se arriveranno congrui euro. Si considerino anche gli altri, quelli nessuno avrebbe pensato di vederli a luglio scorso sull’uscio del Pio Signorini.

Gli esodati li conosciamo, quelli che generano euro per radiomercato sono Laxalt, Lazovic e Izzo, quelli di Luglio invece Rigoni e Cofie.

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Ieri in campo erano 21 e non 25.... Si arrivava a 25 con 4 primavera
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 mercoledì 30 agosto 2017, 16:26

Occhi al Pio: palestra e campo agli ordini di mister Juric
Di
Lorenzo Semino -
30 Ago 2017 15:01

Come scritto nel flash mattutino dal Pio, allenamento a porte aperte per il Genoa a poche ore dall’amichevole serale contro la Massese. Prima tutti in palestra, poi corsa ed azioni in una metà campo fra paletti e con pettorine. 18 giocatori in campo, 4 portieri in assenza di Perin.

Non si allenano in campo con la squadra Rosi e Rigoni: il centrocampista era regolarmente presente al centro sportivo, che ha abbandonato al termine della seduta.

Trattativa Taider invece che rimane nel frattempo traballante. Vi aggiorneremo ulteriormente in serata, ma si parla di un’operazione non ancora conclusa.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 giovedì 31 agosto 2017, 16:21

Genoa 5-2 Massese, terminata la sfida: riflessioni da Massa
Di
Lino Marmorato -
30 Ago 2017 20:54

PRIMO TEMPO

Gara iniziata ore 20.30 precise. Centurion a sinistra, Taarabt a destra. Al 4′ gol di Omeonga. Tutto parte da un tacco di Migliore che libera Centurion, dribbling e doppio dribbling, scarico su Brlek e cross dalla trequarti. A quel punto l’assist di Lapadula per l’ accorrente Omeonga: tiro da fuori e Gol. In tribuna Marco Rossi e il pargolo.

Tante altre giocate vicine al gol con Lapadula e Gentiletti su corner. Arrivati in ritardo una cinquantina di tifosi del Grifone con striscioni e bandiere.

I primi 15′ di gioco con Omeonga in cattedra non solo per il gol. Centurion prova più di un dribbling con Migliore pronto a sovrapporsi.

21′ pareggio Massese con Frugoli, con difesa Genoa mal piazzata . Il numero 10 punta Spolli e passa a sinistra a Frugoli che fulmina da sinistra Lamanna. Genoa che sembra patire il 4-3-1-2 con la difesa che si deve arrangiare presa alle spalle. Izzo unico a giocare sull’anticipo. Le accelerate di Centurion non continue fanno al differenza. Al 30esimo è 1 a 1 il risultato.

33′ gol di Centurion di testa su cross di Lazovic dal fondo su errore del portiere Barsottini che non ha trattenuto.
La Massese al 41′ difesa scoperta è presa in contropiede in velocità con Frugoli un “frugoletto” per Spolli e Gentiletti velocissimo.
Al 43′ calcio d’angolo di Centurion gol di Spolli.
Fine primo tempo 3 a 1 per il Genoa,
In evidenza Migliore pronto a fare le due fasi da migliorare la difensiva.Omeonga mediano a tutto campo. Visto poco Brlek in un centrocampo a due. In affanno la difesa in campo aperto se non protetta.

SECONDO TEMPO

Solo 10′ di riposo. La formazione del Grifone per il secondo tempo: Lamanna in porta; Izzo, Spolli, BiraschiSalcedo Omeonga, Cofie, Migliore; Brlek Lapadula, Centurion. Brlek finto esterno alle spalle di Lapadula. Al 13′ Rossettini per Spolli. Al minuto 15′ Palladino per Lapadula. Salcedo prima punta, Palladino in mediana sulla destra.
Risultato non cambia: sempre 3-1 per il Genoa.

Al 21′ Veloso per Centurion, poi Omeonga esterno di centrocampo a destra e Palladino a sinistra nel tridente. Non cambia il risultato: Genoa attacca ma il portiere toscano non deve fare nessun intervento importante.

32′ secondo tempo: secondo gol della Massese. Frugoli fa fallo su Biraschi ma l’ marbitro non fischia: ne scaturisce un tre contro 2 dei rossi toscani e Marcellusi beffa l’incolpevole Lamanna.
Tempo di battere il pallone al centro da Veloso a Salcedo, cross sul secondo palo dove è bene appostato Palladino che fa la quaterna. Presto sarà doppietta perché al 36′ gol dello stesso Palladino di testa su cross di Izzo.
Al 45′ siamo 5 a 2 per il Genoa.
Foto TanoPress

CONCLUSIONI

Buon galoppo dei rossoblu considerato il lavoro del mattino tra palestra e campo. In cattedra la bella gioventù’ Omeonga, Salcedo. Una citazione per Cofie: sempre preciso e puntuale a proteggere la difesa. Piaciuto Migliore.

Di Brlek e i nuovi ne parleremo domani: ultime ore di calciomercato dove difficilmente il Grifone farà operazioni in entrata,per lo meno questo che si vocifera a Massa. D’altronde o arriva qualcuno che faccia una vera e papabile differenza oppure è meglio continuare con la gioventù e Cofie. Tramontata l’ipotesi Taider, anche il capitolo Peruzzi non convince per tempi della trattativa e fusi orari che non la agevolerebbero.

Pure in uscita tutto da vedere: da Rigoni a Hiljemark sono tutti capitoli aperti.
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 venerdì 1 settembre 2017, 16:55

Calciomercato Serie A, la situazione delle 20 squadre del campionato
Di
Alessio Semino -
01 Set 2017 12:20

Pronti ad essere smentiti dal campo, abbiamo cercato di analizzare il mercato delle venti formazioni di Serie A proponendo anche il saldo tra spese ed entrate, che troverete in fondo all’articolo. Il campo sarà l’unico giudice capace di mettere nero su bianco i valori delle singole rose: per adesso abbiamo cercato di trovare pregi e difetti in ogni squadra, sapendo che quello appena iniziato potrebbe essere uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni.

ATALANTA – Chi è partito è stato rimpiazzato, per lo più con prospetti che non hanno mai conosciuto il calcio italiano. Da Gosens a Palomino, da Cornelius a Castagne: ora spetterà a Gasperini ricomporre i cocci di un calciomercato che ha portato ad incassare una cifra enorme e reinvestirla prima sul rinnovo contrattuale di Gomez e sull’acquisizione dello stadio di proprietà, poi sulla costruzione di una formazione capace di giocare sul doppio fronte campionato/Europa. Le prime due giornate sono valse zero punti: un gioco c’è ma servirà mandarlo a memoria. Da risolvere anche la spinosa querelle Spinazzola.

BENEVENTO – La riconferma dell’ossatura dell’anno scorso il punto di partenza, coronato da una lunga serie di rinforzi. Nelle ultime 48 ore sono arrivati Armenteros, Parigini, Antei e Iemmello per rinforzare tutti i reparti, questo perché le prime giornate hanno raccontato di un campionato tutt’altro che semplice da affrontare. Formazione che potrà infastidire, specialmente quando giocherà nella bolgia del “Vigorito”, sfruttando anche l’esperienza di giocatori che conoscono già la Serie A: Costa, Cataldi, Letizia, Memushaj e l’acquisto dell’ultimo minuto Laazar.

BOLOGNA – Rinforzata la difesa e giocata la carta Palacio, la squadra di Donadoni è partita forte collezionando 4 punti e aspettando un centrocampista centrale in più – oltre Poli – che non è arrivato. Donadoni ripartirà da alcune certezze e da un reparto offensivo molto giovane con Verdi, Krejci e Destro, dovendo fare tuttavia i conti con una piazza che già da un paio d’anni si attendeva di lottare per qualcosa più della salvezza. Scongiurata una falsa partenza, ora serve riaccendere la fiducia della tifoseria. Buone notizie arrivate da Donsah, eterno partente, e dalla permanenza del tanto corteggiato Masina.

CAGLIARI – Giulini ha spiegato di aver voluto costruire la squadra intorno a Cigarini, in cerca di riscatto dopo una travagliata stagione in Liguria. Borriello, eroe della passata stagione, si è accasato alla Spal: il rossoblu lo ha ritrovato però Pavoletti. Van Der Wiel il grande colpo, Sau e Barella le grandi riconferme. Per Rastelli sarà la stagione della conferma definitiva con un grande monito personale: subire meno reti dell’anno scorso (76, ndr), anche se il solo acquisto di Andreolli come centrale non ha dato fino adesso il sentore di una maggiore solidità.

CHIEVO – Partenze eccellenti: nessuna. Arrivi capaci di mutare gli equilibri di una formazione che cambia pochissimo da anni: almeno un paio. Tanti profili pescati dalla cadetteria, come Garritano; tanti altri pescati all’estero, come l’italo-tedesco Gaudino o il centravanti Stepinski. Pucciarelli e Tomovic i nomi che già conoscevano la Serie A. I mussi volanti resteranno la solita mina vagante del campionato, capace di alternare momenti di grande brillantezza ad altri di nebbia e scarsa concretezza. Unica cessione eccellente quella di Inglese al Napoli, malgrado l’attaccante resti in prestito ancora un anno in gialloblu.

CROTONE – Perduti pezzi importanti, arrivati sostituti che dovranno dimostrare di valere abbastanza per la categoria. Romero e Mandragora due profili “rubati” al Genoa per il centrocampo di Nicola, orfano di Crisetig: saranno osservati speciali. Davanti il ritorno di Budimir servirà a non far rimpiangere Falcinelli. Anche in questo caso gli squali faranno valere il fattore casa, per ora valso un solo punto in due giornate, che li renderà clienti difficili per la lotta salvezza. Si attesta, secondo Transfermarkt, come la 37esima squadra italiana per spese fatte in sede di mercato (850mila euro, ndr), la meno facoltosa della Serie A.

FIORENTINA – Sapeva a cosa sarebbe andato incontro Pioli a inizio estate? Probabilmente sì. Forse però non in questa misura. La Viola è un cantiere aperto. Un cantiere che ha raggranellato 84 milioni di euro e ne ha spesi quasi 69, sgrezzato da Corvino privandosi a malincuore di Bernardeschi, Kalinic, Tatarusanu, Vecino e Borja Valero (oltre che dello svincolato Gonzalo Rodriguez accasatosi al San Lorenzo, ndr). Pioli dovrà ripartire dagli zero punti di inizio stagione, assestando la difesa e trovando l’equilibrio giusto tra i reparti, nuovi per interpreti e idea di gioco. L’ultimo giorno di mercato ha regalato Thereau e Lo Faso, ma l’impressione è che manchi un leader alla formazione toscana, ad ogni modo da non sottovalutare.

GENOA – Ad oggi il capitolo mediano resta irrisolto, anche se il campo potrebbe raccontare che forse non era così strettamente necessario. Dubbi a parte, serviranno altre partite che esulino dal test quasi proibitivo con la Juventus per dare una valutazione più obbiettiva. Per le restanti valutazioni, esclusivamente per non ripeterci, rimandiamo all’editoriale di questa mattina (clicca qui). Si evidenzi come la società rossoblu sia la 14esima in Italia per spese sul calciomercato, attestatesi intorno a poco meno di 15 milioni di euro.



JUVENTUS – Ormai il trend è di perdere un big all’anno e di sostituirlo con nomi che, accolti con qualche scetticismo, regalano poi le consuete soddisfazioni alla squadra bianconera. Marotta e compagnia hanno portato avanti una campagna acquisti senza dubbio più cauta, meno esplosiva e non più giocata sull’anticipo: alla fine però sono arrivati profili come Bernardeschi, De Sciglio, Matuidi, Höwedes, Douglas Costa. Tutti inseriti su una pianta che già l’anno scorso era stata nettamente migliorata. Si parla ancora – e non a torto – della favorita per la vittoria finale, anche se la concorrenza quest’anno è spietata e ogni singolo dettaglio tattico e tecnico diventerà imprescindibile. Farà un po’ sorridere, ma questo sarà l’anno della definitiva consacrazione per la Juventus e Allegri: vincesse anche questo tricolore, con il mercato monster rossonero e la indelebile idea di gioco del Napoli sarriano, avremmo davvero margini per vedere vincere qualche altro blasone del campionato?

INTER – Il grosso enigma è la difesa dell’Inter, che in due mesi e mezzo di mercato non è stata capace di liberarsi di Ranocchia e sostituirlo con un profilo di maggior peso. Un Sabatini poco brillante quest’estate, per sua stessa ammissione, ha comunque confezionato a Spalletti una squadra che ragiona col pallone tra i piedi e arriva con costanza dalle parti di Icardi, l’uomo che l’Inter dovrà tenere nella naftalina vista l’assenza di un’altra, vera prima punta alle sue spalle e con le sue caratteristiche. La vera alternativa sembra essere Eder. La società nerazzurra ha comunque in Luciano Spalletti il migliore acquisto estivo, che salvo incidenti di percorso sarà un valore aggiunto anche nei momenti di difficoltà dello spogliatoio.

LAZIO – Solo partenze annunciate e sofferte il giusto in casa biancoceleste. Via Biglia e Keita, dentro profili da scoprire (Marusic, ndr) o già ampiamente affermati, come Nani e Lucas Leiva. Anche in casa Lotito e Tare la vera operazione mancata resterà quella di un centrale difensivo capace di giocare a sinistra per dare respiro a Radu: il campionato dirà se questa assenza sarà più pesante del previsto. Trattenuto Milinkovic-Savic e smaltiti gli esuberi, Inzaghi parte per il doppio fronte bellico Europa-campionato. Obiettivo? Continuare a infastidire le grandi, a qualsiasi latitudine.

MILAN – Sui rossoneri si finirebbe per ripetersi: sin da giugno si era capito che Fassone e Mirabelli avrebbero fatto sul serio. Alla fine i numeri parlano chiaro: 228 milioni di spese, 58 incassati, fair play finanziario rivisto con la UEFA e al vaglio, salvo nuove deroghe, nel prossimo mese di ottobre. Il parco giocatori si è allargato notevolmente e Montella, tra tutti gli allenatori delle big, sarà quello con meno alibi. Il tecnico campano lo ha capito già contro il Cagliari, vicino a strappare un pareggio “San Siro” alla seconda giornata: ci è voluto Suso a togliere le castagne dal fuoco. Mix tra giovani, vecchio e nuovo: per la lotta scudetto è tornato anche il Diavolo.

NAPOLI – Al “San Paolo” l’entusiasmo si accende soprattutto coi grandi nomi: in tal senso, questa estate non ha regalato sussulti incredibili. In difesa è stato fatto poco salvo inserire Mario Rui, vecchio pallino di Sarri dai tempi di Empoli. Ounas il colpo da novanta, Inglese quello per il futuro, col riscatto di Maksimovic dal Torino (20 milioni, ndr) poco considerato malgrado il suo impatto sulle casse societarie partenopee. Che sia lui il difensore di peso che al Napoli rischia di mancare? Parola al campo: vero che si riparte da un’idea di gioco conosciuta ormai da tutti e sempre imprevedibile, mandata ormai a memoria da tutto l’undici titolare. Sarà questa l’arma in più di Maurizio Sarri.

ROMA – Salah rimpiazzato da Schick, Rudiger dal sombrero Moreno. Le vere falle da tappare sarebbero state quelle e Monchi è stato capace di chiuderle. La Roma ripartirà giocando per qualcosa che non sia inferiore al secondo tempo della passata stagione e vivrà di costanti voci di riconferma rispetto al campionato scorso, con la pressione sulla squadra giallorossa che dovrà essere gestita al meglio, anche mediaticamente, da Eusebio Di Francesco. Prima stagione senza il talismano Totti, che da team manager potrà comunque dare un supporto decisivo fuori dal campo. La Roma sarà una delle poche squadre a non aver alterato, assieme a Sampdoria e Sassuolo, il proprio centrocampo: nel calcio moderno sappiamo quanto sia una zona di campo dove tempi e movimenti diventano fondamentali per dare equilibrio all’intera squadra. Dettaglio da non sottovalutare.

SAMPDORIA – Lo si è detto poco sopra: Giampaolo ha ottenuto la permanenza di Torreira, motore del centrocampo, e potrà godersi ancora anche Linetty e Barreto. I blucerchiati hanno venduto tanto e comprato bene finendo con un attivo di oltre 20 milioni di euro: lecito aspettarsi una stagione tranquilla, magari giocata per battagliare per qualcosa di più del centro classifica. Zapata e Strinic i botti di fine mercato per sostituire Schick e supportare Quagliarella e Murru, quest’ultimo uscito un po’ dalle graduatorie di Giampaolo, che adesso dovrà capire se preferirgli Regini o Strinic. Da mettere in evidenza anche la nuova scommessa Kownacki e l’attesa nel vedere l’apporto che potranno dare Ramirez e Praet.

SASSUOLO – Unica squadra ad aver affidato la panchina a un allenatore proveniente dalla Serie B, fatta eccezione per le formazioni che dalla cadetteria sono salite in A, che hanno confermato le loro guide tecniche. Per sognare in grande poteva servire ancora qualcosa, ma il rinnovo di Berardi, l’ingresso di Goldaniga e la certezza di poter vedere crescere ed esplodere i giovani acquistati negli ultimi due anni sono passaggi che portano a pensare che i neroverdi potranno non patire una stagione come quella passata, avendo comunque cambiato davvero pochissimo. Bucchi dovrà intanto capire come ripartire dopo il sonoro KO contro il Torino, come valorizzare al meglio il tandem offensivo Falcinelli-Matri e in quale modo non fare rimpiangere Pellegrini e Defrel.

SPAL – Tra le neo promosse quella ad aver ragionato maggiormente per allestire una formazione dura da affrontare anche in Serie A. La squadra ferrarese ha di fatto rinnovato per intero il centrocampo, rivoltato l’attacco con Borriello e Paloschi e circondato l’esordiente difensore Vicari con Felipe e Oikonomou. Dall’estero sono arrivati Konatè e Vaisanen che hanno già fatto parlare bene di loro: l’impressione è che possa mancare ancora qualcosa in difesa, anche se l’impatto col massimo campionato – complice un super Gomis – ha finora detto che non è così.

UDINESE – La confusione ha regnato sovrana per gran parte dell’estate: i friulani hanno visto partire tante bandiere, come Badu, e hanno pescato dall’estero, come consuetudine, senza però mai dare l’idea di voler alzare un’asticella rimasta bassa per troppe stagioni. Perso anche Thereau, a segno in entrambe le gare d’esordio friulane, è arrivato Maxi Lopez a fare reparto con Lasagna e Perica. Proprio lo spilungone croato avrà quest’anno maggiore spazio e Del Neri sa di poterlo sfruttare facendolo diventare il punto di riferimento dell’attacco, ma servirà affiatamento tra squadra e ambiente. Un’alchimia che ad oggi ancora non c’è e che potrebbe alterare gli equilibri della stagione bianconera: al ritorno in campo troverà sulla propria strada il Genoa.

VERONA – Pecchia di esperienza ne ha, oltre ad avere anche la battuta pronta e la capacità di gestire le situazioni in campo e fuori. Da lui è voluto ripartire il Verona fin dall’anno scorso e quest’anno, il primo da allenatore – e non da vice – in Italia, dovrà portare i gialloblu alla salvezza. Gli scaligeri hanno un attacco esperto con Pazzini e Cerci, ma in mezzo al campo si è avuta fin da subito la sensazione che qualcosa in più si sarebbe potuto fare. Bessa la potenziale sorpresa, Romulo il trascinatore e talismano: ma per mantenere la categoria ci sarà da lottare sino alla fine.

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Calciomercato Serie A, la situazione delle 20 squadre del campionato
Di
Alessio Semino -
01 Set 2017 12:20

Pronti ad essere smentiti dal campo, abbiamo cercato di analizzare il mercato delle venti formazioni di Serie A proponendo anche il saldo tra spese ed entrate, che troverete in fondo all’articolo. Il campo sarà l’unico giudice capace di mettere nero su bianco i valori delle singole rose: per adesso abbiamo cercato di trovare pregi e difetti in ogni squadra, sapendo che quello appena iniziato potrebbe essere uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni.

ATALANTA – Chi è partito è stato rimpiazzato, per lo più con prospetti che non hanno mai conosciuto il calcio italiano. Da Gosens a Palomino, da Cornelius a Castagne: ora spetterà a Gasperini ricomporre i cocci di un calciomercato che ha portato ad incassare una cifra enorme e reinvestirla prima sul rinnovo contrattuale di Gomez e sull’acquisizione dello stadio di proprietà, poi sulla costruzione di una formazione capace di giocare sul doppio fronte campionato/Europa. Le prime due giornate sono valse zero punti: un gioco c’è ma servirà mandarlo a memoria. Da risolvere anche la spinosa querelle Spinazzola.

BENEVENTO – La riconferma dell’ossatura dell’anno scorso il punto di partenza, coronato da una lunga serie di rinforzi. Nelle ultime 48 ore sono arrivati Armenteros, Parigini, Antei e Iemmello per rinforzare tutti i reparti, questo perché le prime giornate hanno raccontato di un campionato tutt’altro che semplice da affrontare. Formazione che potrà infastidire, specialmente quando giocherà nella bolgia del “Vigorito”, sfruttando anche l’esperienza di giocatori che conoscono già la Serie A: Costa, Cataldi, Letizia, Memushaj e l’acquisto dell’ultimo minuto Laazar.

BOLOGNA – Rinforzata la difesa e giocata la carta Palacio, la squadra di Donadoni è partita forte collezionando 4 punti e aspettando un centrocampista centrale in più – oltre Poli – che non è arrivato. Donadoni ripartirà da alcune certezze e da un reparto offensivo molto giovane con Verdi, Krejci e Destro, dovendo fare tuttavia i conti con una piazza che già da un paio d’anni si attendeva di lottare per qualcosa più della salvezza. Scongiurata una falsa partenza, ora serve riaccendere la fiducia della tifoseria. Buone notizie arrivate da Donsah, eterno partente, e dalla permanenza del tanto corteggiato Masina.

CAGLIARI – Giulini ha spiegato di aver voluto costruire la squadra intorno a Cigarini, in cerca di riscatto dopo una travagliata stagione in Liguria. Borriello, eroe della passata stagione, si è accasato alla Spal: il rossoblu lo ha ritrovato però Pavoletti. Van Der Wiel il grande colpo, Sau e Barella le grandi riconferme. Per Rastelli sarà la stagione della conferma definitiva con un grande monito personale: subire meno reti dell’anno scorso (76, ndr), anche se il solo acquisto di Andreolli come centrale non ha dato fino adesso il sentore di una maggiore solidità.

CHIEVO – Partenze eccellenti: nessuna. Arrivi capaci di mutare gli equilibri di una formazione che cambia pochissimo da anni: almeno un paio. Tanti profili pescati dalla cadetteria, come Garritano; tanti altri pescati all’estero, come l’italo-tedesco Gaudino o il centravanti Stepinski. Pucciarelli e Tomovic i nomi che già conoscevano la Serie A. I mussi volanti resteranno la solita mina vagante del campionato, capace di alternare momenti di grande brillantezza ad altri di nebbia e scarsa concretezza. Unica cessione eccellente quella di Inglese al Napoli, malgrado l’attaccante resti in prestito ancora un anno in gialloblu.

CROTONE – Perduti pezzi importanti, arrivati sostituti che dovranno dimostrare di valere abbastanza per la categoria. Romero e Mandragora due profili “rubati” al Genoa per il centrocampo di Nicola, orfano di Crisetig: saranno osservati speciali. Davanti il ritorno di Budimir servirà a non far rimpiangere Falcinelli. Anche in questo caso gli squali faranno valere il fattore casa, per ora valso un solo punto in due giornate, che li renderà clienti difficili per la lotta salvezza. Si attesta, secondo Transfermarkt, come la 37esima squadra italiana per spese fatte in sede di mercato (850mila euro, ndr), la meno facoltosa della Serie A.

FIORENTINA – Sapeva a cosa sarebbe andato incontro Pioli a inizio estate? Probabilmente sì. Forse però non in questa misura. La Viola è un cantiere aperto. Un cantiere che ha raggranellato 84 milioni di euro e ne ha spesi quasi 69, sgrezzato da Corvino privandosi a malincuore di Bernardeschi, Kalinic, Tatarusanu, Vecino e Borja Valero (oltre che dello svincolato Gonzalo Rodriguez accasatosi al San Lorenzo, ndr). Pioli dovrà ripartire dagli zero punti di inizio stagione, assestando la difesa e trovando l’equilibrio giusto tra i reparti, nuovi per interpreti e idea di gioco. L’ultimo giorno di mercato ha regalato Thereau e Lo Faso, ma l’impressione è che manchi un leader alla formazione toscana, ad ogni modo da non sottovalutare.

GENOA – Ad oggi il capitolo mediano resta irrisolto, anche se il campo potrebbe raccontare che forse non era così strettamente necessario. Dubbi a parte, serviranno altre partite che esulino dal test quasi proibitivo con la Juventus per dare una valutazione più obbiettiva. Per le restanti valutazioni, esclusivamente per non ripeterci, rimandiamo all’editoriale di questa mattina (clicca qui). Si evidenzi come la società rossoblu sia la 14esima in Italia per spese sul calciomercato, attestatesi intorno a poco meno di 15 milioni di euro.

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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 sabato 2 settembre 2017, 15:42

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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi skyid_1564697 sabato 2 settembre 2017, 15:57

Grandissima BELINATA nel punto dove parla del numero degli inseriti in lista
LA VERA FORZA DEL GENOA SIAMO NOI TIFOSI
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 domenica 3 settembre 2017, 8:08

luca100 ha scritto:http://buoncalcioatutti.it/2017/09/02/genoa-un-giudizio-motivato-sul-mercato-rossoblu/

Genoa, un giudizio motivato sul calciomercato rossoblu
Di Lino Marmorato - 02 Set 2017 11:43

Nella foto, Gianluca Lapadula (Foto TanoPress)
Ieri abbiamo pubblicato il nostro editoriale sul calciomercato appena concluso (clicca qui per rileggere. Le riflessioni sono lì, e lì resteranno a disposizione di tutti: siamo del resto ben consapevoli che potranno essere smentite dal campo, unico giudice capace di emettere le giuste sentenze, e in tal senso ci ripetiamo, come ieri: l’augurio è che per il Genoa vi sia tutto il bene possibile.

Si è trattato evidentemente di una campagna acquisti onerosa se tarata sulle possibilità del Genoa, e lo si afferma soprattutto alla luce degli anni precedenti dove la massima spesa era stata Pavoletti riscattato a 4 milioni e, ancora, se analizzata nell’ottica di una campagna di mercato che ha messo a nudo poche possibilità di plusvalenze. Le uniche possibili sarebbero state Laxalt e Izzo, rimasti entrambi in rossoblu.

L’ultima sessione di mercato si è anche rivelata quella delle cessioni a metà: in altre parole, dei prestiti che ancora incideranno sulle casse rossoblu. Si allude a quelli Ninkovic, passato all’Empoli; si allude a quello di Hiljemark, acquistato a quasi 3 milioni di cartellino in tempi di premura e poi “regalato” 6 mesi dopo ai greci del Panathinaikos; si allude infine anche a quello di Brivio, che finalmente ha trovato un’opportunità di giocare con la maglia dell’Entella ma il cui stipendio sarà pagato nuovamente dal Genoa.

Sull’uscio del “Signorini” per qualche giorno è rimasto anche Rigoni, malgrado Juric in conferenza stampa avesse specificato che tra loro il rapporto era eccellente. Permanenza accolta positivamente perché si parla pur sempre di un calciatore che nell’ultimo anno e mezzo ha rappresentato molto in casa rossoblu, entrando anche nel cuore dei tifosi. Rimane dunque sotto la Lanterna, ma dovrà entrare nell’ottica di doversi giocare il posto coi compagni di reparto (non a caso rientra come “prodotto di un vivaio italiano” nella lista dei 25 del Genoa per la stagione in corso, lista che conta 23 nomi sul sito della Lega ma a cui vanno aggiunti Salcedo e Pellegri, non riportati perché under).
Nella giornata di ieri, digerita la prima giornata senza mercato, alcuni lettori ci hanno raggiunto via mail chiedendoci di spiegare le motivazioni del perché abbiamo definito “caotico” e “improvvisato” il mercato del Genoa. Non ci siamo voluti tirare indietro e abbiamo analizzato brevemente le varie situazioni, reparto per reparto.


DIFESA

Spolli è operazione non compresa sino in fondo, viste l’età e il numero di partite giocate;
Zukanovic, essendoci già Gentiletti, appare come un doppione anziano che dovrà essere riscattato a soldi. L’impressione è che forse sarebbe stato meglio prendere un giovane da far crescere;
Rossettini, pur essendo un giocatore solido e capace di assicurare una prestazione sicura, deve ancora essere testato come “cervello” in un compito di regia difensiva e non appare il profilo migliore per iniziare l’azione velocemente dalla difesa. Inoltre è stato pagato molto per essere un 30enne;
Migliore, pur essendo un discreto giocatore, è un’operazione che c’entra poco se si pensa che si avevano sotto contratto tre giocatori del suo stesso valore, però piu giovani (Beghetto, Renzetti e Fiamozzi, ndr).
CENTROCAMPO

spendere 4 milioni per Bertolacci, calciatore sul quale non si discute conoscendolo già per quanto fatto di buono a Genova nelle passate stagioni, e spenderli quando hai già Veloso in rosa è parso forse un po’ eccessivo a livello di costi, nel senso che sarebbe stato meglio investire quei soldi in un mediano. Alla fine toccherà ancora al sempre pronto Cofie far tirare il fiato agli altri;
Brlek a due in mezzo al campo non può giocare; inoltre arriva da un campionato dal ritmo lento e avrà bisogno di tempo per adattarsi. Ad oggi un frizzantino disordinato.
ATTACCO

Lapadula operazione da 13 milioni, con la speranza che stia bene tutto l’anno. Lo scorso anno all’attivo 13 partite da titolare dal primo minuto e 27 totali, con otto reti segnate;
non compreso fino in fondo neppure il nuovo innesto di Palladino, non dal punto di vista tecnico ma prettamente burocratico: essendo stato pagato già lo scorso gennaio, forse gli si sarebbe potuto rinnovare direttamente il contratto senza lasciarlo nel campo degli svincolati per qualche settimana a cavallo tra giugno e luglio;
discorso simile per Pandev, che allo stato di forma attuale rappresenta una certezza nello scacchiere rossoblu;
5 milioni per Centurion possono apparire, allo stato attuale, una scommessa folle. Ha talento e motore, ma il cervello dovrà essere collegato ai piedi;
Ricci è operazione che, a queste cifre, sembra non tenere conto delle esigenze economiche della società. Accontentate in questo frangente più le esigenze di mister Juric che non quelle di bilancio.
A parte tutto,
FORZA GENOA
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 lunedì 4 settembre 2017, 21:47

La buonanotte: Morosini in gol con l’Avellino. Per Galabinov mezz’ora contro l’Olanda
Di
Alessio Semino -
03 Set 2017 23:10

È stata la serata della Serie B e delle sfide per la qualificazione al Mondiale. Ci direte: chissà che novità. Ma qualcosa di nuovo è arrivato questa sera: il primo gol di Morosini con la maglia dell’Avellino (15º in carriera in Serie B, ndr).

Ininfluente ai fini del risultato perché i Lupi avrebbero poi perso contro la Cremonese, con un gol dell’ex Mokuku, che non ha esultato e che è stato applaudito anche da Omeonga, suo vecchio compagno di spogliatoio:


Tornando a Morosini, importante per un giocatore che in Campania è andato per rilanciarsi segnare subito con un tiro da fuori, suo marchio di fabbrica da quando era a Brescia. Una marcatura che ha fatto subito capire che resta calciatore che nel campionato cadetto, quando buttato nella mischia, fa sempre la differenza. Sarà una stagione importante per lui in attesa di ritrovare Genova.

“Grande giocatore – ha spiegato Novellino a fine partita ai microfoni di Sky Sport – Morosini è andato negli spazi, poi era un po’ stanco: è un giocatore straordinario”.

Stessa questione per Raul Asencio, ex bomber della Primavera. Anche lui aveva trovato il primo gol in B, convalidato dall’arbitro e poi annullato dall’assistente di linea. Sarebbe stata una serata che, seppur da lontano, si sarebbe tinta di rossoblu.

Si tingono ancor più dei colori del Genoa anche le qualificazioni al Mondiale russo. Lo fanno quando al 60′, nello splendido scenario dell’Amsterdam Arena, Galabinov entra in campo con la Bulgaria, impegnata – e poi sconfitta 3 a 1 – contro l’Olanda. Laxalt sarà impegnato mercoledì prossimo (6 settembre, ndr) contro il Paraguay. Pandev tornerà in campo martedì, così come l’Italia di Perin, contro l’Albania.
Da segnalare, ancora in Serie B, la seconda partita in gol per Han, attaccante nordcoreano già a quota quattro reti. Si ispira a Dybala, il suo cartellino è del Cagliari: e se il buongiorno si vede dal mattino…
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Re: Lino Marmorato

Messaggiodi luca100 martedì 5 settembre 2017, 7:41

Serie A, come cambia l’età media del campionato. Genoa al 3° posto, Atalanta unica stabile
Di
Alessio Semino -
04 Set 2017 12:43
Foto TanoPress

Da domani torneremo attivamente a parlare di Genoa in tutte le sue tematiche più calde, dalle quali ci stiamo volontariamente tenendo a distanza di sicurezza. Oggi parleremo anche del Grifone, prendendola tuttavia un po’ alla larga analizzando un trend, quello dell’età media delle squadre della Serie A, che merita di essere posto sotto la lente di ingrandimento.

Prendendo coi piedi di piombo le cifre dei trasferimenti, o non prendendole proprio in considerazione, e confrontando i valori dell’età media della stagione 2016/17 e quelli attuali, saltano subito all’occhio due aspetti:

la squadra più giovane del campionato attuale (Crotone, ndr) ha aumentato di oltre un anno (+1,07, ndr) l’età media che apparteneva all’Udinese, considerata lo scorso anno la formazione con meno primavere della Serie A (23,53 anni, ndr);
soltanto una squadra, l’Atalanta, ha avuto una tendenza al mantenimento dell’età media sui livelli della passata stagione restando sotto la soglia dei 25 anni. Nessuna squadra di quelle che già disputavano la Serie A è riuscita a diminuire l’età media della propria rosa.

A cosa potrà portare un trend in rialzo nell’età media delle singole squadre, non è dato saperlo adesso. Presumibilmente l’esperienza in più sul campo non potrà che fare la differenza: oltre a tanti blasoni del massimo campionato, se ne sono accorte in estate anche le tre neopromosse, che rispetto all’età media ben al di sotto dei 24 anni relativa alla loro militanza in Serie B hanno tutte registrato un incremento non inferiore al +1.8 attestandosi nella classifica generale (delle età medie, ndr) tra 8° e 16° posto.

Senza dubbio, osservando questi numeri, la strada tracciata in Italia dalla Lega, con le rose da 25 uomini che consentono l’inserimento di un numero illimitato di Under 21, non sta producendo un decremento così netto e incisivo. I numeri anzi parlano del contrario. Il che, attenzione, non è necessariamente un dato negativo: più che altro è corretto parlare di una situazione in controtendenza rispetto al resto d’Europa. Nazionali comprese.



Sabato scorso al “Bernabeu” il più giovane azzurro in campo (dal primo minuto, ndr) era Belotti, 24 anni da compiere il prossimo dicembre, seguito da Spinazzola (1993) e Verratti (1992). Dall’altra parte una lunga schiera di classe ’92 (Koke, Isco, Carvajal) cresciuti calcisticamente nella cantera di squadre come Atletico Madrid e Real Madrid e immediatamente gettati nella mischia, al massimo con qualche anno di prestiti (Isco al Malaga per dirne una, ndr). Per non parlare poi di Marco Asensio, unico classe ’96 sceso in campo. L’Italia un azzardo così, in termini di età, non se lo sarebbe mai potuto permettere in una sfida così importante come quella del “Bernabeu”. Questione che deve far riflettere: età ed esperienza sul campo sono direttamente proporzionali o si può lavorare ancora negli perché non sia così?

In Italia – o nel calcio in generale – una risposta a questa domanda la si dovrà pur dare prima o poi. Attualmente perdura piuttosto una grande ma inestinguibile tradizione, che corroborata da qualche inserimento di lusso nelle rose delle prime squadre aveva fatto sì che la Nazionale Under 21 di mister Di Biagio si presentasse agli ultimi Europei come una delle favorite alla vittoria finale. Questa tradizione è quella di far crescere i profili più giovani e interessanti in Serie B e dare solo a pochi la chance di giocare fin dall’inizio nel massimo campionato. In tal senso il Genoa è più di un’eccezione visti i profili di Pellegri e Salcedo, solo gli ultimi di una lunga risma di giocatori, da El Shaarawy a Mandragora passando per Sturaro, cresciuti in seno al settore giovanile rossoblu e poi esplosi in Serie A.



Ma cosa è cambiato nell’età media del Genoa? Quel che emerge è che si è alzata di quasi tre anni (+2,7) con un incremento secondo solamente a quelli di Juventus (+3,4) e Cagliari (+3,2). Attenzione: il calcolo viene fatto sul tutta la rosa, non soltanto sui componenti della lista dei 25 (23 più Pellegri e Salcedo, non inseriti in quanto Under, ndr), e per questo motivo può variare in eccesso di qualche decimo. Il trend resta comunque lo stesso, avvicinandosi ai due anni e mezzo in più rispetto al campionato passato.

Giusto analizzare questi dati perché fanno parte del campionato e sono una delle sue variabili impazzite. In fondo all’articolo, per completezza, proponiamo la classifica per età media di questa stagione col Chievo sempre in testa e il Genoa al terzo posto. Di seguito invece la graduatoria che inquadra gli incrementi maggiori in termini di anni dall’uno all’altro campionato (dalla classifica sono escluse le neopromosse, ndr):

1° – Juventus: +3,4 anni rispetto alla stagione 2016/17

2° – Cagliari: +3,2

3° – Genoa: +2,7

4° – Roma: +2,4

5° – Sampdoria: +2,3

6° – Lazio: +2,2

7° – Bologna: +2,1

8° – Chievo: +2

9° – Torino: +1,9

10° – Inter: +1,9

11° – Napoli: +1,4

12° – Udinese: +1,4

13° – Sassuolo: +1,2

14° – Milan: +1,1

15° – Fiorentina: +0,7

16° – Crotone: +0,1

17° – Atalanta: +0

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