Il Forum per chi è Grifone dentro

Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 mercoledì 13 settembre 2017, 15:52

13 settembre 2017
Tridente a sorpresa, il Grifo cambia pelle: ecco i nuovi protagonisti

Giovanni Mari


Genova - Carte nuove sul tavolo. Ivan Juric deve trovare la quadra sul suo tridente inatteso, a sorpresa. Soltanto 50 giorni fa - tanti quanti serviranno a Lapadula per superare i danni della lesione al legamento collaterale interno sinistro patita a Udine - a Neustift, la situazione era davvero molto diversa.

Il tridente era composto da Simeone (anche se si sapeva tutto sulla sua partenza) al centro e in un ottimo stato di forma; da Rigoni a destra capace come al solito di scaricare adrenalina nel gruppo; e Ninkovic a sinistra dotato di un tiro micidiale tanto da trasformarlo in bomber d’estate. Oggi i tre non ci sono più: l’argentino è alla Fiorentina, il serbo dopo l’ennesima divaricazione con il mister è all’Empoli e Rigoni è relegato ai margini, fatto fuori dal nuovo credo tattico.

Si dice che il tridente titolare, se mai il Genoa dovesse riuscire a marciare a regime, potrebbe essere composto da Lapadula al centro, Ricci a destra e Centurion a sinistra, con gli esterni costretti a correre come dannati e autorizzati ad accentrarsi nelle vesti di trequartisti. Nessuno dei tre, al di là dell’infortunio occorso all’ex milanista, ha fatto la preparazione con Juric: legittimamente, dunque, il tecnico si era preso qualche tempo prima di inserirli.

Già questo tridente, comunque, aveva numeri bassi. Per Lapadula 8 gol e 4 assist in carriera in serie A (ancorché con un tempo limitato: 1.254 minuti), 27 gol e 13 assist in B in 49 gare con Pescara e Cesena. Ricci ha sole due reti in 1.084 minuti di A fatte con 24 presenze al Sassuolo; Centurion ha segnato 15 gol e confezionato 10 assist in 119 presenze nei vari campionati di primo livello in Italia, Argentina e Brasile, con il record di sei reti in Primera con il Boca lo scorso anno.

Chi fa gol nel Genoa? Chi deve buttarla dentro? È probabile che il mister di Spalato domenica sera opti per il tridente che meglio conosce, tenendosi un potenziale e per certi versi clamoroso triplice cambio in corso d’opera. Esperienza vuole che al centro dell’attacco contro la Lazio ci sia ancora Galabinov: il bulgaro è stato evanescente a Udine, ma l’alternativa è il sedicenne Pellegri e l’azzardo al momento potrebbe essere eccessivo (non è detto però che il bomber di Pegli possa essere gettato nella mischia in mezzo alla ripresa: d’altra parte ha all’attivo un gol in A, proprio come Galabinov). Eppure il gigante bulgaro la confidenza con il gol la ha: le reti sono 79 in 250 apparizioni esatte dalla Lega Pro alla Serie B.

Ai suoi lati, la partenza dovrebbe essere ancora una volta per Pandev a destra e Taarabt a sinistra. Il primo ha dato l’anima per Juric e non può essere “punito” per la brutta gara al Friuli, tanto più che giocata dopo le due (positive) con la Nazionale macedone. Il secondo è l’uomo più attivo del Grifone, figliol prodigo capace di dimagrire di 8 chili in tre mesi e di strappare all’arcigno Juric una seconda chance: a Neustift neppure era stato convocato. Il marocchino, a Udine, è stato il migliore insieme a Perin: gran corsa, copertura, tiri.

E però ancora: se consideriamo le ultime tre stagioni, questi giocatori dalla grande esperienza sono stati molto poco prolifici. Pandev - che fino a Udine era apparso in grande forma - ha segnato in campionato soltanto tre gol tra Genoa e Galatasaray (tutte nel finale dell’anno scorso; più uno in Coppa Italia). Peggio Taarabt: appena 3 assist tra A e Premier e la miseria di tredici presenze. Certo, la sua ultima prestazione autorizza a riaccendere la speranza.

Resta la stessa domanda: chi segna al Genoa? Nel macinino delle sostituzioni, Juric si aspetta molto, moltissimo da Ricci. Ma ha in panchina due ragazzi pronti a esplodere, che sono lo stesso Pellegri e l’esterno astuto e affamato Eddie Salcedo, 16 anni da compiere. Questi ha fatto il suo esordio e ha mostrato un coraggio impressionante: la sua girata fra tre difensori al Sassuolo è un cult su youtube. Perché non loro? È un’ipotesi che l’allenatore sta considerando e che potrebbe contemplare anche l’alternativa Palladino: altro suo fedelissimo, ha le carte in regola per portare esperienza e talento, ancorché a serbatoio meno capiente. Dieci gol nelle ultime tre stagioni (una in B) per lui.

Nel tridente, a sorpresa o meno, qualcuno metta a fuoco la porta. E scocchi il tiro.

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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi skyid_1564697 mercoledì 13 settembre 2017, 17:51

luca100 ha scritto:13 settembre 2017
Tridente a sorpresa, il Grifo cambia pelle: ecco i nuovi protagonisti

Giovanni Mari


Genova - Carte nuove sul tavolo. Ivan Juric deve trovare la quadra sul suo tridente inatteso, a sorpresa. Soltanto 50 giorni fa - tanti quanti serviranno a Lapadula per superare i danni della lesione al legamento collaterale interno sinistro patita a Udine - a Neustift, la situazione era davvero molto diversa.

Il tridente era composto da Simeone (anche se si sapeva tutto sulla sua partenza) al centro e in un ottimo stato di forma; da Rigoni a destra capace come al solito di scaricare adrenalina nel gruppo; e Ninkovic a sinistra dotato di un tiro micidiale tanto da trasformarlo in bomber d’estate. Oggi i tre non ci sono più: l’argentino è alla Fiorentina, il serbo dopo l’ennesima divaricazione con il mister è all’Empoli e Rigoni è relegato ai margini, fatto fuori dal nuovo credo tattico.

Si dice che il tridente titolare, se mai il Genoa dovesse riuscire a marciare a regime, potrebbe essere composto da Lapadula al centro, Ricci a destra e Centurion a sinistra, con gli esterni costretti a correre come dannati e autorizzati ad accentrarsi nelle vesti di trequartisti. Nessuno dei tre, al di là dell’infortunio occorso all’ex milanista, ha fatto la preparazione con Juric: legittimamente, dunque, il tecnico si era preso qualche tempo prima di inserirli.

Già questo tridente, comunque, aveva numeri bassi. Per Lapadula 8 gol e 4 assist in carriera in serie A (ancorché con un tempo limitato: 1.254 minuti), 27 gol e 13 assist in B in 49 gare con Pescara e Cesena. Ricci ha sole due reti in 1.084 minuti di A fatte con 24 presenze al Sassuolo; Centurion ha segnato 15 gol e confezionato 10 assist in 119 presenze nei vari campionati di primo livello in Italia, Argentina e Brasile, con il record di sei reti in Primera con il Boca lo scorso anno.

Chi fa gol nel Genoa? Chi deve buttarla dentro? È probabile che il mister di Spalato domenica sera opti per il tridente che meglio conosce, tenendosi un potenziale e per certi versi clamoroso triplice cambio in corso d’opera. Esperienza vuole che al centro dell’attacco contro la Lazio ci sia ancora Galabinov: il bulgaro è stato evanescente a Udine, ma l’alternativa è il sedicenne Pellegri e l’azzardo al momento potrebbe essere eccessivo (non è detto però che il bomber di Pegli possa essere gettato nella mischia in mezzo alla ripresa: d’altra parte ha all’attivo un gol in A, proprio come Galabinov). Eppure il gigante bulgaro la confidenza con il gol la ha: le reti sono 79 in 250 apparizioni esatte dalla Lega Pro alla Serie B.

Ai suoi lati, la partenza dovrebbe essere ancora una volta per Pandev a destra e Taarabt a sinistra. Il primo ha dato l’anima per Juric e non può essere “punito” per la brutta gara al Friuli, tanto più che giocata dopo le due (positive) con la Nazionale macedone. Il secondo è l’uomo più attivo del Grifone, figliol prodigo capace di dimagrire di 8 chili in tre mesi e di strappare all’arcigno Juric una seconda chance: a Neustift neppure era stato convocato. Il marocchino, a Udine, è stato il migliore insieme a Perin: gran corsa, copertura, tiri.

E però ancora: se consideriamo le ultime tre stagioni, questi giocatori dalla grande esperienza sono stati molto poco prolifici. Pandev - che fino a Udine era apparso in grande forma - ha segnato in campionato soltanto tre gol tra Genoa e Galatasaray (tutte nel finale dell’anno scorso; più uno in Coppa Italia). Peggio Taarabt: appena 3 assist tra A e Premier e la miseria di tredici presenze. Certo, la sua ultima prestazione autorizza a riaccendere la speranza.

Resta la stessa domanda: chi segna al Genoa? Nel macinino delle sostituzioni, Juric si aspetta molto, moltissimo da Ricci. Ma ha in panchina due ragazzi pronti a esplodere, che sono lo stesso Pellegri e l’esterno astuto e affamato Eddie Salcedo, 16 anni da compiere. Questi ha fatto il suo esordio e ha mostrato un coraggio impressionante: la sua girata fra tre difensori al Sassuolo è un cult su youtube. Perché non loro? È un’ipotesi che l’allenatore sta considerando e che potrebbe contemplare anche l’alternativa Palladino: altro suo fedelissimo, ha le carte in regola per portare esperienza e talento, ancorché a serbatoio meno capiente. Dieci gol nelle ultime tre stagioni (una in B) per lui.

Nel tridente, a sorpresa o meno, qualcuno metta a fuoco la porta. E scocchi il tiro.

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:roll: :roll: :roll: Pandev veramente nel TRIDENTE OFFENSIVO che il giornalista ha riportato....ESTERNO DESTRO ha giocato solo ed esclusivamente,circa 20 minuti contro la Juve e con lui in quella posizione,Taarabat scalava come trequartista dietro Galabinov e Pandev,Sia in Coppa Italia sia col Sassuolo,sia nei restanti 70 quasi sino alla sostituzione contro la Juve e a Udine,Pandev ha giocato dietro la punta centrale.Forse sarebbe meglio rivedersele le partite prima di dare un giudizio.Di base Juric NON ha mai adottato sino ad ora un 3-4-3 ma sempre un 3-4-1-2 ,dato che a turno Pandev e Taarabat scalavano dietro alle 2 punte alternandosi in quel ruolo.Juric ha adottato il 3-4-3 solo in corso d' opera e con gli inserimenti di Palladino e Centurion ma...MAI, il " tridente " e" stato Pandev-Galabinov- Taarabat
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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 giovedì 14 settembre 2017, 15:32

: Blink : : Chessygrin :


Domenica con la Lazio Juric si gioca la panchina Oddo Mazzarri e Guidolin in lizza per la sostituzione

Pesa anche il bilancio negativo della passata stagione Non è una squadra da 3-4-3 ma il tecnico non cambia
di GESSI ADAMOLI
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13 settembre 2017
101
Domenica con la Lazio Juric si gioca la panchina Oddo Mazzarri e Guidolin in lizza per la sostituzione
Si gioca tantissimo Ivan Juric nella partita di domenica sera con la Lazio. Forse non la panchina, ma certamente la credibilità. E per chi come mestiere ha scelto di fare l'allenatore, essere credibile agli occhi dei tifosi, ma anche della società e soprattutto dei propri giocatori, è un requisito fondamentale. La scorsa stagione il carisma di Juric nello spogliatoio aveva cominciato a vacillare dopo la sconfitta a Marassi col Palermo, poi però furono i giocatori a imporre il suo ritorno quando sembrava che il successore di Mandorlini dovesse essere Stellini. E la prima conferenza stampa dopo il rientro Juric la fece seduto tra Burdisso e Rigoni, i due generali che si batterono per farlo tornare, e che curiosamente sono stati gli epurati eccellenti della nuova stagione.

Ma può un allenatore essere messo in discussione dopo appena tre giornate di campionato? In realtà in un bilancio complessivo non può non pesare anche il campionato passato. Dalla storica vittoria sulla Juventus (quella dei tre gol in 29 minuti) il Genoa con Juric ha messo insieme 15 sconfitte, 5 pareggi e soltanto 2 vittorie (con Inter e Torino negli ultimi 2 impegni casalinghi) con una differenza reti di -28 (19 gol fatti e 47 subiti). Devastante il ruolino di marcia in trasferta: 2 vittorie (la prima sul neutro di Pescara col Crotone, la seconda a Bologna lo scorso 2 ottobre), tre pareggi e 13 sconfitte.

Dopo Udine, se non ci trovassimo in una delicata fase di transizione a livello societario, Preziosi avrebbe anche potuto prendere una delle sua famose decisioni "di pancia". E dire che su Juric aveva puntato molto, riteneva che potesse essere l'erede di Gasperini. Il tecnico croato insegue un calcio propositivo e spettacolare che però la sua squadra non sempre riesce a mettere in pratica sul campo. Di Gasperini ha certamente la coerenza, l'intransigenza e l'assoluta avversione al compromesso. Tanto che quest'estate, in sede di mercato, non sempre si è trovato in sintonia con quanto gli proponeva la società. Ma Gasperini i mal di pancia ha cominciato ad averli dopo aver portato il Genoa prima in serie A e poi in Europa. Juric era stato chiarissimo quando era rientrato dopo l'esonero: «Questa esperienza mi è servita a capire che in futuro dovrò proteggere di più me stesso e le mie idee».

Il mercato di gennaio si è rivelato fallimentare: bocciati Pinilla, Hiljemark, Morosini, Beghetto e Rubinho. Si sono salvati solo Palladino e Taarabt che è stato ripescato per i capelli dopo che, con la squadra a Neustift, era stato lasciato a casa. È solo tutta colpa di scelte sbagliate di Preziosi e della famigerata "struttura"? Morosini, che era arrivato con l'etichetta di miglior giocatore della serie B, ad Avellino, dov'è stato mandato in esilio, sta facendo la differenza: tre gol in tre partite. C'è poi la vicenda paradossale della riserva di Laxalt che fortunatamente corre per quattro e non si ferma mai. Nel giro di un anno, in rapida successione, sono stati bocciati Renzetti, Brivio (350 mila euro di "incentivo all'esodo" per fargli accettare il prestito all'Entella) e Beghetto. E adesso è il turno di Migliore.

Per molti dall'ultimo mercato è uscito un Genoa più portato a schierarsi col 3-5-2. Certamente non è stata costruita una squadra per il 3-4-3 di Juric, che però va ostinatamente avanti col suo credo calcistico senza nemmeno prendere in considerazione l'eventualità di cambiare modulo. La rosa degli eventuali
sostituti si restringe a soli tre nomi. Preziosi ha sempre avuto un debole per Oddo. È stato il primo a dargli una panchina (quella degli Allievi nella stagione 2013-14) e la scorsa estate se il Crotone non avesse liberato Juric, sarebbe stato lui l'allenatore del Genoa. Le alternative sono due tecnici di grandissima esperienza come Guidolin e Mazzarri. Devono rilanciarsi dopo la non felice esperienza in Premiere League ed il Genoa potrebbe essere la soluzione ideale per ripartire.
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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 lunedì 18 settembre 2017, 18:06

l Messaggero: "Doppio Immobile e la Lazio vola"
18.09.2017 08:38 di Daniel Uccellieri articolo letto 1418 volte
Il Messaggero: "Doppio Immobile e la Lazio vola"
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
"Doppio Immobile e la Lazio vola", scrive Il Messaggero nelle sue pagine sportive. I biancocelesti passano in casa del Genoa. A segno anche Bastos. Successo meritato, ma la gara andava chiusa prima del regalo di Gentiletti.
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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 martedì 19 settembre 2017, 13:40

Il Corriere della Sera: "Pellegri, il millennial nato in spiaggia"


19.09.2017 08:03 di Simone Bernabei articolo letto 7127 volte




Il Corriere della Sera: "Pellegri, il millennial nato in spiaggia"




© foto di Federico Gaetano

Spazio all'exploit di Pietro Pellegri, sul Corriere della Sera. "Pellegri, il millennial nato in spiaggia che fa piangere il papà in panchina", titola stamani il quotidiano. A soli 16 anni ha segnato una doppietta alla Lazio e ora lo vogliono Juve, Inter e Milan
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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 mercoledì 20 settembre 2017, 12:28

Il Secolo XIX sul Genoa: "Chievo di volta"


20.09.2017 07:48 di Andrea Losapio articolo letto 1267 volte




Il Secolo XIX sul Genoa: "Chievo di volta"




© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il Secolo XIX accoglie la sfida fra Genoa e Chievo Verona come un punto focale per la classifica dei rossoblù. "Chievo di volta", il titolo che campeggia nell'apertura delle pagine sportive per il quotidiano genovese.

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Hellas e Genoa, i tecnici traballano: Oddo guarda interessato


20.09.2017 11:52 di Andrea Losapio articolo letto 1352 volte




Hellas e Genoa, i tecnici traballano: Oddo guarda interessato




© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Hellas Verona e Genoa stanno pensando di sostituire il proprio allenatore, soprattutto se stasera, contro Sampdoria e Chievo Verona, non dovesse arrivare un risultato positivo. Così Pecchia e Juric sono sulla graticola, con Massimo Oddo come prima alternativa interessante (e interessata). Lo scrive Tuttosport

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La trattativa riparte ma ora conta il campo e serve la prima vittoria

In attacco tridente Centurion-Pellegri-Taarabt Pace tra Juric e Rigoni che torna tra i convocati

di GESSI ADAMOLI









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20 settembre 2017
































La trattativa riparte ma ora conta il campo e serve la prima vittoria


La trattativa per la cessione del Genoa è ripartita. Ieri mattina è stato redatto un documento condiviso dalle parti che fissa in maniera inequivocabile i criteri per la valutazione della società. I criteri che sono stati accettati sia da Preziosi che da Gallazzi e davvero si può dire di essere arrivati in dirittura d'arrivo.Dopo aver visto la partita con la Lazio nei Distinti, in mezzo ai tifosi perché era l'unico modo per coglierne gli umori senza filtri, Beniamino Anselmi, presidente in pectore del Genoa, questa sera tornerà in tribuna sfoggiando una bella cravatta rossoblù. Ieri ha eseguito alla grande il suo lavoro di mediatore riavvicinando venditore e acquirente. Impresa non semplice perché Preziosi e Gallazzi sono due personalità fortissime.

Dopo una sconfitta la cura migliore è tornare subito in campo. In questo senso il turno infrasettimanale gioca a favore di Juric e dei suoi ragazzi. «In fondo abbiamo sbagliato solo mezz'ora della partita con l'Udinese per questo continuiamo a credere fermamente nelle nostre possibilità. E la risposte che chiediamo alla partita col Chievo sono soprattutto per noi stessi», dice Veloso che, nella conferenza stampa della vigilia, ha preso il posto di Juric.

Per stessa ammissione di Veloso il Genoa va a caccia dell'autostima perduta: «Anche per capire cosa vogliamo fare quest'anno. Quando le cose vanno male si è soliti dare le colpe all'allenatore o al presidente, ma chi va in campo siamo noi e quindi anche noi abbiamo delle responsabilità. E non credo davvero che Juric meriti di essere messo in discussione».

Juric resta al suo posto sicuramente sino alla partita con l'Inter. A quel punto il presidente, che ha comunque intenzione di essere operativo al cento per cento sino a quando non ci sarà il definitivo passaggio delle azioni, farà il punto della situazione. E nella malaugurata ipotesi i risultati, ma anche il gioco espresso dalla squadra, lo dovessero indurre a cambiare ha già anche scelto il sostituto: Massimo Oddo. È stato lui a dargli la prima panchina, chiamandolo nel 2013 alla guida degli Allievi Regionali. E, per il dopo Gasperini, nel caso il Crotone non avesse liberato Juric la soluzione B era rappresentata proprio dal tecnico che aveva riportato in serie A il Pescara.

Il Genoa è fermo al punto ottenuto col Sassuolo alla prima di campionato e domenica l'aspetta la proibitiva trasferta di San Siro. Insomma, è obbligatorio fare punti. C'è curiosità per conoscere con quale formazione Juric andrà all'assalto del Chievo. Contro la Lazio ha stupito tutti schierando sei giocatori che non avevano mai giocato dall'inizio (Zukanovic, Spolli, Cofie e Ricci addirittura avevano zero minuti all'attivo) e inserendo anche, a partita in corso, Pellegri e Brlek, loro pure all'esordio stagionale. La grande novità è il ritorno di Rigoni tra i convocati. Rispetto a domenica in più ci sono anche Bertolacci, che ha scontato la squalifica, e Biraschi che ha recuperato dalla botta di Udine, in meno c'è Spolli che sarà costretto a un lungo stop se gli esami confermeranno la rottura del legamento crociato del ginocchio. Juric tornerà

al 3-4-3. In difesa fuori Izzo e Spolli e con Gentiletti al momento impresentabile dopo il harakiri di domenica giocheranno Biraschi, Rossettini e Zukanovic. A centrocampo in mezzo si ripropone la coppia Bertolacci e Veloso. E nel tridente con Pellegri e Taarabt dovrebbe esserci Centurion che è in Italia ormai da 50 giorni, ma per il momento si è fatto apprezzare più per la sfavillante Ferrari blu con la quale si reca all'allenamento che per i dribbling in campo.



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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi skyid_1564697 giovedì 21 settembre 2017, 11:54

E’ stata una partita dal doppio volto, quella combattuta ieri dal Grifone, riassumibile alla perfezione nella performance dei suoi esterni di centrocampo. Sulla destra. Darko Lazovic (5) si è reso autore di una prova abulica, mai entrato nel gioco e finito in una pericolosa spirale involutiva ricca di errori e timidezza. Ha sbagliato molto, l’ex Stella Rossa, con Juric che dovrà necessariamente lavorare sullo stato mentale per recuperare questo giocatore che lo scorso anno offriva invece un buon contributo alla causa. Si passa da un opposto all’altro, perché per un Darko che stecca c’è un Diego che brilla: non è Perotti ma ha rischiato di assomigliarli. Sudamericano come El Monito, Laxalt è stato un martello costante su una corsia che il Chievo ha praticamente regalato al Grifone. Un continuo pendolino, inesauribile, capace di di sfruttare con costanza gli spazi concessigli e certamente caparbio nell’azione del gol. Lazovic è da ritrovare, Laxalt può dirsi ufficialmente ritrovato e l’ottima prova di ieri ne è la conferma.
Tutto questo si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport, che sottolinea pure le belle performances di un lucido Veloso (6,5) e un Palladino ricco di personalità (6,5). Sotto la sufficienza due terzi di difesa, escluso il 6 di Zukanovic: un 5,5 sia per Biraschi che per Rossettini, stesso voto per il timido Brlek e per un Pellegri ottimamente contenuto dall’esperienza di Dainelli e Gamberini. Per Juric è un 5,5, un piccolo passo in avanti ma la sua creatura resta ben lontana da quel Genoa dello scorso anno. Più in generale, il Chievo ottiene un 6 (per il Grifone la prova complessiva era stata valutata 5,5) e una menzione da MVP per Lucas Castro.
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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 giovedì 21 settembre 2017, 18:43

Il Genoa non sa vincere e i tifosi contestano "Preziosi deve vendere"

Juric sorprende all'inizio, ma poi rivoluziona la squadra nell'intervallo La rete di Laxalt è un fuoco di paglia e alla fine il Chievo sfiora il colpo
di GESSI ADAMOLI
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21 settembre 2017
27
Il Genoa non sa vincere e i tifosi contestano "Preziosi deve vendere"
È finita tra i fischi e con la gradinata Nord che scandiva il coro "devi vendere". La cravatta regimental rossoblù di Beniamino Anselmi, prossimo presidente del Genoa se la trattativa di Sri Group con Giochi Preziosi dovesse andare a buon fine, non ha portato fortuna. La prima vittoria in campionato è infatti ancora rimandata, contro il Chievo la squadra di Juric non è andata oltre il pareggio. E fortuna che, in pieno recupero, Pellisier, solo davanti a Perin, si è divorato un gol fatto. Eppure, dopo un primo balbettante fatto di uno sterilissimo possesso palla, la partita per il Genoa sembrava essersi messa in discesa. Grazie anche agli aggiustamenti rispetto allo stravagante schieramento iniziale.

Subito due occasioni, con Palladino e Veloso, e poi è arrivato meritato il gol di Laxalt. Una gran botta di sinistro alla quale Sorrentino non aveva potuto opporsi. Il Genoa la partita aveva anche avuto la possibilità di chiuderla, ma c'è stato un errore di gioventù di Pellegri che è andato al tiro non centrando la porta ed ignorando due compagni smarcati.

Aveva sorpreso tutti Juric con gli undici che aveva mandato in campo. Una formazione di fedelissimi perché evidentemente voleva essere certo che, in un momento così delicato, quelli che vanno in campo remassero tutti dalla sua parte. Così torna titolare Palladino e in mediana, a fianco di Veloso, c'è il suo connazionale Brlek. Bertolacci, dopo due mesi sprecati a trovare i punti d'intesa per un'improbabile convivenza tattica con Veloso, viene avanzato trequartista, sulla linea di Palladino, e dietro all'unica punta Pellegri che la riconferma se l'è guadagnata a suon di gol. Nell'undici di partenza c'è anche Lazovic che ha grande tecnica e corsa ma al quale manca una qualità fondamentale: la personalità. Così quando il gioco si fa duro e i duri dovrebbero iniziare a giocare, lui sbaglia anche i passaggi più facili.

Nessuno tira indietro la gamba, l'impegno non manca certo. Quelle che latitano sono le idee. Così il primo tempo scivola via piatto e senza sussulti, costringendo a due cambi nell'intervallo che sconfessano la formazione di partenza, come era già successo domenica scorsa contro la Lazio, quando il modulo col falso nueve era stato abiurato già dopo mezzora. Rosi rileva il frastornato Lazovic mentre Taarabt va a fare il trequartista al posto di Bertolacci
che retrocede in mediana al posto dell'inconsistente Brlek. Ma sarà proprio il filtro inesistente a centrocampo che consentirà a Castro di verticalizzare, tagliando come burro la difesa genoana, e mettere Hetamaj davanti a Perin. Per dare più consistenza al centrocampo era anche entrato Rigoni. Era stato messo da parte perché le sue caratteristiche non si sposavano col progetto tattico di Juric. Ma evidentemente quel progetto non c'è più.
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Re: LA STAMPA OGGI......

Messaggiodi luca100 venerdì 22 settembre 2017, 10:10

Il Secolo XIX e i dubbi di Juric al Genoa: "L'era dell'incertezza"


22.09.2017 08:43 di Pietro Lazzerini articolo letto 1365 volte




Il Secolo XIX e i dubbi di Juric al Genoa: "L'era dell'incertezza"


Il Secolo XIX dedica ampio spazio al Genoa titolando: "L'era dell'incertezza". Il Grifone è apparso timoroso in campo, con il tecnico Juric che non ha risolto ancora i propri dubbi: spesso le scelte di inizio partita vengono cambiare in corsa ed è mutato in fretta anche il progetto pensato nel corso dell'estate.
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Messaggiodi luca100 venerdì 22 settembre 2017, 15:39

22 settembre 2017
Il 2017 rossoblù ha numeri deprimenti: è la squadra che ha fatto meno punti

valerio arrichiello

Genova- Questione di numeri. Per i più scaramantici, il 17, è il più temuto. Maledizione che vale anche per il 2017? Beh, almeno per quanto riguarda il Genoa, sì. Finora, l’anno in corso, si è rivelato “horribilis”, sfortunato e deludente. E il perché, neanche a dirlo, lo spiegano ancora altri numeri, cifre che testimoniano le difficoltà rossoblù. Il primo dato emerge dal confronto della classifica della scorsa stagione con quella attuale. Dopo cinque giornate, il Grifone è la squadra che ha peggiorato di più il rendimento. Nel 2016, considerando la gara interrotta per pioggia con la Fiorentina, che il Genoa recuperò a dicembre, i punti conquistati nelle prime cinque partite furono 10, 8 in più rispetto a ora.

Ma anche basandoci sui primi cinque match disputati (inserendo il pari col Pescara al posto della vittoria coi viola) il dato non varia molto (da -8 a -6) e il Grifo resta la squadra che è calata di più. L’anno scorso, dopo l’ottimo avvio, la luce iniziò a spegnersi nel 3-4 col Palermo (dicembre) preludio della crisi esplosa a gennaio, con l’avvento, appunto, del 2017. Il bel precampionato sembrava presagire un cambio di passo, così come le buone prove con Sassuolo e Juve. Ma, complici infortuni e squalifiche, la svolta tarda ad arrivare. «Sappiamo bene cosa abbiamo passato l’anno scorso - diceva Palladino dopo l’1-1 col Chievo - ma questo è un altro Genoa, che gioca bene. Non bisogna guardare al passato. Ci manca solo una vittoria, una scintilla per iniziare a volare».

In attesa della fiammata, però, la classifica langue. Non solo la graduatoria attuale, ma anche quella che prende in considerazione l’anno solare. Altri numeri, che si rivelano pesanti. Tralasciando le tre neopromosse (Benevento, Spal, Verona) e le tre retrocesse (Empoli, Palermo, Pescara) il Genoa è la squadra che nel 2017 ha fatto meno punti di tutti: 15 in 25 gare (superato, a dire il vero, anche dagli stessi Empoli e Palermo, rispettivamente 18 e 16 punti in 20 partite).

Il Genoa è ultimo nell’anno solare ed è staccato di ben 8 punti dalle penultime, Udinese e Chievo (a quota 23), avversarie che il Grifo ha già affrontato, raccogliendo solo un punto. Nelle 20 gare affrontate da gennaio a maggio il Genoa aveva fatto 13 punti (media 0,65), con il ritorno di Juric, nel finale, che aveva segnato un certo risveglio (7 punti in 7 gare). Ma i 2 punti portati a casa in questi primi 5 turni (media 0.4) e la trasferta con l’Inter alle porte, ridestano antichi fantasmi. Juric assicura: «Ora siamo diversi. Abbiamo margini di miglioramento allucinanti, vedrete». Ma anche lui sa che il calcio è crudele, che una vittoria è vitale. E che per l’inversione di tendenza non si può certo attendere che l’annus horribilis voli via.

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