DOVE C’E’ “CASTA” C’E’ ITALIA…

Messaggiodi gaspareserra mercoledì 8 agosto 2012, 21:00

(PILLOLE DI SPENDING REVIEW)

N° 1 - IL COSTO DELLA REPUBBLICA


Quanto costano i “Palazzi” del Potere?
Quanto costa agli Italiani mantenere un tanto pletorico quanto ipertrofico apparato politico-istituzionale?

Che la (Casta) politica italiana sia la più costosa d’Europa (probabilmente tra le più dispendiose al mondo!) è un fatto notorio…

L’ITALIA, rispetto agli altri paesi europei, SPENDE in media IL 30% IN PIU’ PER I COSTI DELLA POLITICA.
Per l’esattezza (dati Uil):
- OGNI CONTRIBUENTE DESTINA AL MANTENIMENTO DELLA macchina della REPUBBLICA circa “646 EURO” L’ANNO;
- e I COSTI DELLA POLITICA ITALIANA (diretti e indiretti) AMMONTANO A circa “24,7 MILIARDI” DI EURO (cifra, per intendersi, pari al 2% del Pil nazionale e ad oltre il 12% dell’intero gettito Irpef!).

Più in dettaglio (secondo quanto emerge dai rapporti sui costi della politica presentati da Uil e Confindustria):
- GLI ORGANI DELLO STATO centrale (Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio e Ministeri) COSTANO ai cittadini “3,2 MILIARDI” DI EURO l’anno (in media, 82 euro per ogni contribuente!);
- le quattro più alte Istituzioni dello Stato (QUIRINALE, SENATO, CAMERA E CONSULTA) pesano sulle tasche degli Italiani per “2,2 MILIARDI” DI EURO;
- il solo funzionamento della PRESIDENZA DEL CONSIGLIO (dati 2011) comporta spese per “477 MILIONI”;
- i costi per il funzionamento dei MINISTERI (dati 2011) ammontano a “226 MILIONI”;
- per gli Organi di REGIONI, PROVINCE E COMUNI (Giunte e Consigli) si spendono “3,3 MILIARDI” (ossia 85 euro per contribuente!);
- ed Organi quali la Corte dei Conti, il Consiglio di Stato, il CNEL, il CSM ed il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia pesano sul bilancio dello Stato per “529 milioni” di euro.

Spulciando i conti delle due Camere, poi, si scopre che:
- dal 2001 al 2011, il bilancio della CAMERA DEI DEPUTATI è salito da 749 milioni di euro ad oltre “1 MILIARDO e 70 MILIONI”;
- mentre il bilancio del SENATO DELLA REPUBBLICA è passato da 349 milioni nel 2001 a “603 MILIONI” nel 2011.

Secondo la Banca d’Italia, in barba a ogni crisi, DAL 2001 AL 2010 LA SPESA PER LA PUBBLICA AMINISTRAZIONE E’ PASSATA (in rapporto al Pil) dal 48,1% AL 51,2%.


“Questo è il normale costo di ogni democrazia”, si sostiene…

Ma quanto è “normale” il fatto che IN FRANCIA L’ELISEO E IL PARLAMENTO COSTANO “900 milioni” di euro l’anno (MENO CHE LA META’ DELLE PARI ISTITUZIONI ITALIANE) e in Spagna soli “700 milioni”?
Come spiegare il fatto che IN SPAGNA IL CONGRESSO DEI DEPUTATI COSTA soltanto “100 milioni” (MENO DI UN DECIMO DI MONTECITORIO)???
Come dar conto del dato “impressionante” per il quale (fonte la Stampa, 30/01/2012) IL PARLAMENTO ITALIANO COSTA PIU’ DELLA SOMMA DEGLI ALTRI QUATTRO GRANDI PARLAMENTI NAZIONALI D’EUROPA (la Bundestaq, la Assemblée Nationale, la House of Commons e il Congreso de Los Deputados), i cui costi di funzionamento solo complessivamente ammontano a 3,18 miliardi di euro l’anno?!

Come giustificare il fatto che (sempre secondo la Stampa) OGNI CITTADINO ITALIANO SPENDE “27,15 EURO” l’anno SOLO PER mantenere LA CAMERA DEI DEPUTATI, mentre:
- uno francese 8,11 euro per la Assemblée Nationale (tre volte meno che in Italia);
- uno inglese 4,18 euro per la House of Commons (quasi sette volte meno);
- ed uno spagnolo 2,14 euro per il Congreso de Los Deputados (dieci volte meno)???

Cosa giustifica simili “sproporzioni”?
Delle due l’una:
a- o l’Italia vanta la classe dirigente “migliore” al mondo, che conseguentemente merita anche un trattamento “unico” al mondo (il che, non fosse per altro, si contraddice con la constatazione d’avere l’unica classe politica, al pari di quella greca, al contempo “commissariata” da un tecnico, “sfiduciata” dall’Europa e “screditata” da ogni agenzia di rating!);
b- oppure siamo di fronte alla più grande “truffa” orchestrata ai danni di un’intera Nazione da una vera e propria “Associazione politica a delinquere”!

Per quanto altro tempo tale odioso “spread” (tra il costo della politica italiana e d’oltralpe) sarà tollerabile???


LA DEMOCRAZIA HA certamente UN COSTO, tanto fisiologico quanto irrinunciabile…
MA LA POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO COSTI che definire “PATOLOGICI” è dir poco!

Il debito pubblico italiano ormai si attesta sui “2.000 miliardi” di euro, i conti dello Stato hanno più buchi di una gruviera (il pareggio di bilancio nel 2013 è solo un’ipotesi…), la finanza pubblica rischia il collasso (il debito pubblico ha superato quota 123% sul Pil, mentre molti enti locali rischiano il dissesto finanziario), la “stagflazione” è dietro l’angolo (una fase di pesante recessione coniugata ad una perdurante inflazione…).
In questo scenario l’aumento delle tasse per “far cassa” non è più una strada percorribile (la pressione fiscale italiana “effettiva” o legale, secondo gli ultimi dati della Confcommercio del luglio 2012, si attesta al 55%, facendo registrare un record mondiale!).
Prima di trovarsi costretti a metter mano al welfare ed alla spesa sociale, ovvero a tagli sulla “viva carne” delle persone (dai licenziamenti nel pubblico impiego alla cancellazione delle tredicesime…), è dunque un “dovere morale” per la classe politica mostrare un “sussulto di dignità”: provvedere da subito ad un taglio netto della spesa pubblica “parassitaria”!
In Italia è proprio la politica il principale terreno fertile per “sprechi e privilegi”.
Per tutto questo TAGLIARE I COSTI DELLA POLITICA E LA SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA NON E’ PIU’ UN’OPPORTUNITA’ BENSI’ UNA NECESSITA’ per il Paese!

LA CRISI economica e finanziaria NON HA CAUSE ESCLUSIVAMENTE ENDOGENE, essendo legata a filo stretto alla capacità di autoriformarsi dell’Europa ed alle strategie occulte della speculazione internazionale.
MA SULL’ITALIA PESA, diversamente o più che in altri paesi, anche L’INSOPPORTABILE FARDELLO di una classe dirigente inadeguata, DI UNA POLITICA “GATTOPARDESCA” sempre più obesa ed ingorda (praticamente un’“oligarchia insaziabile”!).

OGNI singolo CITTADINO PUO’ BEN POCO CONTRO LO STRAPOTERE DI CASTE consolidate, DI LOBBY coalizzate, DI POTERI FORTI ben radicati…
MA UN POPOLO CHE NON SENTE IL BISOGNO DI “INDIGNARSI” di fronte a insostenibili “sprechi” e insopportabili “privilegi”, che non mostra alcun moto di ribellione dinanzi all’autoreferenzialità, all’affarismo ed al professionismo politico di un’intera classe dirigente, E’ semplicemente UN POPOLO SENZA DIGNITA’!


(Gaspare Serra)

Blog “PANTA REI”
Pagina facebook “L’ANTI-CASTA”
Gaspare Serra
(autore del blog "Panta Rei")
Avatar utente
gaspareserra
Esordiente
 
Anni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizione
Messaggi: 16
Iscritto il: domenica 17 ottobre 2010, 14:40
Località: Partinico
Aggiungi voto reputazione

Re: DOVE C’E’ “CASTA” C’E’ ITALIA…

Messaggiodi ermes86 mercoledì 8 agosto 2012, 23:23

Infatti io non riesco a capire come il popolo non si indigni di fronte allo sperpero di denaro pubblico per il funzionamento dello Stato. Comuni che con una disinvoltura ormai naturale s'indebitano eppoi aumentano le imposte ai cittadini. Dove il personale costa più dei servizi erogati. Province che lasciano le strade in uno stato pietoso perchè non hanno i soldi eppoi remunerano la dirigenza con fior di quattrini. Un commesso della Camera che guadagna 8000 mila euro al mese e ha pure la sedicesima! Insomma cose incredibili che succedono solo da noi. Spese assurde e ormai insostenibili. Forse è dovuto al fatto che nei partiti ci sono sempre le stesse persone. Infatti ogni politico che entra nelle istituzioni ci resta per tutta la vita. Questo comporta assuefazione allo spreco, si perde il contatto con la realtà. D'altronde i politici vivono in un mondo dorato e non si confondono con la gente comune. Ne consegue che non ne conoscono neppure i problemi. Io conosco un sindaco, di una piccola città, votato con il 55% già la prima volta, al secondo mandato, che ha una macchina blindata,con tanto di autista e ha dato a tutti i propri assessori l'auto blu e va a mangiare a mezzogiorno nel ristorante più costoso della città. Magari predica pure che bisogna risparmiare! Di queste cose se ne possono raccontare a migliaia ma il popolo vede, critica e accetta con rassegnazione. Noi italiani siamo fatti così e secondo me è una grande disgrazia.
ermes86
Loquace
 
Anni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizione
Messaggi: 685
Iscritto il: giovedì 28 ottobre 2010, 14:40
Aggiungi voto reputazione

Re: DOVE C’E’ “CASTA” C’E’ ITALIA…

Messaggiodi lufo88 giovedì 9 agosto 2012, 9:29

Per lo stesso motivo per cui non si indigna di fronte alle "fatture dimenticate" da parte di dentista, idraulico, ecc ecc.
Non gliene frega nulla!
"Vesto così la mia nuda perfidia con vecchi stracci carpiti a casaccio dai sacri testi; e mostro d'esser pio quanto più mi comporto da demonio" (cit. Riccardo III, atto I, scena III)
Avatar utente
lufo88
Milanisti
Milanisti
 
Anni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizione
Messaggi: 16.296
Iscritto il: domenica 7 giugno 2009, 16:16
Aggiungi voto reputazione

Re: DOVE C’E’ “CASTA” C’E’ ITALIA…

Messaggiodi pccmrc sabato 11 agosto 2012, 10:37

C'è poi il caso in cui la soluzione proposta è peggiore del male.
Se la soluzione proposta è quella di ridurre il numero dei deputati; dimezzandolo. Si potrebbe considerare l'idea che il semplice dimezzamento del numero dei deputati possa ridurre del 50% il loro costo. in tal caso sarebbe pure ipotizzabile che contestualmente si potrebbe aumentare le indennità al parlamentare, di un misero 10% per cui il risparmio continuerebbe ad esserci, e il parlamentare sarebbe in qualche modo ricompensato per il maggior lavoro che deriverebbe dal ridotto numero di addetti.
Poi, se così fosse, si potrebbe portare all'estremo il concetto che, riducendo il numero di rappresentanti a poche decine, il risparmio sarebbe ancora maggiore, con buona pace di chi pensa di vivere ancora in una "democrazia".
Forse la vera soluzione potrebbe essere, paradossalmente, ridurre le indennità elargite ai deputati.
Un tal "Cirino" ancora recentemente sostiene la favola che il reddito del deputato deve essere mantenuto alto per porlo al riparo delle lusinghe dei lobbisti. Come se i redditi dei nostri rappresentati non fossero già talmente inadeguati dall'impedire di vendersi al mercato.
Forse, se il guadagno del deputato fosse inferiore, il posto di “rappresentante del popolo” sarebbe, meno ambito, e auspicato solo da chi realmente ha una vera motivazione ad impegnarsi seriamente nella amministrazione della cosa pubblica, ed ecco che paradossalmente si potrebbe persino pensare che il risparmio persisterebbe anche nel caso in cui il numero dei deputati fosse, anziché ridotto, aumentato.
Ciò permetterebbe allora di far sì che chi cerca di “comprare” un voto trovi maggior difficoltà a doverne comprare di più.
pccmrc
Esordiente
 
Anni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizioneAnni di iscrizione
Messaggi: 3
Iscritto il: sabato 11 agosto 2012, 9:47
Aggiungi voto reputazione


Torna a Politica Italiana

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

Powered by phpBB © phpBB Group
Hai dimenticato i tuoi dati di accesso? Clicca qui

Non sei registrato? Registrati ora

Recupera il tuo Sky iD
Inserisci l'indirizzo e-mail con cui ti sei registrato

Recupera il tuo Sky iD
Ti informiamo che a breve riceverai via mail il tuo username
Recupera password
Ti informiamo che a breve riceverai una e-mail che ti permetterà di modificare la tua password
Recupera password
Username non trovato in archivio.
Aggiorna indirizzo email
Calcola codice fiscale
Aggiorna indirizzo email
E' stata inviata una email di conferma al nuovo indirizzo che hai specificato, la procedura di aggiornamento sarà completa non appena selezionerai il link di conferma.
Aggiorna indirizzo email
Si è verificato un errore durante la procedura di aggiornamento. Riprovare più tardi
Caricamento in corso...